I consiglieri comunali di opposizione: Massimo Battista, Vincenzo Fornaro e Giampaolo Vietri contestano l’operato dell’Amministrazione comunale per quanto concerne il mancato lancio della raccolta differenziata porta a porta e l’inottemperanza, da parte dell’Ente civico, della legge regionale n. 8/2018. In essa si fa riferimento alle soglie percentuali di raccolta differenziata necessarie per ottenere la riduzione dell’ecotassa. La diretta conseguenza del mancato raggiungimento di tale soglia sarà l’aumento della tassa comunale sui rifiuti (Tari) per i contribuenti ionici in possesso di residenza a Taranto a valere dal prossimo esercizio di bilancio, che i tre consiglieri comunali stimano in oltre un milione di euro.
Per queste ragioni i menzionati consiglieri comunali hanno convocato una conferenza stampa per stamane negli uffici comunali di Palazzo Latagliata a Città vecchia proprio per fare chiarezza sulla questione, essendo oggi l’ultimo giorno del trimestre settembre – novembre entro il quale l’Ente civico avrebbe dovuto realizzare l’incremento del 17% rispetto al precedente valore di raccolta differenziata registrata, pari al 17,75%.
«Questa è l’Amministrazione comunale degli annunci e degli spot elettorali, nonostante la campagna elettorale sia terminata da tempo. Il Comune di Taranto continua a preferire lo smaltimento dei rifiuti in discarica piuttosto che avviare su larga scala la raccolta differenziata». Così il consigliere comunale Battista, il quale evidenzia due inadempienze da parte dell’Ente civico. La prima, come indicato in premessa, riguarderebbe il mancato raggiungimento della soglia del 34,75% di raccolta differenziata che si sarebbe dovuto raggiungere nel trimestre settembre – novembre.
Ad oggi, e qui si passa alla seconda inadempienza evidenziata da Battista, l’Amministrazione comunale non ha pubblicato i dati della raccolta differenziata, i quali non sono aggiornati dal 31 dicembre del 2017. La legge regionale n. 38/2011 “impone a trasmettere, mensilmente e nel dettaglio, all’Osservatorio regionale le informazioni – si legge nella nota dei tre consiglieri comunali – sulla produzione di rifiuti distinti per tipologia ed impianto di destinazione”.
Per tali ragioni i tre consiglieri comunali hanno presentato un’interrogazione all’Amministrazione comunale, lo scorso 25 ottobre, nella quale chiedevano «di far trasmettere con celerità al portale regionale “Osservatorio Rifiuti” i dati sulla raccolta differenziata riferiti al 2018 e di sapere le ragioni per le quali il Comune di Taranto risulta inadempiente alla legge che prevede la pubblicazione mensile degli esami». L’interrogazione si sarebbe dovuta discutere in occasione del Consiglio comunale in modalità “Question time” di novembre che, come ricorderete, non si tenne in quanto all’epoca dei fatti il sindaco risultava dimissionario.
Nel testo dell’interrogazione i tre firmatari chiedevano altresì “di illustrare le ragioni per le quali l’annuncio da parte dell’amministrazione di far partire la raccolta differenziata di prossimità su tutto il territorio comunale nel corrente mese di ottobre è rimasto disatteso”. Nell’interrogazione si chiedevano infine “quali sono le azioni in corso da parte dell’Amministrazione per estendere quanto prima la raccolta differenziata porta a porta in tutta la città”.
Per quanto riguarda quest’ultima, il consigliere comunale Fornaro ha precisato che “non è partita nemmeno a macchia di leopardo”, nonostante l’attuale assessore all’Ambiente, Francesca Viggiano, avesse in passato dichiarato, come precisato sempre da Fornaro, “che dal mese di ottobre scorso la raccolta differenziata porta a porta sarebbe partita su tutto il territorio comunale”.
Vi sarebbero solo alcune realtà circoscritte, come ad esempio la borgata di Lama, nelle quali è attiva. Vi sono poi le isole ecologiche dispiegate sul suolo comunale, le quali però non hanno portato i risultati attesi, anche in virtù di un’assenza di una campagna civica di informazione e di sensibilizzazione capillare sul tema.
Ciò premesso, gli artefici dell’interrogazione, come specificato dal consigliere comunale Giampaolo Vietri (Forza Italia), non hanno ad oggi ricevuto chiarimenti dall’Amministrazione comunale.
