La notizia è stata data direttamente da Robert Yuksel Yildrim, presidente e Ceo di Yåldirim Holding: la Yilport Holding AS, società del Gruppo di Compagnie Yildirim Holding AS, che attraverso la società Terminal San Cataldo SpA ha ottenuto nel luglio scorso la concessione del Molo Polisettoriale del porto di Taranto, collaborerà con la società Cosco, sigla di China Ocean Shipping Company, compagnia di Stato cinese attiva nella logistica, trasporti e spedizioni con sede a Pechino.
L’annuncia Robert Yuksel Yildrim lo ha dato ieri dal suo profilo ufficiale su Twitter. “Ho avuto un incontro molto costruttivo e fruttuoso con il presidente di Cosco Shipping, il capitano Xu Lirong a Shangai, in merito all’operazione attuale di Yilport Holding e alla futura cooperazione con Cosco Shipping a livello globale. Abbiamo deciso – afferma Yildrim – di lavorare insieme per costruire il futuro” (“I had a very constructive and fruitful meeting with the Chairman of Cosco Shipping, Captain Xu Lirong in Shanghai regarding to YilPort Holding’s current operation and future cooperation with Cosco Shipping globally. We have decided to work together for building the future“, il testo in inglese).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/30/porto-inizia-lera-yilport-sara-la-volta-buona2/)
Una notizia accolta positivamente dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, visto che si parla di una collaborazione tra due dei gruppi più importante a livello mondiale tra i vettori che si occupano di traffico container. Difficile dire al momento come potrebbero collaborare presso il porto di Taranto. La società cinese non è presente in nessun terminal in Italia, ma a Taranto è ben conosciuta visto che le sue navi hanno fatto tappa a Taranto per scaricare le materie prime necessarie alla produzione dell’Ilva.
Inoltre, dall’Autrità Portuale arrivano conferme sull’imminente consegna della banchina e delle relative aree alla stessa Yilport, dopo l’arrivo degli ultimi documenti attesi dall’Authority del Mar Ionio. Come invece già annunciato nei giorni scorsi, la società turca inizierà le sue attività partendo con la manutenzione di quattro gru per poi procedere con gli interventi di rimessa a punto su tutte le altre, ed una manutenzione di tutte le infrastrutture del Molo (ovvero delle attrezzature ex Evergreen installate sul molo). La previsione è portare avanti l’attività manutentiva da settembre a dicembre, assorbendo una prima quota di personale ex TCT, ora in carico all’Agenzia per il Lavoro portuale, in modo da partire con il primo traffico merci a gennaio 2020.
Ed è proprio su questo punto che ancora non si scorgono novità.
Nella lunga fase operativa appena iniziata, nella quale un ruolo fondamentale sarà svolto dai sindacati di categoria Filt Cigl, Fit Cisl e Uiltrasporti, il primo passo sarà la lettura dell’atto di concessione demaniale marittima. Per capire nei dettagli quali saranno i tempi e quali le modalità di gestione della società turca Yilport al momento del suo insediamento. Subito dopo partirà la richiesta di incontro per conoscere nei dettagli il piano industriale, in praticola modo per quanto concerne gli investimenti previsti, gli step sulle assunzioni e le attività che Yilport intenderà esternalizzare: quasi certamente il primo confronto avverrà nel mese di settembre.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/12/13/2porto-primo-incontro-tra-yilport-e-sindacati2/)
Ma c’è anche un’altra e più importante questione che i sindacati hanno per tempo segnalato, molto più importante al momento della stessa concessione e della futura allenza con Coscoi. Ed è legata all’Agenzia del Lavoro Portuale di Taranto, per la quale i sindacati avevano chiesto di inserire all’interno del decreto Sblocca-Cantieri, con operatività immediata, una proroga a costo zero di un anno.
Inizialmente era stato presentato un sub-emendamento al testo di legge all’attenzione delle Commissioni Infrastrutture e Bilancio del Senato, a prima firma della senatrice del Pd Teresa Bellanova. Successivamente era stato approvato in Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Sblocca Cantieri, di un ordine del giorno che impegnava il governo a modificare l’articolo della legge 18/2017 che istituisce nel porto di Taranto l’Agenzia per il lavoro, proposto dal senatore M5S Mario Turco, componente della commissione Bilancio. Ma nessuna delle due iniziative è andata in porto, tanto da Raf affermare ai sindacati che “vigileremo da subito affinché il contenuto dell’OdG richiamato si traduca in norma di legge attuativa al primo provvedimento utile entro e non oltre il 31 Dicembre 2019“.
La vicenda è la seguente: come si ricorderà, nel giugno del 2017 arrivò l’ok del governo per la costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (prevista dall’art. 4 co. 1 del D.L.29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazione in legge n.18/2017). Agenzia che a Taranto interessa attualmente 480 addetti (rispetto agli iniziali 548), nel 2017 finiti in mobilità dopo la fine della cassa integrazione a dicembre 2016, in quanto la società Taranto Container Terminal da giugno 2015 venne messa in liquidazione dai suoi azionisti tra cui la compagnia Evergreen. I finanziamenti previsti ammontavano a 18,144 milioni per il 2017, 14,112 milioni per il 2018 e 8,064 milioni per il 2019.
I fondi previsti per il 2017 non sono stati utilizzati dall’Agenzia, da qui la richiesta dei sindacati di poter spostare la scadenza degli stessi al dicembre 2020. Questo anche per favorire “l’incrocio della domanda-offerta di lavoro con la turca Ylport (la compagnia che ha chiesto la concessione del terminal) possa accadere senza drammatici colpi di scena a danno dei circa 500 lavoratori portuali attualmente in carico all’Agenzia“. Qualora ciò non avvenga, il rischio concreto è che i 480 lavoratori ex TCT restino senza lavoro e senza alcuna certezza per il loro futuro lavorativo: questo perché non solo sarebbero fuori dall’Agenzia ma cadrebbe anche la clausola sociale, strumento che per legge obbliga un’azienda che rileva un’attività di assumere per primi i lavoratori che in quella stessa azienda lavoravano. In questo caso quindi, Yilport non avrebbe alcun obbligo a riassumerli.
Dunque la partita è di grande importanza. Ed è assolutamente da chiudere il più in fretta possibile per non arrivare a dicembre con l’acqua alla gola.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/27/il-futuro-del-porto-di-taranto-tra-yilport-arcelormittal-e3/)