A sole 48 ore dalla presentazione delle liste elettorali (prevista in data odierna), il presidente Tamburrano ha rinviato le elezioni, su sollecitazione dei partiti: Forza Italia, Pd, Realtà Italia, con decreto n. 68 del 14 settembre

Non si placano le polemiche scaturite dal rinvio delle elezioni provinciali, in virtù del decreto emanato dal presidente Tamburrano (n. 68 del 14 settembre) a soli due giorni dalla presentazione ufficiale delle liste elettorali, in precedenza fissata per oggi, a fronte di una data già stabilita per la tornata elettorale provinciale: il 6 ottobre 2016.

Nonostante in data odierna era previsto che iniziasse il periodo valido per presentare le liste elettorali, ci è stato comunicato ieri che le elezioni sono state rinviate a data da destinarsi dal presidente Tamburrano. Così facendo ha di fatto prorogato la validità del consiglio esistente nonché di fatto auto-prorogandosi anche lui”.

A dichiaralo è il consigliere provinciale Dante Capriulo, nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo in mattinata presso l’ex sala di Giunta della Provincia di Taranto in via Anfiteatro. Il consigliere provinciale ha poi voluto sottolineare la gravità, a suo giudizio, del provvedimento. “Ci sembra questo un fatto grave per la democrazia, a cui si aggiunge la discussione sulla legittimità  della carica del presidente stesso, per la quale c’è un’interrogazione ministeriale”. In virtù di ciò “chiederemo anche al prefetto di esprimersi”.

Nella foto, da sinistra: Stefano Fabbiano, Ernesto D'Eri, Dante Capriulo, Cosimo Borraccino
Nella foto, da sinistra: Stefano Fabbiano, Ernesto D’Eri, Dante Capriulo, Cosimo Borraccino

Capriulo si riferisce all’interrogazione parlamentare, durante la question time presso Montecitorio, nella quale l’onorevole Ludovico Vico ha chiesto lumi al Governo sulla presunta illegittimità dell’attuale presidente Tamburrano a ricoprire l’incarico presso l’Ente provinciale, in quanto non più sindaco di Massafra ed essendo un consigliere uscente. “Siamo in una situazione politica – ha proseguito Capriulo – in cui il presidente è sub judice, il consiglio si è auto-prorogato e si continua a gestire amministrazione pubblica, appalti, consulenze e problemi di natura ambientale”.

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre al citato Capirulo, l’ex vicepresidente della provincia di Taranto, Stefano Fabbiano, il consigliere regionale Cosimo Borraccino, il consigliere comunale di Taranto Ernesto D’Eri, ed i consiglieri comunali di Grottaglie: Loreto Danese, Franco Galeandro e Ciro Petrorulo. È giunto in un secondo momento anche il consigliere regionale Gianni Liviano. A riunire i suddetti quella che sarebbe dovuta essere la presentazione di una lista civica alternativa che, come ribadito dai presenti, propone un progetto politico lontano dalla “logica dell’inciucio”, come definito dagli stessi in conferenza stampa l’accordo tra Pd e Forza Italia che ha consentito, due anni fa, la vittoria elettorale di Martino Tamburrano. “Un inciucio politico che prosegue ancora  – specifica Capriulo – consentendo all’attuale presidente della Provincia di emanare un decreto che, come da lui specificato, è in conseguenza delle sollecitazioni provenienti dai consiglieri dei partiti: Forza Italia, Pd e Realtà Italia per rimandare il rinnovo dell’assise provinciale”.

Un atteggiamento, quello del Pd ionico, che Capriulo definisce “ un paradosso”, vista l’ambivalenza riscontrata fra le dichiarazioni di Vico sulla presenta illegittimità di Tamburrano e “l’appoggio concreto fornito al presidente Tamburrano per rinviare le elezioni”.

Il consigliere regionale Borraccino  commenta così il perdurare dell’alleanza, a livello provinciale, fra Pd e Forza Italia: “Pensiamo che questo inciucio continua a valere non soltanto per la Provincia, al di là dell’iniziativa dell’onorevole Ludovico Vico, ma anche alle prossime elezioni comunali a Taranto, dove ne vedremo di belle… Magari con liste civiche camuffate – ha specificato Borraccino – composte da esponenti del Pd e di Forza Italia”.

