Il grido di allarme del direttore generale di Union Pmi, Pasquale D’Alena: «Circa 100 aziende dell’autotrasporto lamentano il mancato pagamento dei crediti vantati nei confronti dell’Ilva. Le imprese sono al collasso e va riconosciuta loro la prededucibilità»

«Circa 100 aziende dell’autotrasporto lamentano il mancato pagamento dei crediti vantati nei confronti dell’Ilva. Le imprese sono al collasso e va riconosciuta loro la prededucibilità». Lo ha sottolineato Pasquale D’Alena, direttore generale Union Pmi, riferendosi alla crisi che attanaglia le aziende di autotrasporto che lavorano con il Siderurgico di Taranto, molte delle quali sono state costrette a portare i libri contabili in Tribunale. D’Alena ha ricordato che dal 4 maggio, presso il Tribunale di Milano, sono cominciate le udienze volte a determinare la liquidazione dei crediti, ma «il giudice delegato, Caterina Macchi, ha rigettato l’istanza promossa dalle aziende di autotrasporto, negando la prededucibilità e disattendendo un emendamento della Legge dell’agosto 2017». Le udienze per il riconoscimento del credito sono slittate a marzo 2019 ed «è necessario intervenire per evitare anche ripercussioni di ordine sociale». «Vogliamo – ha concluso il direttore generale Union Pmi – che venga riconosciuta loro la prededucibilità, che è la certezza del recupero del credito delle imprese e che possa essere applicato l’emendamento del decreto legge. Chiediamo inoltre che vengano bloccati tutti i procedimenti verso le banche e l’Agenzia delle Entrate, che venga certificato il credito e che le udienze si concludano entro il 2018».

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