Si è svolta oggi a Taranto l’assemblea congiunta dell’associazione degli industriali e di Federmeccanica che si tiene all’interno dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, nel distaccamento dei vigili del fuoco dello stabilimento siderurgico. Presenti i vertici delle due organizzazioni, nonché l’ad di ArcerloMittal Italia Jehl, i segretari dei sindacati dei metalmeccanici e molti esponenti istituzionali della politica locale, provinciale e regionale.

Abbiamo la fortuna di avere un investitore in un’area del paese che è importante, del Mezzogiorno, a Taranto, che si impegna a mettere a posto in chiave ambientale e in chiave economica l’industria, lo stabilimento siderurgico di Taranto. Noi invece lo spaventiamo e se mai lo arrestiamo pure. Mi sembra un capolavoro che solo in un Paese come questo può essere oggetto di dibattito” ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ai giornalisti prima dell’assemblea. Lo riporta l’ANSA. “Negli altri Paesi – ha aggiunto – quando arriva un investitore si mettono i tappeti rossi, qui invece si creano incertezze. Speriamo che prevalga il buon senso perchè altrimenti il rapporto anche da parte nostra con questo governo diventa difficile“. L’annuncio da parte di ArcelorMittal della Cassa integrazione ordinaria per 1395 dello stabilimento ex Ilva di Taranto per la crisi del mercato dell’acciaio è “un elemento di preoccupazione che ci dice che la congiuntura economica purtroppo non va secondo le aspettative di tutti” ha detto ancora il presidente di Confindustria. “A maggior ragione – ha proseguito Boccia – dobbiamo reagire con una politica economica che renda ancora più competitive le nostre imprese e permetta alle nostre imprese di esportare nel mondo e attrarre ricchezza nel Paese. Non bisogna tassare i fondamentali economici della produzione del Paese“.

In merito al Governo in carica, Boccia ha dichiarato che “alcuni provvedimenti del governo non vanno nella direzione auspicata e la cosa ci preoccupa non poco. Speriamo, che a proposito del Decreto crescita e della questione dell’immunità sull’Ilva che valeva per i commissari e pare che si voglia eliminare per l’attuale management senza dare il tempo di mettere a posto economicamente e in termini ambientali il Siderurgico, si trovi una soluzione“. “Ci riferiamo anche – ha aggiunto – agli atti unilaterali in merito alle concessionarie autostradali, ci riferiamo al salario minimo, ci riferiamo al reinserimento della scala mobile. Significa che in un Paese come il nostro che vive, a parità di valuta come gli altri e cioè in Area Euro, se non incrementiamo la produttività corriamo il rischio di determinare dei fattori inflattivi a danno dell’industria italiana“. Boccia ha poi evidenziato l’importanza dei contenuti dell’assemblea generale in corso a Taranto. “Confindustria Taranto e Federmeccanica in Ilva, centralità del lavoro, questione industriale – ha osservato – e questione Mezzogiorno, l’importanza della tenuta dell’occupazione nel Paese, la centralità della questione industriale: un messaggio fortissimo che viene da una nostra categoria Federmeccanica, da una territoriale, Taranto, che esprime la necessità di un’area, che è quella del Mezzogiorno, di reagire e di puntare sull’occupazione e sul lavoro“.

Non possiamo arretrare sui principi: la norma sulla immunità penale è a difesa della credibilità del paese e della sua serietà. Questa fabbrica perciò è parte di un Paese, di una idea di società che dobbiamo difendere e difenderemo” ha detto in conclusione dell’assemblea del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Dalla città jonica e dal caso ArcelorMittal parte la sfida, la capacità di reazione di come dal presente si debba costruire il futuro“. E rivolto al vice presidente e ad di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, Boccia ha ringraziato il gruppo multinazionale per la decisione di investire in Italia: “Questo stabilimento avete fatto bene ad aprirlo per quello che è, e per quello che sarà, per coniugare ambiente, sviluppo e centralità della persona. Questo stabilimento dovrà diventare il migliore ed il più sostenibile di Europa partendo dalle tutele del piano ambientale. Tutto il sistema confindustriale sostiene il progetto ArcelorMittal di cui noi vi diciamo grazie al posto di una politica che rinuncia a guardare ai fondamentali economici del Paese“. 

