Rientrata nel primo pomeriggio l’Addolorata in San Domenico, è iniziata l’attesa per quest’altro atto della tradizione: la processione dei Misteri. Un’attesa che non è poi durata così tanto, visto che puntualmente alle ore 17 la “troccola” ha fatto riecheggiare in piazza Carmine il suo caratteristico suono. Il “troccolante”, dopo un breve permanere sulla soglia della chiesa, ha lentamente raggiunto il centro della piazza, permettendo così l’uscita del Gonfalone e della Croce dei Misteri. E via, quindi, con la prima marcia eseguita dalla banda “Lemma” posta come consuetudine in testa alla processione. Tantissima gente al di là delle transenne, con tante mamme in attesa di vedere il proprio figlio sotto le “sdanghe”. Lentamente hanno preso possesso della piazze le coppie di confratelli a piedi nudi, con i camici svolazzanti per il vento, mentre al di là delle transenne la folla cresceva notevolmente. Il padre spirituale della confraternita monsignor Marco Gerardo ha effettuato delle meditazioni sulla Passione e Morte, con riferimenti a fatti di cronaca. Il tutto, intervallato dalle esecuzioni dei complessi bandistici.

Via via sono così usciti tutti gli altri simboli: Cristo all’orto, la Colonna, Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone. Sotto l’incessante luce dei flash dei fotografi, a sera inoltrata, è apparsa la stupenda immagine di Gesù Morto, con ai lati i quattro “cavalieri”, nel ricordo dell’antica partecipazione di rappresentanti della nobile famiglia Calò, che donò alla confraternita questa statua e l’Addolorata. Quest’anno l’arciconfraternita ha chiamato a reggere il laccio per la prima parte della processione: il comm. Leopoldo Vitale, confratello assistente della stessa arciconfraternita, il prof. Notaio Ferdinando Parente, Luogotenente per l’Italia Meridionale del Santo Sepolcro, l’amm. Salvatore Vitiello, Comandante di Marina Sud, e l’avv. Carlo Raffo. Quindi, ha fatto la sua comparsa l’Addolorata, dietro la quale ha preso posto l’orchestra di fiati “Santa Cecilia”, che aveva partecipato anche all’Addolorata, in un vero tour de force.

Un Venerdì Santo caratterizzato da miti condizioni del tempo ha permesso il regolare svolgimento dei Misteri, com’è successo in mattinata per l’Addolorata. Lentamente, molto lentamente la processione ha percorso via D’Aquino per poi giungere a sera inoltrata in piazza Immacolata. La stanchezza dei portatori non ha tardato a farsi sentire. Così sono risuonate, ripetutamente, le caratteristiche espressioni quali “furcè!”, per dar sollievo alle spalle indolenzite e poggiare brevemente le statue sulle forcelle, e “nguè”, per riportare le sdanghe sulle spalle e riprendere il cammino doloroso.

La processione raggiungerà a notte alta la chiesa di San Francesco di Paola per la consueta sosta, per poi riprendere la via del ritorno poco prima dell’alba su via Anfiteatro, i cui residenti sono stati invitati dai commercianti della zona ad addobbare e illuminare i balconi. Il rientro è previsto nella prima mattinata del Sabato Santo

Angelo Diofano

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