E’ andato tutto come previsto. E come era stato annunciato ieri e dal corriereditaranto.it anticipato lo scorso venerdì. L’Autorità Portuale di Sistema dello Ionio la società Terminal San Cataldo SpA, controllata dalla Yilport Holding AS, società del Gruppo di Compagnie Yildirim Holding AS, nelle persone del presidente Sergio Prete e Robert Yuksel Yildirim, presidente e Ceo di Yåldirim Holding, hanno firmato l’atto di concessione demaniale marittima del Molo Polisettoriale, terminal contenitori del porto ionico, per i prossimi 49 anni con possibilità di rinnovo per altri 35.

Una giornata iniziata con l’atterraggio della delegazione turca questa mattina all’aeroporto di Grottaglie, l’arrivo presso gli uffici dell’Autorità Portuale per la firma dell’atto ed infine la cerimonia pomeridiana presso il Castello Aragonese. Tutto è filato liscio dunque.

Le poche anticipazioni sulle prime tappe di Yilport

Pochissime, come era prevedibile che fosse, le anticipazioni su quel che sarà da qui ai prossimi mesi. Il presidente di Yilport ha difatti confermato ciò che già si sapeva da tempo: si partirà con revamping delle gru ed una manutenzione di tutte le infrastrutture del Molo (ovvero delle attrezzature ex Evergreen installate sul molo). Questa prima fase durerà dai tre ai sei mesi e le prime navi si potranno vedere da gennaio 2020. Il progetto prevede che si movimentino 100-200mila teu all’anno per arrivare ad un milione di teu entro cinque anni e poi spingersi a 2,5 milioni, la capacità massima dell’infrastruttura.

Attesa per la lettura dell’atto di concessione e le clausole inserite

Resta ora da leggere l’atto di concessione e tutte le clausole che gli uffici legali delle due parti hanno concordato in questi mesi di difficili trattative. Resta ovviamente da risolvere, ma appare davvero un pro forma, la questione prettamente economica dell’operazione: nelle prossime settimane infatti ci dorà essere l’aumento di capitale sociale della società San Catadlo a 5 milioni di euro. E sarà versata una fidejussione bancaria di quasi 4 milioni di euro pari alla caparra messa a garanzia per due anni di canone concessorio. Nessuno ha dubbi che ciò avverrà in tempi celerissimi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/27/il-futuro-del-porto-di-taranto-tra-yilport-arcelormittal-e3/)

Le nostre anticipazioni del piano industriale dello scorso dicembre

Qualcosa in più però la possiamo dire. Avendo preso visione da tempo, ovvero lo scorso dicembre, di alcune slide presentate dalla stessa holding tempo addietro. Per quanto concerne il traffico merci, Yilport ha previsto di incrementare il volume dei container a 500 tonnellate entro il 2019. Per poi passare ad 1,6 milioni di tonnellate di TEU (l’unità di misura dei container) tra il 2021 e il 2024, per poi portare il volume a 2,6 milioni entro il 2036 ed infine arrivare alla soglia dei 4 milioni di TEU entro il 2045. 

Per quanto riguarda invece il piano occupazionale, sempre secondo queste slide che abbiamo visionato, la forbice è più ampia e copre un arco di tempo che va dal 2019 al 2064. E copre quattro categorie di personale: operai, impiegati, magazzini e manutenzione. Per il 2019 è prevista un’occupazione pari a 108 unità; per il 2022 sono previste 425 unità; per il 2029 si parla di 691 unità; per il 2036 si arriva a 798 unità; per il 2039 si raggiunge la quota di 851 unità, che sale a 1.091 nel 2049, 1.404 nel 2059, 1.509 nel 2062 ed infine nel 2067 si toccherebbe la cifra di 1.706 unità. L’aumento cresente e maggiore si avrà nella categoria degli operai. 

