A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio provinciale (il prossimo 31 ottobre), si registrano gli ultimi interventi in favore dei due candidati alla presidenza della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, attuale Sindaco di Taranto, e Giovanni Gugliotti, Sindaco di Castellaneta.
Ricordiamo, al riguardo, che per le prossime elezioni, valide per designazione del successore dell’attuale presidente Martino Tamburrano, è stato abolito il suffragio universale, ai sensi della Riforma Delrio del 2014 che ha declassato le province ad istituzioni di secondo livello, ed a votare saranno unicamente i sindaci ed i consiglieri comunali eletti nei singoli Consigli comunali dei 29 comuni della Provincia (ad eccezione del Comune di Manduria che è attualmente commissariato). Ciò precisato, le attuali elezioni provinciali non devono passare in secondo piano, visto che i poteri in capo ai presidenti delle province risultano pressoché inalterati rispetto al passato. Resta determinante, quindi, il ruolo degli stessi in materia ambientale, in primis per quanto attiene agli iter autorizzativi di ampliamento o di costruzione di nuove discariche, ed in ambiti parimenti nevralgici come la viabilità provinciale (come non sottolineare l’importanza strategica che avrebbe la realizzazione della Strada regionale n. 8 per lo sviluppo turistico ed economico del versante orientale della provincia ionica) e l’ambito scolastico. Da non dimenticare, inoltre, importanti questioni quali la gestione della società partecipata della Provincia nel settore trasporti pubblici. Ci riferiamo alla Ctp, la quale, come ricorderete, esce da una lunga fase travagliata correlata al rinnovo del Consiglio di amministrazione, ed il processo di statizzazione dell’Istituto musicale Paisiello, attualmente ancora in capo alla Provincia di Taranto, che si realizzerà non prima del 2020. Il prossimo presidente della Provincia dovrà quindi occuparsi di questa delicata fase di transizione. Da non dimenticare, infine, l’importanza rivestita, dal punto di vista istituzionale, dal Presidente della Provincia, il quale è chiamato in rappresentanza del territorio nei tavoli ministeriali e nelle principali vertenze territoriali. Al riguardo basta ricordare che l’Ente di via Anfiteatro ha un ruolo decisivo anche nell’ambito del Tavolo istituzionale del Cis Taranto.
Per tutte queste ragioni è bene soffermarsi in una riflessione attenta, scevra da condizionamenti, che non dovrà riguardare solo l’elettorato per le presenti elezioni, ovvero i consiglieri comunali delle singole realtà comunali, bensì ciascun cittadino. Pur se non entrerà attivamente nell’agone politico, la società civile è chiamata ad informarsi poiché anche attraverso questo passaggio istituzionale prenderà forma il futuro della comunità ionica. Il miglior modo per incidere sulle scelte politiche è informarsi nel merito delle vicende. Senza così subirle passivamente dalla classe politica dirigente quando ormai i “giochi” si saranno già delineati. Tutto ciò è valido anche e soprattutto per una semplice ragione: certamente il prossimo 31 ottobre voteranno unicamente i consiglieri comunali, nel prossimo futuro molto probabilmente non sarà più così. Il Legislatore sarà inevitabilmente chiamato a rimodulare la riforma Delrio, la quale aveva declassato le province ad enti di secondo livello in ragione dell’auspicio del precedente Governo di eliminarle definitivamente, come peraltro previsto nella riforma costituzionale. Sappiamo tutti quale è stato l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, con la sonora bocciatura da parte degli italiani al testo della riforma.
Qualora l’attuale Governo decidesse di confermare l’importanza delle province come istituzioni locali cerniera fra i singoli comuni e le istituzioni statali, allora sarebbe inevitabile il ritorno al suffragio universale. In ragione di questa probabile evenienza l’elettorato non dovrà farsi cogliere impreparato. In virtù di ciò riportiamo, di seguito, le note stampa dell’assessore del Comune di Taranto, Massimiliano Motolese, e del Sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti.
L’assessore comunale di Taranto ai Lavori Pubblici, Massimiliano Motolese, prende ad esempio il modus operandi dell’Amministrazione comunale Melucci come base da cui partire e da emulare anche per l’eventuale esperienza amministrativa dell’Ente di via Anfiteatro a guida Melucci. Esperienza politica che il Sindaco di Taranto vedrebbe incentrata, come da lui stesso dichiarato in occasione della conferenza stampa dello scorso 12 ottobre, sul pragmatismo e sull’integralismo a difesa delle proprie idee in favore dell’interesse della comunità.
