ARPA Puglia ha pubblicato una nuova relazione (firmata dal Direttore del Centro Regionale Aria il dott. Roberto Giua e dal gruppo di lavoro CRA-QA formato dalla dott.sa Alessandra Nocioni, dal dott. Gaetano Saracino, e dalla p. ch. Maria Mantovan9 in merito all’evento del 26 aprile 2019 a Taranto, concomitante con la fermata dell’AFO 4 dell’impianto Arcelor Mittal SpA (AMI). L’evento, come si ricorderà, generò grandi polemiche in città e a nazionale (con tanto di caos sui social), tanto da indurre anche l’intervento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a due giorni dalla riunone del CIS del 24 aprile.
Con la nota Protocollata da Arpa (n. 32645) del 29/04/2019, Arcelor Mittal comunicava agli enti preposti la data della fermata dell’impianto AFO4, per il giorno 26/04/2019. Lo spegnimento dell’AFO4 risulta essere avvenuto, in effetti, alle ore 09:17 del 26 aprile 2019, per apertura dei bleeder 1 e 2. ArcelorMittal Energy S.r.l. ha dichiarato che si è verificato tale evento “a seguito di attivazione della chiave di minimo vento per allarme di altissima temperatura scarico camera posteriore tubiera n. 9 con fermata AFO4”.
Nella relazione ARPA Puglia ricorda che”l’assetto autorizzativo attuale dello stabilimento ILVA prevede che non vi sia un peggioramento della qualità dell’aria, a seguito di riavvii impiantistici“.
Per quanto riguarda i transitori di impianto legati alle operazioni di spegnimento dell’AFO4 d ILVA, ARPA ricorda che gestisce attualmente la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, con otto centraline dislocate nell’area di Taranto, oltre alla rete di monitoraggio di AMI (ex ILVA), le cui centraline sono collocate all’interno, al perimetro ed immediatamente all’esterno dello stabilimento siderurgico.
In relazione all’evento in questione, ARPA Puglia ha, quindi, esaminato prontamente i dati validati ed elaborati che pervengono dagli analizzatori installati nelle reti di monitoraggio della qualità dell’aria pubbliche e private presenti sul territorio, che l’Agenzia pubblica sul sito www.arpa.puglia.it. Per tutti gli altri inquinanti normati dal D.Lgs 155/2010, i risultati delle elaborazioni statistiche relativamente alla qualità dell’aria sono visibili all’interno del portale dell’Agenzia, all’indirizzo https://www.arpa.puglia.it/web/guest/qariainq.
E’ stato effettuato dai tecnici del Centro Regionale Aria della Direzione Scientifica di Arpa Puglia – Struttura Qualità dell’aria BR-LE-TA, un approfondimento sia dei dati orari di monitoraggio della qualità dell’aria (benzene, PM10, PM2.5, IPA tot., H2S, ozono, NO2 e CO) e idrogeno solforato (H2S, si ricorda che L’idrogeno solforato, o H2S è un gas incolore dall’odore caratteristico di uova marce, caratterizzato da una soglia olfattiva molto bassa. Per tale sostanza, il valore assunto come soglia olfattiva è pari a 7 μg/m3, poiché a tale valore la totalità dei soggetti esposti ne distingue l’odore caratteristico. ), che di quelli meteorologici registrati nel periodo in cui è avvenuto il riavvio, sia all’esterno che all’interno del perimetro dello stabilimento, e in particolare in concomitanza con l’evento segnalato, dal 25 al 27 aprile 2019 dalle reti fisse presenti nell’area del comune di Taranto che pervengono al Centro di Elaborazione Dati presso il Dipartimento ARPA di Taranto.
A partire dalla data di inizio delle operazioni di spegnimento, i parametri monitorati non hanno mostrato superamenti dei limiti previsti dalla normativa, né un significativo peggioramento della qualità dell’aria.
PM10 e PM2.5
Come verificato dai modelli, le giornate del 26 e 27 aprile 2019 sono state oggetto di un’intrusione sahariana.
Nel sito di monitoraggio Tamburi – via Orsini, esterno allo stabilimento AMI, posto nel quartiere Tamburi in via Orsini, per il PM10 sono stati registrati n. 3 valori medi giornalieri (il 24, 25 e 27/04/2019) superiori alla soglia limite di 50 μg/m3 prevista dal D.Lgs. 155/2010, che la norma consente di superare al massimo per 35 giorni all’anno. Nel mese di aprile 2019, nel periodo dal 23 al 27, la Regione è stata soggetta a fenomeni di avvezioni sahariane.
Gli eventi sono stati individuati mediante le carte elaborate dal modello Prev’Air e le back-trajectories del modello HYSPLIT. Tale fenomeno ha portato al superamento del valore limite di PM10 in diverse stazioni di monitoraggio dell’intera Regione. In accordo alla Direttiva sulla Qualità dell’Aria 2008/50/CE, per tali giorni potrà essere effettuato lo scorporo del contributo naturale dalla concentrazione di PM10 registrata.
Inoltre, sono stati registrati diversi superamenti del limite di PM2.5 (che tuttavia è da calcolare su base annuale).
