Sembra sia rientrato il problema ambientale del vecchio depuratore di Manduria. Lo scorso 23 gennaio infatti, il Commissario straordinario Vittorio Saladino del Comune di Manduria, emetteva un’ordinanza contingibile ed urgente a tutela dell`igiene e della salute pubblica per ripristino parametri delle acque reflue dell’impianto di depurazione (AQP), entro i valori normali, all’Acquedotto Pugliese, del vecchio impianto.

L’iniziativa arrivava a valle dela nota del 15.01.2019 del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale Taranto, acquisita presso il Comune di Manduria, con la quale, a tutela dell’igiene pubblica e dell’ambiente, era stato richiesto di emettere apposita ordinanza-diffida nei confronti dell’Ente Gestore dell’impianto di depurazione (AQP) a ripristinare i parametri fuori limiti tabellari entro i valori normali. L’iniziativa della Asl traeva origine dal rapporto di prova di ARPA Puglia Dipartimento di Taranto relativi al controllo delle acque reflue nel periodo luglio-agosto 2018, dai periodici esami biochimici e batteriologici sui liquami, prelevati nella parte finale del ciclo, dai quali sono emersi parametri fuori limite tabellari del BOD5 (il BOD è la domanda biochimica di ossigeno disciolto,espressa generalmente in mg/l di O2,occorrente ad un’acqua inquinata per trasformare in senso aerobico e dalla temperatura convenzionale di 20°C tutta la sostanza organica biodegradabile in essa contenuta. Normalmente viene determinato il BOD5 (ossia dopo incubazione di 5 giorni).

Nelle scorse ore, è stata revocata l’ordinanza da parte del Commissario straordinario. Nella nuova ordinanza si legge che lo stato di allarme “risulta superato così come attestato dal Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto“. Lo testimoniano i risultati delle analisi trasmesse al comune lo scorso 6 maggio, che esclude la nocività degli inquinanti che hanno superato i parametri. “l BOD5 ed il COD on essendo sostanze tossiche, non vi è pericolosità alcuna per l’ambiente e la salute umana ma ci indicano che l’impianto depurativo necessita di interventi da parte del gestore” si legge nel documento. Precedentemente l’Aqp aveva già informato il comune e gli enti interessati di aver effettuato degli interventi di manutenzione straordinaria per evitare altri problemi. Tutto questo dovrebbe infine comportare la decadenza del ricorso al Tar di Lecce della stessa Aqp, che si era opposta alla prima ordinanza del comune messapico.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/11/depuratore-lavori-da-lunedi-aqp-chiede-protezione2/)

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