“Anche per via Anfiteatro – fa sapere l’assessore Motolese – si potrebbe replicare quel che è accaduto in Comune: un risparmio annuo di 800mila euro per i servizi di telecomunicazione negli uffici, 200mila euro invece di 1 milione di euro. Un taglio netto possibile grazie all’assegnazione dell’appalto per l’interconnessione alla “Community Network RUPAR-SPC Puglia”, la piattaforma condivisa di infrastrutture informatiche che lega le amministrazioni pubbliche regionali a quelle di tutta Italia. Il “modello Taranto”, insomma, ha già un carnet di soluzioni applicabili alle esigenze della Provincia – sostiene Motolese –. La razionalizzazione dei servizi di telecomunicazione, per esempio, consentirebbe di connettere con maggior profitto tutti gli uffici dell’ente, di ottenere quei risparmi che già oggi matura il Comune e di catapultare la Provincia nella modernità. Un’esigenza, questa, poco avvertita fino a oggi, ma di importanza vitale”, conclude l’assessore comunale ai Lavori Pubblici.
La proposta di Gugliotti, a capo della coalizione del “Patto dei Sindaci“, verte sullo slogan: “Dall’industrialismo all’ecologia integrata” e si propone come “alternativo alla proposta industrialista del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci“. «Si continua a non parlare di agricoltura in questa campagna elettorale di secondo livello per l’elezione del Presidente della Provincia di Taranto, – scrive Gugliotti in una nota – e si continua a non farlo malgrado un tessuto economico dinamico e propulsivo che genera per l’area ionica un valore di circa 600 milioni di euro ed impiega 30mila addetti, scarsamente considerati sia come valore economico sia come valore occupazionale territoriale. Per il Patto dei Sindaci e degli Amministratori per Taranto il modello di sviluppo integrativo della provincia tarantina deve passare dall’agroalimentare, eccellenza di un’altra Taranto che non è solo acciaio e grande industria, che non è grigia e cupa, ma verde e azzura, come il colore dei nostri campi fertili e del nostro mare cristallino. Una vera e propria cromoterapia da applicare ad un territorio martoriato. Basta guardarsi intorno, in una giornata di sole, per capire dove si trova la nostra ricchezza» prosegue il Sindaco di Castellaneta che fa successivamente riferimento al Cis, ovvero il Contratto istituzionale di Sviluppo, come punto di partenza per l’economia provinciale. «L’agricoltura e la pesca sono il punto di partenza di tutta la nostra economia e meriterebbero – specifica Gugliotti – un dibattito serrato, anche sui tavoli del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), dove è necessaria la presenza forte di una Provincia che conta, in grado di sollevare la questione ambientale, anche in termini di ricadute negative per il comparto agroalimentare, e di trovare le risorse per un modello di sviluppo integrativo al manifatturiero industriale. Il Patto è sostenitore di un’economia integrata, che non svilisca la storia industriale del territorio, ma che sappia valorizzare al contempo quelle che già oggi sono delle eccellenze produttive: vitivinicoltura, ortofrutta, pesca, miticoltura; salvaguardando queste produzioni dal danno di immagine subito in questi anni, in cui ci si è piegati troppo alla monocoltura dell’acciaio».
«Su questo fronte mi preme ribadire una necessità – dichiara il candidato del “Patto” alla Presidenza della Provincia Giovanni Gugliotti – vi è un impellente bisogno di mettere in atto operazioni di scambio e cooperazione maggiore tra dimensione rurale e marittima e dimensione urbana. Un cambio di prospettiva che si ottiene mettendo finalmente sul piatto della bilancia lo sviluppo negato e non solo quello da difendere, senza misurare le esternalità negative dello stesso su un’area a grande vocazione agricola, dove il comparto agroalimentare ha un valore elevato in termini di numero di addetti, imprese e ricchezza. Valori da esprimere non solo in termini di prodotto interno lordo, perché lo spazio rurale, così come quello marino, sono depositari di valori identitari forti, garanzia di azione efficace sulla qualità dell’ambiente (biodiversità, sicurezza, bonifiche) che a tutti noi dovrebbe stare a cuore». Conclude così Gugliotti, sottolineando infine il suo “approccio ecologico”, in una «strategia comune, “integrata” appunto, che metta insieme ambiente, economia e comunità».