Siamo impegnati a migliorare le prestazioni ambientali di Taranto e a rispettarne l’ambiente, ma non possiamo essere ritenuti potenzialmente responsabili per problemi che non abbiamo causato e che ci siamo impegnati a risolvere. Non è una questione di immunità, noi tutti qui siamo responsabili delle nostre azioni. Si tratta delle tutele legali necessarie a permetterci di realizzare il piano ambientale“, ha esordito nel suo intervento l’ad di ArcelorMittal Italia Matthieu Jehl parlando all’assemblea di Confindustria e Federmeccanica, come riporta sempre l’ANSA. “Tutti noi qui stiamo lavorando per fare di Taranto il migliore e più sostenibile stabilimento d’Europa per standard di eccellenza ambientale, sicurezza sul lavoro, tecnologie d’avanguardia, qualità del prodotto, rispetto degli individui e della comunità stessa. Ma questo programma di investimenti e di impegno richiede tempo. Tempo che ci è stato concesso in base al quadro giuridico su cui si basa il nostro contratto” ha detto riferendosi alla norma del Decreto crescita, che secondo l’attuale formulazione, rivede l’immunità penale concessa ai gestori dell’Acciaieria. 

L’ad di ArcelorMittal Italia ha ricordato che l’azienda sta “investendo 2,4 miliardi di euro, di cui la metà per il piano ambientale. La copertura dei parchi è imponente, ma è soltanto la punta dell’iceberg di un piano che prevede 69 progetti e più di mille persone coinvolte tutti i giorni nel realizzarli. Nessuno stabilimento al mondo ha tutti questi progetti insieme. Vogliamo produrre acciaio in Italia, con aziende italiane, con lavoratori italiani e per questo ci servono certezze e lo sforzo di tutti“. Per ArcelorMittal Italia aprirsi “all’esterno – ha insistito Jehl – è fondamentale: tutti devono poter vedere cosa stiamo facendo qui a Taranto, come anche a Genova, Novi Ligure e in tutti gli altri siti italiani, e con quanta serietà stiamo rispettando tutti gli impegni presi, che sono davvero ambiziosi. Per noi è un onore ospitare due associazioni imprenditoriali così importanti. Vedere tanti imprenditori riuniti a parlare di acciaio, di impresa e di persone nello stabilimento siderurgico più grande d’Europa è motivo di orgoglio. È un giorno importante anche per noi“.

L’industria metalmeccanica italiana e Confindustria sono qui per affermare che Taranto non è un problema ma una delle frontiere che il nostro Paese nel suo insieme deve riuscire a conquistare“. E’ quanto ha affermato il presidente nazionale di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, nell’assemblea congiunta che si è svolta con Confindustria Taranto. “Oggi – ha puntualizzato – siamo qui, in rappresentanza del maggiore settore industriale italiano che da solo produce quasi il 50% dell’export nazionale, per affermare che Taranto, le sue imprese, i suoi cittadini e il suo acciaio non sono soli e che il loro impegno è anche il nostro impegno: ottenere un’eccellente produzione di acciaio in un contesto di elevata qualità di vita e lavoro. Per Federmeccanica l’impegno per il rinnovamento guarda a un sistema dove l’impresa ha una centralità e una responsabilità sociale“. Dal Poz ha parlato di “rinnovamento, impegno e speranza, le tre parole che spiegano la nostra presenza a Taranto. La complessità che viviamo, segnata dai ritardi del Paese, dalla rivoluzione digitale, dalla globalizzazione e da un sempre più marcato divario tra il Nord e il Mezzogiorno, richiede visioni di respiro strategico, impegno e investimenti mirati. Da questo punto di vista Taranto è lo specchio di un Paese confuso e incerto, che ha smarrito la fiducia nelle proprie capacità e potenzialità. Un Paese – ha detto ancora – nel quale disfare ciò che è stato fatto ieri è diventato il modo per affermare la propria parte politica e raccogliere un immediato quanto effimero consenso. In tal modo si possono vincere le elezioni ma non si costruisce certamente il futuro“. 

