Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato diciotto leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato di impugnare la legge della Regione Puglia n. 32 del 16/07/2018, recante “Disciplina in materia di emissioni odorigene”, in quanto “varie norme, introducendo specifiche disposizioni volte a disciplinare le procedure di autorizzazione integrata ambientale (AIA) e di valutazione di impatto ambientale (VIA), si pongono in contrasto con sia l’art. 117, secondo comma, lettere l) e  s), della Costituzione, che riserva allo Stato la competenza legislativa in materia di ordinamento penale e di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, sia con gli articoli 123 e 117, sesto comma, della Costituzione, riguardanti la disciplina statutaria delle Regioni e la potestà regolamentare delle stesse“.

Ricordiamo che lo scorso 28 giugno il Consiglio regionale approvò a maggioranza il disegno di legge che disciplina la materia delle emissioni odorigene. Il provvedimento aggiornava la normativa preesistente: LL.RR. nn. 7/1999, 17/2007 e 23/2015 (quest’ultima mai entrata in vigore), che ha introdotto l’allegato tecnico che definisce in particolare i limiti in termini di concentrazione di odore e corrispondente concentrazione in volume per ogni sostanza considerata e fornisce indicazioni in ordine alle metodologie di campionamento”. Il ddl, approvato con un emendamento all’allegato tecnico, “ridefinisce il campo di applicazione della norma; garantisce uniformità del monitoraggio alle norme UNI; individua in maniera puntuale le attività che fanno capo ad Arpa Puglia e modifica, infine, l’allegato tecnico” affermava una nota del Consiglio Regionale.

Il nuovo disegno di legge in materia di emissioni odorigene fece registrare una serie di intoppi nel corso degli ultimi mesi: un procedimento legislativo che dal lontano 2015 non ha mai visto la sua reale applicazione, a causa di due proroghe, una nel 2016 e una nel 2017, che di fatto hanno lasciato la situazione immutata. Come abbiamo sempre avuto modo di documentare prima sulle colonne del ‘TarantoOggi’ e poi su quelle del ‘corriereditaranto.it’. Una legge, quella approvata a giugno, che ha subìto un nuovo riesame e che di fatto è entrata in vigore con tanti dubbi. Il tutto mentre nel corso degli ultimi due anni è stato inspiegabilmente cancellato il progetto ‘Odortel’ di Taranto proprio sulle emissioni odorigene, e tante aziende del territorio tarantino non solo regionale, continuano a presentare istanze di modifica o aggiornamento VIA nelle quali spesso trovano posto nuove libertà in materia di emissioni odorigene.

Adesso, l’impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri rischia di fermare nuovamente tutto quanto. Con grande sollievo per le aziende del territorio pugliese, sansifici, discariche e raffinerie, che ringraziano sentitamente ancora una volta.

(leggi le notizie sulle emissioni odorigene https://www.corriereditaranto.it/?s=emissioni+odorigene)

Gianmario Leone

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