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Valorizzare i 6 Istituti Tecnici Superiori della Puglia e spingere gli studenti a scegliere questo tipo di percorso formativo post-diploma ad alta specializzazione tecnica che fino ad oggi ha consentito, entro un anno dal diploma, l’occupazione di due studenti su tre: è l’obiettivo del programma di attività dedicate al potenziamento degli ITS, finanziato da Regione Puglia e Miur.

Dall’8 marzo all’11 aprile saranno organizzati in tutta la regione 18 eventi di orientamento in 12 giornate, due in ciascuna provincia pugliese, per far conoscere più da vicino a studenti, scuole, docenti, aziende e professionisti il mondo degli ITS e le sue potenzialità. Gli Istituti Tecnici Superiori offrono un percorso biennale di formazione post diploma parallelo a quello universitario, dal quale si differenziano per l’alta specializzazione tecnica, che prevede in 4 semestri di studio il 30% di ore di pratica professionale svolta direttamente presso le aziende e il 50% dei docenti di estrazione dal mondo del lavoro. Per i 24 corsi attivati per il prossimo biennio la Regione ha stanziato circa 8 milioni di euro.

In Puglia gli ITS sono 6 e contano complessivamente 851 studenti, due a Bari specializzati in meccanica e meccatronica e agroalimentare, uno a Brindisi sull’aerospazio, uno a Foggia in digital maker, uno a Lecce sul turismo, uno a Taranto sulla logistica e la mobilità sostenibile. I partner sono 247, tra aziende, agenzie formative, Università, enti locali e Istituti di credito. Tra il 2015 e il 2018 dei 309 diplomati, 257 risultano già occupati. In Italia gli ITS sono 103 e negli ultimi cinque anni hanno formato quasi 12mila studenti.

Puntiamo ad elevare le competenze dei nostri studenti e speriamo che anche le aziende iniziano a finanziare il sistema ITS“, ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Sebastiano Leo, definendo questi percorsi formativi “una ottima opportunità di lavoro“. “Rispetto alla disoccupazione giovanile, questo risulta un elemento di valore importante. Dagli ITS – ha spiegato il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Puglia, Anna Cammallerivengono fuori risorse professionali immediatamente spendibili, d’avanguardia e che si misurano con le vocazioni del territorio, perché vengono istituiti sulla base delle filiere occupazionali che il territorio stesso esprime“.

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