All’Autorità Portuale di Taranto è pervenuta una domanda lo scorso 04.04.2017, poi integrata e completata con annessa documentazione di supporto pervenuti in diverse date il 15.05.2017, il 27.09.2011 ed infine 05.12.2017, con la quale la CBS Centro Bonifiche Sud S.r.l., società con sede a Taranto in Viale Magna Grecia 318, in persona del legale rappresentante, ha chiesto la concessione demaniale marittima (ex art. 36 Cod. Nav.) per la durata di quindici anni, per l’occupazione e l’uso di uno spazio portuale di complessivi mq 43.334 – sito in Taranto in località “ex Yard Belleli” (foglio catastale n. 190 sv. X particella 184) allo scopo di realizzare un impianto di soil washing e sediment washing.

Cos’è il soil washing e sediment washing

Stiamo parlando di un impianto che si occupa delle nuove tecniche di bonifica dei suoli e dei sedimenti contaminati, che avvengono principalmente attraverso tecniche in situ, che comprendono la gestione, il trattamento e il recupero dei suoli e dei sedimenti contaminati all’interno di opere infrastrutturali, la bonifica del terreno e l’isolamento dei siti inquinati. I suoli e i sedimenti dragati da porti e canali di accesso, come adesso quello di Taranto, richiedono tecnologie di trattamento specifiche per poter essere riqualificati in modo sostenibile. Spesso le tecnologie di trattamento prevedono le seguenti fasi: decontaminazione, riduzione al minimo del volume da trattare, massimo riutilizzo del prodotto.

Il Soil and Sedimenti Washing è una tecnologia che in pratica consiste in una evoluzione delle tradizionali tecniche “a secco” di separazione e selezione granulometrica dei materiali granulari inerti, che può essere impiegata proficuamente nell’ambito delle attività di recupero/smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Il progetto di messa in sicurezza e bonifica della falda  

Il progetto presentato dalla CBS Centro Bonifiche Sud S.r.l., prevede interventi di completamento delle operazioni di messa in sicurezza e bonifica della falda oltre che
la realizzazione di palazzina ufficio-spogliatoio, pesa, baie di stoccaggio del materiale da trattare in ingresso all’impianto e dei materiale trattato in uscita nonché di tutte le opere funzionali al corretto montaggio delle sezioni impiantistiche.

Prima però c’è da terminare i lavori della Astaldi spa per la vasca di colmata

La zona portuale chiesta in concessione, interferisce però con le aree messe in disponibiiità del cantiere Astaldi Spa – appaltatrice del lavoro pubblico di dragaggio del Molo Polisettoriaie & relativa vasca di contenimento fanghi – il quale insisterà in loco presumibilmente fino al 25.09.2018 (data prevista per l’ultimazione dei lavori appaltati). Consegue come l’eventuale concessione potrà essere quindi assentita sugli esiti favorevoli del relativo procedimento amministrativo, soltanto con decorrenza successiva alla riconsegna delle suddette aree nella disponibilità dell’Ente a rimozione completa del cantiere della Astaldi spa che, allo stato, è prevista appunto per il 25.09.2018.

Parliamo del progetto inerente il “I° Lotto degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda in area ex Yard Belleli, funzionale alla realizzazione della cassa di colmata c.d. “ampliamento V Sporgente”. L’intervento rappresenta il primo stralcio funzionale della bonifica e messa in sicurezza dello Yard ex Belleli nel porto di Taranto.

In particolare le opere previste sono: marginamento dell’area, lungo lo sviluppo dei lati Sud Est, Sud Ovest e parziale lungo il lato Nord Ovest; realizzazione di una trincea drenante lato Nord-Ovest lato interno alla barriera plastica, al fine di “regolarizzare le oscillazioni idrodinamiche” interne compatibili con quota 0,00 slm; recupero degli idrocarburi surnatanti in fase libera flottanti sulla falda nelle 2 aree depresse del ex canale Italsider mediante l’equipaggiamento di tre pozzi esistenti PZ4,PZ13 E PZ11 con 2 skimmer attivi pneumatici (PZ4 E PZ13) ed 1 passivo (PZ11); riempimento e livellamento della c.d. “area depressa grande” con materiale da rilevato realizzazione di un TAF impianto di trattamento delle acque di falda captate dalla trincea di N-W, lato laminati ILVA; impianto progettato per due linee, di pari potenzialità, da 50 m3/ora con recapito a mare.