Bisognerà vedere adesso se le anticipazioni fornite lo scorso anno saranno confermate dalla holding turca o saranno riviste e limate nella trattativa che inisierà con i sindacati.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/12/13/2porto-primo-incontro-tra-yilport-e-sindacati2/)

La delicata questione dell’Agenzia del Lavoro e il futuro dei 480 lavoratori ex TCT

Inevitabilmente adesso si aprirà una lunga fase operativa, nella quale un ruolo fondamentale sarà svolto dai sindacati di categoria Filt Cigl, Fit Cisl e Uiltrasporti. Il primo passo sarà la lettura dell’atto di concessione demaniale marittima sottoscritto quest’oggi. Per capire nei dettagli quali saranno i tempi e quali le modalità di gestione della società turca Yilport al momento del suo insediamento. Subito dopo partirà la richiesta di incontro per conoscere nei dettagli il piano industriale, in praticola modo per quanto concerne gli investimenti previsti, gli step sulle assunzioni e le attività che Yilport intenderà esternalizzare: quasi certamente il primo confronto avverrà nel mese di settembre.

Ma c’è anche un’altra questione che i sindacati hanno per tempo segnalato, molto più importante al momento della stessa concessione firmata oggi. Ed è legata all’Agenzia del Lavoro Portuale di Taranto, per la quale i sindacati avevano chiesto di inserire all’interno del decreto Sblocca-Cantieri, con operatività immediata, una proroga a costo zero di un anno.

Inizialmente era stato presentato un sub-emendamento al testo di legge all’attenzione delle Commissioni Infrastrutture e Bilancio del Senato, a prima firma della senatrice del Pd Teresa Bellanova. Successivamente era stato approvato in Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Sblocca Cantieri, di un ordine del giorno che impegnava il governo a modificare l’articolo della legge 18/2017 che istituisce nel porto di Taranto l’Agenzia per il lavoro, proposto dal senatore M5S Mario Turco, componente della commissione Bilancio. Ma nessuna delle due iniziative è andata in porto, tanto da Raf affermare ai sindacati che “vigileremo da subito affinché il contenuto dell’OdG richiamato si traduca in norma di legge attuativa al primo provvedimento utile entro e non oltre il 31 Dicembre 2019“.

La vicenda è la seguente: come si ricorderà, nel giugno del 2017 arrivò l’ok del governo per la costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (prevista dall’art. 4 co. 1 del D.L.29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazione in legge n.18/2017). Agenzia che a Taranto interessa attualmente 480 addetti (rispetto agli iniziali 548), nel 2017 finiti in mobilità dopo la fine della cassa integrazione a dicembre 2016, in quanto la società Taranto Container Terminal da giugno 2015 venne messa in liquidazione dai suoi azionisti tra cui la compagnia Evergreen. I finanziamenti previsti ammontavano a 18,144 milioni per il 2017, 14,112 milioni per il 2018 e 8,064 milioni per il 2019.

I fondi previsti per il 2017 non sono stati utilizzati dall’Agenzia, da qui la richiesta dei sindacati di poter spostare la scadenza degli stessi al dicembre 2020. Questo anche per favorire “l’incrocio della domanda-offerta di lavoro con la turca Ylport (la compagnia che ha chiesto la concessione del terminal) possa accadere senza drammatici colpi di scena a danno dei circa 500 lavoratori portuali attualmente in carico all’Agenzia“. Qualora ciò non avvenga, il rischio concreto è che i 480 lavoratori ex TCT restino senza lavoro e senza alcuna certezza per il loro futuro lavorativo: questo perché non solo sarebbero fuori dall’Agenzia ma cadrebbe anche la clausola sociale, strumento che per legge obbliga un’azienda che rileva un’attività di assumere per primi i lavoratori che in quella stessa azienda lavoravano. In questo caso quindi, Yilport non avrebbe alcun obbligo a riassumerli.

Dunque la partita è di grande importanza. Ed è assolutamente da chiudere il più in fretta possibile per non arrivare a dicembre con l’acqua alla gola. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/21/porto-chiesta-proroga-per-agenzia-del-lavoro/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *