C’era anche un’anziana signora di 90 anni sulla sedia a rotelle questa mattina, al sit-in di protesta di una rappresentanza delle 200 famiglie tarantine che risiedono in ex immobili comunali inseriti nel piano di cartolarizzazione gestito dalla società Carim e hanno ricevuto una lettera dalla società che invita loro a lasciare gli appartamenti entro 30 giorni perché, dalle carte ricevute dal Comune, non avrebbero alcun titolo abitativo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/09/29/case-e-sfratti-interviene-il-comune/)
Secondo Cgil e Sunia, invece, si tratta di famiglie che in quelle palazzine (alloggi Erp) ci vivono ormai da anni, e sono titolari, nella stragrande maggioranza dei casi, di decreti di assegnazione che ne giustificano la permanenza. Il presidio è avvenuto sotto la sede della Carim (ex Soget) in via Solito.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/02/02/il-comune-replica-al-sunia/)
(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2018/02/05/emergenza-abitativa-sunia-controreplica-al-comune-taranto/)
Gli assegnatari assistiti dal Sunia hanno mostrato cartelli con le scritte “Non toccate le nostre case”, “Non vogliamo pagare per i debiti delle amministrazioni precedenti”, “Grazie a Comune, Carim e Soget. Avete giocato con le nostre case, ora è il nostro turno. Senza imbrogli”. Secondo il Sunia, “nei carteggi di queste famiglie ci sono i decreti di assegnazione e le ricevute dei canoni di locazione per edilizia residenziale pubblica regolarmente pagati“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/09/30/sfratti-in-palazzine-ex-erp-si-verifichi/)

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