Un angelo gotico tipico dell’architettura berlinese, illuminato però da una luce calda, sullo sfondo del palco e poi  tre chitarre, una batteria, un basso ed un violino elettrico; così si sono presentati sul palco gli Afterhours, headliner della terza serata del Cinzella Festival, nello splendido scenario delle Cave di Fantiano a Grottaglie.

Il gruppo alternative rock milanese, attivo sin dal 1985, del leader Manuel Agnelli, personaggio carismatico e magnetico, ha da subito fatto intendere con il primo brano, perfetto come intro, dal titolo “Rapace”, che la serata sarebbe stata ad alto indice di adrenalina.

Sul palco l’attuale formazione composta oltre che da Manuel Agnelli (chitarra e voce), da Xabier Iriondo (chitarra), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino), Fabio Rondanini (batteria) e Stefano Pilia (chitarra) ha dato vita ad uno show dal forte impatto sonoro ripercorrendo la lunga carriera della band.

Manuel Agnelli, il frontman, un po’ come Robert Smith dei Cure, è un personaggio accentrante. Gli Afterhours girano intorno a lui da oltre trent’anni, unico membro originario della band, un po’ come i Cure girano attorno a Smith, accomunati dal continuo cambio di formazione dagli esordi ai giorni nostri. I 1500 presenti alle Cave di Fantiano hanno occhi e orecchie quasi solo per lui. Manuel Agnelli dal palco dialoga costantemente con i suoi fan. “Non abbiate paura dei vostri sogni” dice, prima di suonare “Padania”, riferendosi alla tenacia con la quale ha realizzato il sogno della sua vita, ossia essere un musicista, anche a costo di ingoiare tanti bocconi amari perché si sa che in Italia spesso vanno avanti solo i raccomandati ed ecco che ricordando la partecipazione degli Afterhours , dieci anni fa, al Festival di Sanremo – quasi da intrusi in un mondo, quello della canzonetta, in cui non si riconoscono. Ed ecco partire un riferimento velenoso alla politica: ”Dieci anni fa pensavamo che il nostro Paese fosse nella m……ma ci sbagliavamo perché non avevamo visto quello che è diventato dieci anni dopo” e subito dopo hanno attaccato con il pezzo “Il paese è reale”, classificatosi ultimo alla kermesse sanremese ma che conquistò comunque il prestigioso premio della critica.Gli Afterhours con le loro chitarre stridule e la voce tagliente di Agnelli hanno ripercorso le tappe più importanti della loro carriera. La sezione ritmica si è imposta come un muro di suono incessante (da citare la strumentale Cetuximab) ed è  filata come un treno in corsa, nonostante gli iniziali problemi di equalizzazione degli strumenti sul palco.

Ma è con la melodia rock di” Non è per sempre”, uno dei loro brani più di successo, che tutto il pubblico è andato in visibilio senza trascurare altre canzoni come Strategie o Non Voglio Ritrovare il tuo nome.

E’ vero il genere di musica che gli Afterhours presentano non è per tutti, non è per tutte le orecchie e si sa che in tanti là fuori si accontentano di ascoltare stuoli di cover band che spesso scimmiottano i loro idoli piuttosto che godere di uno spettacolo unico grazie a chi, come gli organizzatori del Cinzella Festival, decide di proporre eventi destinati a restare in un modo o nell’altro nella storia.

E stasera spazio al fine pop rock, di matrice anglosassone, degli scozzesi Frantz Ferdinand, band che appare in tutti i cartelloni dei maggiori festival rock in giro per l’Europa e che è stata band di supporto dei Depeche Mode nel Touring the Angel del 2006.

 

 

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