E’ stato depositato questa mattina presso la cancelleria del tribunale del Riesame di Taranto, il ricorso dei commissari straordinari di Ilva in AS, contro l’ordinanza del giudice Francesco Maccagnano che ha respinto l’istanza di proroga della facoltà d’uso dell’altoforno 2 dello stabilimento ex Ilva, ora ArcelorMittal Italia di Taranto. Ora si aspetta la fissazone della data dell’udienza che probabilmente si terrà il 30 dicembre, secondo il calendario delle discussioni dei ricorsi già fissato dal Tribunale.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/10/ex-ilva-giudice-nega-proroga-afo-2-ultima-parola-al-riesame/)
Proprio affinché venisse discusso il prima possibile, la struttura commissariale ha acellerato i tempi del ricorso, dopo l’ordine di esecuzione di spegnimento imporatito dallo stesso giudice al custode Barbara Valenzano, che entro oggi dovrà consegnare una relazione che indichi le reali tempistiche in merito al cronoprogramma stilato lo scorso settembre dalla stessa Valenzano per avviare le procedure di spegnimento dell’altoforno, oltre alle eventuali consegunze impiantistiche che deriverebbero dalle operazioni poste in essere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/12/ex-ilva-arriva-lordine-di-esecuzione-per-spegnere-laltoforno-2/)
La prima data utile del nuovo anno, quella calendarizzata per il 7 gennaio, sarebbe stata infatti troppo vicina al 18, data nella quale è previsto che sarà completata la fase di abbassamento carica dell’altoforno, con il colaggio della salamandra, consistente nella foratura del crogiolo e nel colaggio degli ultimi fusi, intervento che durerebbe un paio di giorni. A quel punto l’impianto non potrebbe essere più utilizzato se non dopo una serie di procedure che durerebbero diversi mesi. Per ragioni di sicurezza e per garantire un regime termico adeguato, sino al 18 gennaio l’altoforno dovrà mantenere comunque un livello minimo produttivo di marcia di 4.800 tonnellate di ghisa al giorno fino all’ultima fase dello spegnimento.
Dopo di che, secondo quanto previsto dallo stesso giudice Maccagnano, l’impianto andrà sì spento, ma allo stesso tempo i commissari straordinari dovranno effettuare i lavori previsti ad impianto fermo. Anche secondo il cronoprogramma predisposto dal custode giudiziario dell’area a caldo Barbara Valenzano, “le modifiche impiantistiche che saranno implementate dall’8 gennaio 2020 in poi non consentiranno la successiva ripresa del normale esercizio dell’Afo2“.
Adesso l’ultima parola spetta al Tribunale del Riesame, che dovrà esprimersi su questo nuovo ricorso dei legali dei commissari straordinari di Ilva in AS. In piena trattativa tra il governo ed ArcelorMittal sul futuro dello stabilimento tarantino.
(leggi tutti gli articoli sulla vicenda dell’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/?s=altoforno+2)