Anche il sistema modellistico previsionale di ARPA Puglia aveva previsto per i giorni 23-24-25 aprile 2019 un’intrusione sahariana con le seguenti concentrazioni medie giornaliere previste:
23 aprile: fino a 50-75 ug/m3 sul Salento e sul Gargano, 40-50 ug/m3 sul barese e 25-40 ug/m3 sul tarantino;
24 aprile: fino a 50-75 ug/m3 sul Salento, tarantino e barese e 40-50 ug/m3 sul foggiano;
25 aprile: superiore ai 75 ug/m3 sul Salento, sul barese e sul tarantino, tra 50-75 ug/m3 sul foggiano.
Per quanto riguarda la rete AMI (ex Ilva) osserviamo un aumento apprezzabile della media giornaliera del PM10 il 26/4/19 solo nella centralina denominata Direzione rispetto alle altre (stesso comportamento lo mostra il PM2.5), “e ciò può essere spiegato dal fatto che i venti da SE possano aver diffuso le polveri verso la centralina Direzione” si legge nella relazione di ARPA Puglia. Le medie giornaliere di PM2,5 nelle stazioni fisse esterne allo Stabilimento sono risultate inferiori al valore limite di 25 ug/m3 che comunque la normativa prevede sulla media annua. In ogni caso, il giorno dell’evento, anche ai Tamburi, le medie giornaliere di PM2.5 non hanno superato i 18 ug/m3.
IPATOT
Il giorno dell’evento alle ore 6:00 (ora solare) si è riscontrato un simultaneo aumento per tutte le centraline dei valori di IPATOT con valori particolarmente elevati presso le centraline Riv1 e Meteo Parchi come si riscontra nel grafico della rete AMI (ex Ilva). Lo spegnimento dell’AFO4 si era verificato alle ore 09:17 (ora legale) del 26 aprile 2019.
CO
Il 26/04/2019 presenta un incremento del parametro CO dalle ore 9.00 e con valore massimo alle ore 10.00 di 1.5 mg/m3 presso la stazione RRQA di Statte Via delle sorgenti (il limite è di 10 mg/m3 come massimo sulla media mobile 8 h); nulla di rilevante si osserva nelle altre stazioni in quella fascia oraria.
SO2
Non vi è nulla di rilevante da segnalare, tranne che l’aumento il giorno dopo l’evento, il 27/04/2019 dalle ore 6.00 presso il Mezzo Mobile Deledda ubicato nella scuola Deledda, ma comunque molto al di sotto del limite orario previsto dalla norma.
BENZENE
Il 26/04/2019 dalle ore 6.00 e fino alle 13.00 presso la centralina AMI Tamburi-Orsini si osserva un aumento delle concentrazioni, ma comunque inferiori a 1 ug/m3 (il limite annuale è di 5 ug/m3). Il 27/04/2019, giorno dopo l’evento, alle ore 6.00 si riscontrano alcuni picchi presso le centraline MM Deledda, Tamburi Orsini e via Machiavelli. I valori medi giornalieri registrati presso le centraline sono risultati inferiori al valore limite previsto dalla legge, che comunque è riferito alla media annuale.
Le conclusioni della relazione di ARPA Puglia
“In conclusione quindi, per quanto attiene i limiti normativi degli inquinanti monitorati nella rete regionale di QA a Taranto, si riferisce che non si segnalano superamenti delle concentrazioni limite, come previsto dalla normativa italiana (il citato D.Lgs. 155/2010)” si legge nella relazione.
“Va detto, comunque, che il contenuto degli inquinanti presenti nel particolato proveniente dall’area industriale conferisce verosimilmente al PM10 caratteristiche di maggiore pericolosità rispetto a quello presente in aree non soggette a tale genere di impatto. Si fa presente, infine, che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti (il citato D.Lgs 155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che per i metalli e gli IPA, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali“.
Si ricorda, infine, che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è l’Ente competente individuato dall’art. 29-decies comma 3 del D. Lgs. n. 152/06 e smi a cui è demandato il controllo circa il rispetto delle condizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale “rilasciata agli impianti di competenza statale, della regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell’inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione, che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l’autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull’ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto“.
(leggi gli articoli su ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa&submit=Go)
Pillole di storia siderurgica
Ricordiamo che l’area stock house dell’Altoforno 4, è quella dove nel settembre di due anni fa si verificò l’incidente mortale nel quale perse la vita Giacomo Campo, operaio 25enne, dipendente dell’impresa appaltatrice Steel Service, che rimase incastrato nel nastro trasportatore mentre rimuoveva il minerale dallo stesso nastro. L’area fu dapprima sequestrata e poi dissequestrata dalla Procura di Taranto nel breve volgere di qualche giorno. L’azienda, guidata allora dai commissari straordinari, sostituì subito il nastro, poiché quello esistente presentava un taglio che l’azienda accertò essere di 200 metri (all’epoca si parlò addirittura di un possibile sabotaggio ai danni dell’azienda). Il procuratore capo Capistro spiegò che il dissequestro avvenne anche per permettere all”AFO 4 di ripartire in quanto si era in presenza di un impianto che non poteva restare fermo per troppo tempo. Nell’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Giovanna Cannarile furono 12 gli indagati. Il processo è tutt’ora in corso.