Il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, risponde al ministro Carlo Calenda: «Il ricorso resta in piedi fin quando non saranno discusse le osservazioni»
Non si placano le polemiche fra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ed il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano in merito al ritiro del ricorso contro il DPCM 29 settembre 2017. Al riguardo, il ministro ha chiesto come conditio sine qua non il ritiro, da parte della Regione e del Comune di Taranto, del ricorso prima del 20 dicembre, giorno in cui è previste il Tavolo per Taranto presso il Ministero dello Sviluppo Economico a ROma. o «Il ricorso resta in piedi fin quando non saranno discusse le osservazioni». Lo ha detto il governatore della Puglia Michele Emiliano – informa una nota dell’emittente televisiva Telenorba. «Calenda ha fatto il blitz a Taranto perché era disperato. – aggiunge – L’azienda non gli dava più ascolto, perché aveva capito che il Governo non era l’interlocutore, e quindi aveva bisogno di tornare indietro rispetto a una sciocchezza che aveva combinato, ossia l’esclusione di Regione e Comune dalla trattativa. Se farà saltare il tavolo se ne assumerà le responsabilità».
Il governatore della Puglia Michele Emiliano ne ha parlato nell’intervista rilasciata al direttore del TgNorba Enzo Magistà nel corso della trasmissione «Il Graffio», in onda stasera, alle 23.30, su Telenorba e TgNorba24. Nel merito del progetto di risanamento, Emiliano ha detto: «Noi proponiamo di rifare l’altoforno 5 con tecnologia a gas e di continuare a far lavorare almeno fino al 2025 gli altri tre a carbone. Così lo stabilimento diventa flessibile, si adatta ai mutamenti del mercato, ma inquina molto meno. E si mettono d’accordo città, Regione, Governo e acquirente». Acquirente su cui Emiliano nutre qualche dubbio.
«C’è il rischio che Arcelor Mittal la voglia chiudere e non farla funzionare», ha sottolineato Emiliano. «Noi – ha aggiunto – dobbiamo assicurarci che il suo scopo sia di farla funzionare e non semplicemente togliersi davanti un concorrente».