| --° Taranto

La vertenza per i lavoratori del call center Teleperformance di Taranto, si è riaperta nuovamente lo scorso febbraio (anche se forse sarebbe il caso di dire che non si sia mai realmente chiusa da anni). Al termine della riunione che si svolse lo scorso 14 febbraio presso la sede di Confindustria a Roma, la società confermò circa 300 esuberi tra Taranto e Roma, con la necessità di aprire la crisi. Nel tentativo di arrivare ad escludere la dichiarazione di esuberi provando ad utilizzare un ammortizzatore sociale, la FIS (analoga alla CIG,con la retribuzione all’80% dell’h non lavorata), le organizzazioni sindacali chiesero all’azienda di evitare la dichiarazione di procedure di crisi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/14/teleperformance-annuncia-300-licenziamenti/)

Martedì a Roma si è svolta una nuova riunione con il tentativo di raggiungere un accordo sugli ammortizzatori sociali con l’azienda, intesa che però è sfumata. Secondo i sindacati, la Slc Cgili in particolare, la colpa sarebbe dell’azienda che prosegue nel ricorso a forme contrattuali precarie.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/09/2nidil-cgil-teleperformance-fabbrica-di-precariato/)

Sarebbe opportuno che Teleperformance eviîasse in queste ore azioni impulsive e del tutto fuori contesto. L’accordo sull’ammorlizzalore sociale ieri non è stato raggiunto perché occorre trovare soluzioni compatibili con la complessa organizzazione del lavoro aziendale” si legge in una nota della Slc Cgil nazionale. “È da tempo che denunciamo come ormai fuori controllo l’eccessivo ricorso dell’azienda alle più svariate forme contrattuali. spesso precarie. Come SLC-CGIL continuiamo ad essere sempre disponibili al confronto purché ci sia la piena disponibilità dell’azienda ad abbandonare progressivamente uno schema che vede la polarizzazione dei sacrifici su alcuni lavoratori e la precarizzazione senza sbocco per altri. L’azienda deve progressivamente tornare ad una situazione di normalità riducendo il ricorso a forme di lavoro precario” ribadisce il sindacato delle telecomunicazioni della Cgil.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/27/teleperformance-nidil-cgil-lavoratori-usati-come-merce-di-scambio/)

“Con la stessa chiarezza e nettezza invitiamo l’azienda e non strumentalizzare le paure di 165 lavoratrici e lavoratori ai quali ha nei giorni scorsi prospettato una strada di stabilizzazione, seppur fuori del perimetro aziendale diretto, che oggi sta rimettendo in discussione – prosegue la nota -. Noi respingiamo con forza qualsiasi tentativo dl mettere | lavoratori gli uni contro gli altrl. La strada dei ricatti non porta da nessuna parte. L’azienda onori gli impegni presi in queste ore e riprenda col sindacato il confronto per arrivare ad un accordo sull’ammorfizzatore sociale equilibrato ed in linea con la volontà di riportare tutte le commesse verso un maggiore equilibrio ed una minore presenza di precarietà in azienda“.

Per questo domani alle ore 12 nella sede della Cgil, il segretario genrale della Slc Cgil di Taranto terrà una conferenza stampa per aggiornare i lavoratori sullo stato della vertenza.

(leggi tutti gli articoli su Teleperformance https://www.corriereditaranto.it/?s=teleperformance&submit=Go)

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