Quanto alla lista realizzata per le prossime elezioni provinciali, in accordo con altre realtà politiche e liste civile locali che si sono imposte alle recenti elezioni amministrative del 2016, Borraccino ha aggiunto che “avevamo realizzato una lista progressista, assieme alle amministrazioni locali di Massafra, Laterza, Statte, Grottaglie, San Giorgio e con diversi consiglieri comunali delle varie realtà, partendo proprio dalla buona esperienza di quelle amministrazioni locali che si sono imposte alle ultime elezioni contro il Pd e contro le destre. Ciò non ci è stato consentito – ha proseguito – perché questo accordo, davvero spaventoso, dimostra ancora una volta che in questa provincia si parla di assetti di potere”. Ad esplicitare tale sua considerazione, Borraccino ha aggiunto poi che “questi tre mesi probabilmente serviranno per confermare qualche altra operazione amministrativa che, sicuramente sarà legittima dal punto di vista amministrativo, ma discutibile perché viene attuata in un momento in cui quel consiglio provinciale non dovrebbe avere più nessun valore”.

Ad avallare le motivazioni di tale rinvio, il presidente Tamburrano riporta, in una nota stampa, l’art. 1 comma 79, lett. b della legge 56/’14, successivamente modificato dalla legge n. 21 del 2016, nella quale si prevede che l’elezione del presidente della Provincia è indetta e si svolge “entro novanta giorni dalla scadenza per fine del mandato ovvero dalla decadenza o scioglimento anticipato degli organi provinciali”. Fin qui nulla da eccepire, se non fosse che, come sottolineato dagli organizzatori della conferenza stampa, le elezioni erano già state indette e fissate per il 6 ottobre, sempre a mezzo decreto del presidente della provincia Tamburrano emanato ad agosto.

Il rinvio, sempre secondo le motivazioni esplicitate da Tamburrano, sarebbe la conseguenza della richiesta avanzata dal presidente dell’UPI (Unione delle Province d’Italia) – Puglia, Antonio Gabellone, il quale ha comunicato la decisione avanzata dall’UPI, a livello nazionale, di creare un “election day“, comune a tutte le province italiane, dopo il referendum costituzionale.

Si parla spesso delle province come enti destinati ormai ad essere aboliti, in virtù della legge Delrio (Legge n. 56 del 7 aprile 2014, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”). Quest’ultima, però, ha lasciato inalterati i poteri e le pertinenze delle province (declassandole solo ad enti di secondo livello, i cui amministratori sono eletti per mezzo di elezioni fra i consiglieri comunali delle varie amministrazioni, eliminando il suffragio universale) in attesa del prossimo referendum costituzionale, dove è prevista, fra le tante modifiche previste dalla riforma costituzionale, anche l’abolizione delle province. In riferimento a ciò, Borraccino ha aggiunto alcune sue considerazioni. “Le province continuano a mantenere un potere straordinario. Penso, ad esempio, all’ambito ambientale, e quindi alla gestione delle tante discariche che insistono nella nostra provincia. Abbiamo quindi un Ente provincia che deve decidere cose importanti ma che non è eletto dai cittadini”.

Un periodo nevralgico, ci riferiamo ai prossimi mesi, nel quale l’Ente provincia dovrà presentare il Piano strategico al tavolo interministeriale del CIS Taranto (la cui presentazione è prevista per metà ottobre) ed autorizzazioni, in materia ambientale, per alcune discariche. Progetti già presentati alla conferenza di servizi, nei quali vi sarebbero, come specificato da Borraccino, “la discarica Italcave di Statte ed il raddoppio della discarica di Grottaglie”.

Su quest’ultimo progetto si è espresso, in conferenza stampa, il consigliere comunale di Grottaglie, Franco Galeandro. “Corriamo il rischio che il nostro territorio diventi la discarica di tutta Italia”. Galeandro ha poi criticato le modalità con le quali la provincia ha gestito l questione rifiuti. “È stato imposto a tutti i comuni della provincia di pagare le royalties (le percentuali sugli utili per la gestione e smaltimento dei rifiuti nelle discariche, ndr)  al Comune di Massafra che, guarda caso, è il comune del presidente della Provincia”.

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