Inoltre, la realizzazione di una parte (rispetto a quanto previsto nel progetto definitivo completo) dell’area di stoccaggio rifiuti speciali 5.000 mq su 9.000 mq di superficie utile finale prevista; realizzazione dell’impianto elettrico di alimentazione esterna e di distribuzione interna all’area in progetto al fine di garantire l’alimentazione dei pozzi per la rimozione surnatanti, dell’impianto di trattamento, dell’ impianto di sollevamento acque di falda e dell’illuminazione delle strade e piazzali; realizzazione di un edificio prefabbricato a servizio dell’impianto di trattamento e dell’area di stoccaggio per utilizzo da parte del personale preposto alla sorveglianza ed alla manutenzione dell’impianto; realizzazione di una viabilità interna di servizio agli impianti, con relativo controllo degli automezzi in uscita (box di controllo, vasca di lavaggio pneumatici e pesa). Realizzazione di un sistema di monitoraggio della falda costituito da 19 piezometri dei quali 7 ex novo.

Risultati attesi dal progetto sono la bonifica e la protezione dell’acqua di falda presente nell’area mediante il trattamento nell’impianto di Trattamento delle Acque di Falda (TAF) e il marginamento laterale e capping superficiale, il riutilizzo industriale dell’area mediante pavimentazione, la rimozione del prodotto in fase libera e il trattamento delle acque della falda a monte dell’area.

Pillole di storia…

La “Riqualificazione ambientale delle aree ricadenti nel SIN di Taranto. Progetto per la messa in sicurezza e bonifica della falda in area ex Yard Belleli“, fu presentato dall’Autorità Portuale di Taranto nel lontano 24 novembre 2010, redatto da Sviluppo Italia spa nel marzo 2005 che al suo interno compendiava i precedenti studi del Politecnico di Bari ed il Piano di Investigazione Iniziale redatto sempre da Sviluppo Italia spa e Wheeler Environmental Division nel febbraio 2004 ed integrato dal successivo progetto preliminare redatto dalla Sogesid nel marzo 2010 ed approvato dal ministero dell’Ambiente sempre nel marzo dello stesso anno. Il progetto rientrava inoltre nelle attività programmate dal protocollo d’Intesa finalizzato alla riqualificazione ambientale delle aree ricadenti all’interno del SIN di Taranto sottoscritto nel novembre 2009. Progetto che, inoltre, fu redatto tenendo anche conto della futura, ma mai avvenuta costruzione del metanodotto progettato dalla Snam: ma questa è un’altra, vecchia, storia di cui già ci occupammo tanti anni fa sulle colonne del ‘TarantoOggi’.

Domande finali…

Ma se il progetto di 15 anni della CBS Centro Bonifiche Sud S.r.l. dovesse andare in porto, che ne sarà dell’accordo quadro per la definizione di un programma congiunto e
pluriennale finalizzato alla realizzazione di un Hub specialistico per le attività di
“Green Ship Recycling” dedicato al naviglio militare e civile, nazionale ed estero,
all’interno del sito denominato “Ex Yard Belleli”, firmato lo scorso novembre dal Comune di Taranto, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e dall’Agenzia Industrie Difesa? Sono progetti collegati tra loro? Rischiano di pestarsi i piedi? O l’accordo quadro firmato potrà realizzarsi soltanto una volta bonificata interamente l’area e la falda del terreno sul quale insisteva l’ex Yard Belleli? Vi terremo aggiornati.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/11/28/porto-giovedi-al-comune-lautorita-portuale-accordo-quadro-sul-green-ship-recycling/)

 

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