Come precisato da Battista, “il Comune di Taranto paga 7,50 euro per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati conferiti in discarica a Massafra”. Ciò in virtù della riduzione dell’ecotassa che, qualora non si raggiungessero i parametri previsti per il 2018, tornerebbe, a partire dal 2019, a 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuti conferiti in discarica.
Il consigliere comunale Vietri ha poi puntualizzato che il predetto contributo è previsto dalla Determina dirigenziale della Regione Puglia n. 255 del 2017,evidenziando l’aggravio per le casse comunali in caso di ripristino del parametro dell’ecotassa senza riduzione.
Tale riduzione dell’ecotassa è stata resa possibile in virtù del raggiungimento, lo scorso anno, della soglia del 17% di raccolta differenziata previsto dalla Legge regionale n. 8/2018, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 45 del 30 marzo 2018. Ciò fu resta possibile anche grazie allo sforzo dell’ex assessore all’Ambiente, Rocco De Franchi, che coinvolse anche gli enti, le associazioni e le parrocchie a contribuire alla raccolta differenziata al fine di aumentare la percentuale complessiva. Dopo tale sforzo, ottenuto non a seguito della raccolta differenziata porta a porta, il dato torno a calare nei mesi successivi.
Tornando alla cronaca del 2018, il Comune di Taranto si colloca attualmente in penultima fascia in riferimento alle percentuali di raccolta differenziata registrate dal 1 settembre 2016 al 31 agosto 2017. Di essa fanno parte i comuni con valori percentuali che rientrano nella soglia dal 10% al 20% del totale (il Comune di Taranto si attesta attorno al 17,75%). Per ciascuna soglia la legge regionale mira a premiare i Comuni virtuosi che riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati dalla legge, favorendo così la riduzione dell’ecotassa. Ebbene per la penultima fascia la legge regionale prevede l’obiettivo del +17% di aumento (che, nel caso specifico del Comune di Taranto che parte dal dato del 17,75%, sarebbe pari al 34,75%).
Per i tre consiglieri comunali è altamente improbabile, se non impossibile, che l’Amministrazione comunale sia riuscita in tale intento, anche in ragione del mancato avvio della raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio. In virtù di quanto precisato “vogliamo sapere se il Comune di Taranto potrà beneficiare della riduzione dell’ecotassa”, domanda Vietri, chiedendo che vengano resi noti i dati sulle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dal Comune di Taranto nell’ultimo trimestre.
Vietri ha ricordato, infine, che lo scorso mese di marzo il Consiglio comunale si è espresso sull’argomento, approvando il Piano economico finanziario del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, all’interno del quale è contenuto il Piano finanziario della società partecipata Amiu ( leggi qui ). Come indicammo in quell’occasione, esso “ammonta a circa 42 milioni di euro, di ben 6milioni di euro eccedente rispetto al fabbisogno standard indicato dalle normative nazionali per i parametri della città di Taranto (36milioni di euro)”. In sede di approvazione dell’aliquota Tari fu proposto, dal consigliere comunale Capriulo, un emendamento nel quale si chiese di attivare un sistema di controllo per tali spese, affinché vengano monitorati e ridotti questi costi. L’emendamento fu approvato ottenendo il voto favorevole anche di parte dell’opposizione (23 voti favorevoli, 1 astenuto: Cannone). «Votiamo a favore – dichiarò Vietri in quell’occasione– ma chiediamo alla direzione comunale preposta un controllo analogo su tutti gli atti inerenti alla gestione delle società partecipate. Chiediamo inoltre che Amiu pubblichi tali atti nella sezione “Società trasparente” sul proprio sito internet». Il predetto Piano economico finanziario del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani fu poi confermato nel conseguente Bilancio previsionale approvato nell’aprile del 2018.
Con una successiva richiesta il Consiglio comunale chiese alla direzione competente di relazionare in merito alle somme inserite nel bilancio per quanto concerne la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e le entrate della tassa Tari. Anche tali risposte, come precisato da Vietri, non sono ad oggi pervenute. “È su tali questioni che si misura l’efficienza di un ente civico e pertanto i tarantini devono sapere – conclude la nota congiunta di Battista, Fornaro e Vietri – se saranno ulteriormente vessati e costretti a pagare di tasca propria per l’incapacità del Comune di organizzare nel breve e medio termine un servizio di raccolta differenziata efficiente e moderno”.