Proprio in queste ore il Governo sta mettendo la fiducia sul Decreto crescita. Sembra un paradosso perché si parla di fiducia e allo stesso tempo viene inserita una norma che riguarda ArcelorMittal Italia, andando contro gli accordi presi. La fiducia non si ottiene con un voto in aula, ma con i comportamenti ed il rispetto assoluto degli accordi presi“, ha detto ancora il presidente nazionale di Federmeccanica Alberto Dal Poz. “La fiducia – ha aggiunto – oggi manca tra gli italiani perché ogni giorno aumentano le incertezze quando le nostre imprese, le persone e il Paese chiedono solamente certezze. Un Paese che non rispetta gli impegni con investitori stranieri perde credibilità e quindi perde la fiducia anche all’estero“. Per Dal Poz “cambiare le regole del gioco, modificare aspetti fondamentali di accordi sottoscritti, significa andare contro le necessità del nostro Paese“.

Oggi noi non ci sentiamo coraggiosi ma scomodi. Scomodi perché non affidiamo ai social il nostro pensiero su Taranto, ma veniamo qui, di persona, per presentarlo, sostenerlo e per confrontarci. Scomodi perché la nostra agenda non è condizionata dal consenso quotidiano, ma coerente con ciò che da anni sosteniamo e pratichiamo con milioni di lavoratori e con i loro rappresentanti” ha concluso Dal Poz. “Federmeccanica ha scelto Taranto – ha aggiunto – e il suo grande impianto siderurgico nella consapevolezza che chi rappresenta l’industria metalmeccanica italiana non può chiamarsi fuori da una delle più complesse questioni economiche e sociali che riguardano il Paese e, in modo così profondo, la vostra intera comunità. Ci ha guidato in questa scelta il decalogo intitolato ‘Impegnò che abbiamo presentato un anno fa. Credo di poter affermare che in questi anni Federmeccanica ha affrontato la prova più difficile per ogni organizzazione: cambiare se stessa per adattarsi a un mondo che cambia“.

Rammarica che impegni istituzionali abbiano impedito sia al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sia al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di essere qui con noi. Con la loro presenza le intere filiere istituzionali e industriali del Paese si sarebbero trovate per la prima volta insieme per ragionare sul futuro di questa comunità e di un intero settore industriale“, ha poi aggiunto alla fine Dal Poz. “La storia – ha puntualizzato Dal Poz – è fatta anche di eventi simbolici capaci di infondere quella speranza che non è solo ottimismo, ma molto di più. L’impegno di tutti deve avere un unico obiettivo: ottenere un’eccellente produzione di acciaio in un contesto di elevata qualità di vita e lavoro. Niente di più e niente di meno. Ci auguriamo che eventi congiunturali o episodici, considerati ordinari in altre situazioni, non diventino il pretesto per mettere in discussione quanto già convenuto, per riaprire conflitti o, peggio, per rilanciare campagne elettorali senza fine“.

Dal Poz ha poi chiesto al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia di portare al vicepremier Di Maio “le richieste che l’industria metalmeccanica rivolge al Governo. Serve innanzitutto un Piano Nazionale di Formazione a partire dall’istruzione scolastica. Ridimensionare l’alternanza scuola-lavoro è stata una decisione sbagliata. L’industria italiana della quarta rivoluzione industriale ha bisogno di tecnici-umanisti e di umanisti-tecnici“. Al Governo Federmeccanica chiede “di stanziare risorse, di creare infrastrutture, di realizzare un ecosistema formativo capace di collegare Scuole, ITS, Università e Ricerca“.

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