Per l’acquisto degli asset industriali del gruppo Ilva, il più grande gruppo siderurgico italiano, la cordata che fa capo ad ArcelorMittal avrebbe offerto circa 1,6 miliardi di euro, quella di cui fa parte Jsw Steel invece avrebbe messo sul tavolo 1,2 miliardi.
Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters citando tre fonti a conoscenza del dossier e il Corriere della Sera.
L’offerta di Am Investco Italy – il tandem composto da Arcelor e il Gruppo Marcegaglia (rispettivamente con l’85% e il 15%), con advisor Jp Morgan, a cui potrebbe unirsi in caso di assegnazione anche Intesa San Paolo – sarebbe dunque quella più alta, e si accompagna a investimenti annunciati per 2,3 miliardi di euro. AcciaItalia (composta, oltre che da Jsw, da Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Delfin, con le quote ripartite tra i quattro al 35%, 10%, 27,5% e 27,5%) con advisor Citi e Mediobanca, avrebbe invece presentato un’offerta inferiore, ma, secondo queste fonti, avrebbe promesso investimenti per circa 3 miliardi.
Stessa proposta per il tasso iniziale di occupazione secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano di Milano: vale a dire 8000 addetti per far fronte alla produzione vincolata ai 6 milioni di tonnellate. Confermati dunque i 3000 lavoratori in cig.
Leonardo & Co., advisor dei tre commissari straordinari di Ilva, ha tempo fine al 6 aprile per valutare le offerte. La decisione definitiva sull’assegnazione arriverà però tra metà e fine aprile. La scelta sarà poi sancita definitivamente con un decreto del ministero per lo Sviluppo Economico, così come previsto dal bando di vendita.
Successivamente scatterà un periodo di 30 giorni per verificare la rispondenza del piano ambientale presentato dall’azienda assegnataria alle indicazioni del ministero dell’Ambiente, che poi entro l’autunno emetterà un proprio decreto. A quel punto, scatterà l’esecutività in via definitiva il contratto di acquisizione.
A condizione, ovviamente, che il vincitore della gara passi il vaglio dell’antitrust europeo. Entrambe le cordate sono state già ascoltate preliminarmente e lo saranno di nuovo nelle prossime settimane dalla DG Concorrenza – hanno confermato le fonti – che dovrà poi pronunciarsi definitivamente dopo l’assegnazione. Se non ci saranno problemi di sorta, il via libera di Bruxelles arriverà entro 25 giorni lavorativi dalla notifica, come vuole la procedura europea. Se però dovesse sorgere qualche problema nella procedura, scatterebbe una seconda fase, che può allungarsi fino a oltre 100 giorni lavorativi.
AcciaItalia non dovrebbe avere problemi di sorta sull’eventuale rischio di posizione dominante sul mercato, dato che Jsw, il partner industriale dell’operazione, è praticamente assente nel mercato dell’acciaio dell’Ue. ArcelorMittal invece, gigante mondiale della siderurgia, potrebbe essere costretta ad alcune concessioni, come conferma una fonte che segue il dossier. La banca d’investimenti globali Jefferies, citata dalla Reuters, ritiene che con l’acquisizione di Ilva la società arriverebbe al 40% circa del mercato europeo dell’acciaio.
“Il processo di vendita dell’Ilva è gestito da ed è esclusiva responsabilità delle autorità italiane, ma la Commissione sta seguendo questo processo da vicino“. Questo quanto dichiarato ieri in tarda serata da un portavoce della commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, in merito alla convocazione da parte dell’Antitrus Ue delle due cordate in gara per l’acquisizione degli asset industriali del gruppo Ilva. “In questo contesto non sono quindi inusuali, ma rientrano piuttosto nella prassi, contatti e scambi tra Bruxelles – che deve verificare le implicazioni sul mercato in materia di concorrenza delle operazioni di acquisizione, soprattutto quando ci sono aiuti di stato di mezzo -, e gli attori coinvolti, come possono esserlo le due cordate AcciaItalia e Am Investco Italy in corsa per l’acquisto del complesso siderurgico di Taranto“. In ogni caso, ha già avvertito la stessa Vestager, “la migliore garanzia per un futuro sostenibile della produzione di acciaio nella regione di Taranto è la vendita degli asset dell’Ilva a un acquirente che li rinnovi in linea con gli standard ambientali e li gestisca per un utilizzo produttivo“. Intanto, ha ricordato il portavoce, “l’indagine sugli aiuti di stato continua“.
(leggi qui le notizie sull’Ilva http://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)