| --° Taranto

Replica sardonica del sindaco Rinaldo Melucci e del vicesindaco e assessore all’ambiente Rocco De Franchi al consigliere comunale Vincenzo Fornaro in merito al ricorso al Tar presentato dal Comune di Taranto sul Dpcm del 29 settembre 2017 riguardante il piano ambientale dell’Ilva

Il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ed il vicesindaco, Rocco De Franchi, rispondono al consigliere comunale di “Taranto Respira”, Vincenzo Fornaro, in merito all’intenzione del primo cittadino di Taranto di voler ritirare il ricorso al Tar avverso il DPCM del 29 settembre 2017 che ha autorizzato la nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale) per l’Ilva di Taranto. Fornaro ha infatti diffidato, proprio ieri, il Comune di Taranto sull’ipotesi di ritiro del ricorso al Tar.

«Nel caso Lei voglia comunque desistere dall’azione intrapresa avverso il detto DPCM senza tener conto dei gravi pericoli in cui versa l’intera popolazione e soprattutto i bambini, ci riserviamo di adire nei suoi confronti le vie giudiziali per chiedere il risarcimento di ogni danno subìto e subendo, essendo venuto meno alla sua responsabilità di garante della salute dei propri cittadini”. È quanto annunciava ieri il consigliere comunale Fornaro nella sua nota.

Non si è fatta attendere la risposta dell’Amministrazione comunale e del Sindaco di Taranto. “Dopo mesi di silenzio – dice il vice sindaco De Franchi – finalmente si sente la voce del consigliere Fornaro, che interviene addirittura diffidando il Comune sul ritiro di un ricorso al TAR e paventando improbabili richieste risarcitorie”.

A prescindere dal fatto che i ricorsi giudiziari non si promuovono, né ritirano, per capriccio, ma – presegue De Franchi – dopo profonda ponderazione e relativa istruttoria condotta dal servizio avvocatura e non dalla parte politica, giova, ancora una volta, ripercorrere i passi salienti della vicenda a beneficio di tutti, senza drammatizzare. Il Comune di Taranto ha proposto ricorso al TAR avverso il DPCM di approvazione del piano ambientale dell’ILVA nel mese di novembre 2017. Il ricorso pende innanzi al TAR per il Lazio, ritenuto competente dal primo tribunale adito”.

Nella nota di Palazzo di Città sono inoltre contenute le dichiarazioni del Sindaco di Taranto sul tema, difendendo le ragioni iniziali del ricorso al Tar e gli effetti, a suo giudizio positivi per la comunità, scaturiti da tale atto giudiziario. “Dalla sola proposizione del ricorso – aggiunge il sindaco Meluccisono scaturiti innegabili effetti positivi per la comunità. Taranto che, infatti, è salita ed è rimasta per mesi al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. Siamo stati inclusi nel tavolo istituzionale presso il Mise, abbiamo avuto accesso ad una serie di documenti esplicativi della trattativa, abbiamo soprattutto ottenuto innegabili accelerazioni sulle tempistiche previste dal DPCM stesso. L’avvio dei lavori della copertura dei minerali ne è prova lampante. A giorni inizierà la più grande opera di pulizia del quartiere Tamburi a carico dell’Ilva in Amministrazione straordinaria, – specifica il sindaco – concretizzando il primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga”.

Da qui l’affondo del vicesindaco e del primo cittadino, con quest’ultimo che, come ormai nel suo stile, condivisibile o meno, non le manda certo a dire nè rinuncia a commenti sardonici nei confronti del consigliere comunale Vincenzo Fornaro. “Non abbiamo mai sentito il plauso pubblico del consigliere Fornaro riguardo alla presentazione del ricorso al Tar – fanno sapere sindaco e vice sindaco – come oggi, invece, pare affermare”.

Si è sempre stati chiari su un punto (fin qui cristallizzato in tutte le bozze proposte), in caso di accordo tra le parti – ricorda il Sindaco Melucci – il ricorso non avrebbe più avuto ragione di esistere”.

Accordo che, evidentemente, è però venuto meno nel corso della trattativa con i sindacati che, ad oggi, è sospesa. Il tavolo istituzionale al Ministero dello Sviluppo Economico riprenderà, probabilmente, allorquando si insedierà il nuovo esecutivo nazionale. “Sopravvenuto difetto di interesse, si dice in termini tecnici – sottolinea De Franchi – tanto, in coerenza con gli esiti di un negoziato sindacale tutt’altro che agevole. L’augurio che ogni cittadino dovrebbe farsi, in primis un consigliere comunale che oggi ci ricorda la sua esistenza, è che venga meno quanto prima l’interesse a ricorrere, con un accordo tra le parti che tenga in considerazione l’ovvio ed imprescindibile diritto alla salute e ad un ambiente sano unitamente al diritto di tanti lavoratori a continuare a mandare i propri figli a scuola ed immaginare per loro un futuro sicuro e sereno”, precisa De Franchi.

La nota termina con un’asserzione retorica del primo cittadino. “Dopo tutto, cosa intenderebbe fare di Ilva Fornaro – conclude il sindaco – nessuno lo ha ancora davvero compreso, l’Amministrazione lavora su contenuti, non su estemporanee e tardive dichiarazioni”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *