La vicenda della concessione della banchina del Molo Polisettoriale alla multinazionale turca Yilport, non è prossima all’essersi conclusa. Quest’ oggi infatti, presso il Tar di Lecce si è svolta l’udienza sul ricorso con richiesta di sospensiva, presentato dal consorzio Southgate Europe Terminal, avverso la sospensione della procedura di confronto avviata con lo strumento del dialogo competitivo, sulle istanze per la concessione della banchina del Molo Polisettoriale di Taranto (ricordiamo che il Tar di Lecce si doveva esprimere sull’istanza cautelare, decidendo se concedere o meno la sospensiva, nel merito si entrerà soltanto successivamente).
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/19/2porto-il-mit-lascia-sola-lautorithy-al-tar2/)
Oggi però, i legali del consorzio Southgate Europe Terminal, hanno chiesto ed ottenuto dai giudici del tribunale amministrativo un rinvio al prossimo 23 gennaio. Può sembrare una mossa alquanto strana, ma in realtà la stessa era prevista proprio nel ricorso presentato a suo tempo dal consorzio. Che aveva reso noto che avrebbe presentato un ricorso avverso la concessione della banchina ad Yilport da parte dell’Authority, qualora questa fosse arrivata prima del responso dei giudici sul primo ricorso che si andava a discutere oggi.
Questo significa che a breve il consorzio Southgate Europe Terminal presenterà un secondo ricorso avverso la delibera di accettazione della domanda di concessione approvata ieri dal Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale. E’ bene infatti sottolineare come l’approvazione della delibera, non comporta automaticamente l’avvenuta concessione della banchina alla holding turca. Del resto, nel comunicato diffuso ieri, la stessa Authority scriveva che “si resta in attesa dell’esito dell’udienza cautelare che si terrà domani dinanzi al TAR Puglia sede di Lecce, relativa al ricorso presentato dal Consorzio Southgate Europe Terminal, per poter avviare con ogni urgenza tutte le attività necessarie per la piena operatività del terminal, per l’avvio del graduale ricollocamento dei lavoratori della Agenzia “Taranto Port Workers Srl” e per il rilancio commerciale, logistico ed occupazionale del porto di Taranto e del suo indotto“.
Tutto questo significa che inevitabilmente i tempi per la concessione definitiva della banchina subiranno un allungamento rispetto a quelli previsti.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/10/17/2porto-slitta-udienza-al-tar-ombre-sul-progetto-yilport/)
Inoltre, vogliamo ancora una volta segnalare l’incredibile decisione assunta dal ministero dei Trasporti, che tramite l’Avvocatura dello Stato ha chiesto l’estromissione dal procedimento in questione. Assumendo come motivazione che nel ricorso “non risultano impugnati propri provvedimenti e/o atti e che pertanto, lo stesso risulta del tutto estraneo al presente giudizio“, e addirittura chiedendo “la estromissione del predetto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal giudizio, con ogni conseguenziale statuizione in ordine alle spese processuali“.
E’ davvero ‘strano’ che il ministero dei Trasporti, proprietario del porto di Taranto, si dichiara ‘estraneo’ al procedimento per il sol fatto che non sono stati impugnati provvedimenti propri, lasciando sola l’Autorità Portuale in un momento chiave della sua storia, quando dovrebbe avere tutto l’interesse a difendere l’interesse nazionale e quindi anche e soprattutto quello di Taranto. E certamente non può bastare la tesi secondo la quale, essendo quella della Yilport una concessione richiesta per 49 anni e non per 50, tempistica che avrebbe visto l’approvazione tecnica anche da parte del ministero dei Trasporti, questo giustificherebbe tale decisione. Qualcosa sinceramente non quadra. Speriamo nel breve futuro di conoscere le motivazioni alla base di tale scelta.
Così come vogliamo evidenziare ancora una volta l’atteggiamento della Regione Puglia, che non si è neppure costituita nel procedimento al Tar: ricordiamo infatti che al ricorso del consorzio SET hanno presentato opposizione al TAR, il Comune di Taranto e l’Autorità Portuale. Senza dimenticare che la stessa deve ancora nominare il proprio referente all’interno del Comitato di Gestione, dopo la decadenza dello scorso 24 febbraio di Arturo Di Paola. Il che dimostra il “grande interesse” che in Regione, a Bari, hanno per lo sviluppo del porto di Taranto, che in realtà hanno sempre osteggiato in tutti i modi possibili.
(leggi l’articolo sull’aggiornamento della situazione del porto https://www.corriereditaranto.it/2018/11/14/22porto-banchina-alla-yilport-e-ansia-dragaggi/)
Infine, un aspetto puramente tecnico che però ha lasciato perplessi i presenti. Ovvero il fatto che i legali che rappresentano gli interessi della Yilport, difesa dal noto ufficio legale milanese Studio Legale Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher LLP, con un team guidato da Maurizio Delfino e composto dal partner Luca Leonardi e dall’associate Elena Meloni, abbiano presentato la costituzione della holding appena il giorno prima l’udienza al Tar, pur non essendo ancora arrivata la notifica, tramite ambasciata, alla sede turca della holding.
Per questo, ancora una volta, torniamo a sollecitare attenzione da parte della comunità tarantina su temi cruciali per il futuro economico ed il tessuto sociale del territorio tutto.
Perchè quanto sopra dimostra ancora una volta che quanto ripetiamo da quasi 20 anni (prime sulle colonne del TarantoOggi ed ora su quelle del corriereditaranto.it) vale ancora oggi e forse anche di più: senza una classe dirigente illuminata, seria, responsabile ed una cittadinanza attenta e attiva su tutto quello che riguarda Taranto, la sua storia e il suo futuro, difficilmente potremo uscire dalle sabbie mobili nelle quali siamo impantanati oramai da troppi anni.
(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)