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M5S, Mario Turco: il professore che dice stop alla politica dei rifiuti

Secondo Mario Turco, commercialista tarantino e docente di Economia Aziendale all’Università del Salento, candidato M5S nel collegio del Senato per Taranto e provincia, l’impegno principale di chi si candida oggi in questo territorio è contrastare la politica che alimenta le economie dei rifiuti.

Un business che non ha ricadute economiche positive sul sistema economico delle imprese e sul lavoro.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dal principio.

Chi è Mario Turco? “Sono un cittadino come tanti, ma soprattutto sono un padre preoccupato per il futuro dei propri figli. Ho due ragazzi e temo che possano lasciare Taranto per mancanza di prospettive lavorative come fanno tanti figli di questa terra”.

Lei questa terra non l’ha lasciata? “Io amo Taranto e ho fatto il possibile per rimanervi. Mi riconosco la dote della tenacia. Ho studiato per affermarmi, sono diventato docente universitario e ho portato avanti la mia attività di commercialista”.

E che cosa ci può dire sulle sue passioni? “La mia passione più grande è il Taranto. Mi piace vedere le partite della mia squadra allo stadio, così quando posso vado anche in trasferta. Inoltre sono uno sportivo a tutto tondo: gioco a calcio, corro e vado in bici”.

Lei ha un buon lavoro, tanti impegni professionali, una bella famiglia. Perché la politica? “Perché non mi rassegno al fatto che Taranto non possa diventare un faro per il Mezzogiorno. Vorrei vedere la mia città rinascere libera da economie che non fanno altro che stritolarla. Mi voglio impegnare per fare di Taranto una città moderna, europea ed orientata all’innovazione. Dove si insedino le aziende del nuovo millennio, ovvero quelle che fanno ricerca nei campi della robotica, dell’intelligenza artificiale, della medicina e dell’agricoltura sostenibile, del turismo integrato, del mare, della portualità e delle attività aerospaziali. Basta con le sole politiche dell’acciaio e dello smaltimento dei rifiuti”.

Cosa proponi in alternativa? “Il modello che ho sempre sostenuto in campo scientifico è quello dell’economia circolare, nel quale il residuo delle attività produttive è una risorsa e non un costo-rifiuto da smaltire. Diventa inoltre fondamentale per il nostro territorio progettare un nuovo tipo di sviluppo orientato alle industrie 4.0”.

Da che cosa bisogna iniziare per dare corpo a questo nuovo modello economico? “Taranto necessita innanzitutto di un’università autonoma da inserire nel più ampio progetto di riconversione economica e culturale del territorio. E’ necessario potenziare l’offerta formativa con nuovi indirizzi di studio in settori innovativi, quali quelli della medicina sperimentale, della robotica, dell’aereospaziale e dell’agricoltura biologica. Riguardo allo sviluppo economico, ritengo che l’intera provincia debba abbandonare la dipendenza dall’acciaio e rivalutare le proprie vocazioni naturali, agricole, marittime e turistiche. L’economia locale, inoltre, deve orientarsi verso settori ad alto tasso tecnologico, capitalizzando i risultati ottenuti nell’ambito della ricerca scientifica”.
Qual è il suo invito agli elettori? “Invito gli elettori ad andare a votare e a scegliere i candidati più competenti e preparati. A non farsi abbattere dalla sfiducia e dallo scoramento. E soprattutto a non cedere alle lusinghe della vecchia classe politica che sinora non ha fatto nulla per il bene del territorio”.

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