In una città come Taranto dove le problematiche sociali sono molto stringenti e piuttosto varie, l’Assessorato ai Servizi Sociali assurge ad un ruolo strategico nella politica del cosiddetto Welfare. Dal giugno scorso Gabriella Ficocelli, figura tecnica e non politica come ama definirsi lei stessa, ha preso in mano le redini di questo settore dell’Amministrazione comunale mostrando attivismo, entusiasmo ed assidue attenzioni nei confronti delle fasce deboli della nostra città che lasciano ben sperare.

“All’atto del mio insediamento ho voluto eseguire la ricognizione delle risorse umane ed economiche del mio Assessorato. Ho incontrato tanti operatori del settore: le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, coloro che lavorano quotidianamente presso i servizi sociali e sono rimasta favorevolmente colpita dal grande dinamismo di tutti. C’è una vasta rete che lavora 24 ore al giorno per i bambini, gli anziani, per i meno fortunati” – spiega l’assessore Ficocelli, alla quale abbiamo chiesto un parere su quello che ha avuto modo di osservare -”L’impressione che ho avuto è molto positiva, penso che stiamo lavorando tutti bene. Ho sempre detto che sia le associazioni che le cooperative rappresentano quello che è un pò il braccio operativo dell’Amministrazione, lì dove noi non riusciamo ad arrivare, ci sono loro che comunque hanno il quadro capillare della situazione. Posso dire che ho trovato un ambiente che permette di lavorare in serenità. E’ ovvio che le emergenze ci sono e vanno fronteggiate ogni giorno con un gran lavoro di squadra”.

“Ho instaurato un ottimo rapporto con i dirigenti dell’Assessorato, i quali riescono a tradurre dal punto di vista burocratico-amministrativo qualsiasi idea mi venga in mente. Purtroppo, lavoriamo con personale sottodimensionato dal punto di vista numerico. Da quando sono arrivata io sono andate in pensione ben dodici persone che occorre rimpiazzare perché il lavoro da svolgere è tanto. Speriamo che i vari concorsi istruiti vadano a buon fine quanto prima”.

Mi preme sottolineare, inoltre, il lavoro sinergico svolto, con la Caritas e l’Abfo, per i senza fissa dimora nel periodo di emergenza freddo, negli ultimi giorni di dicembre. Ho potuto toccare con mano l’infinità umanità di queste persone che operano per queste associazioni e devo ringraziarle per quello che fanno quotidianamente.

Probabilmente, in generale, c’è bisogno di più volontari che operino sul territorio. Su questo dovremmo lavorare magari improntando una campagna di sensibilizzazione ad hoc, ad esempio, nelle scuole. Mi vengono anche in mente i progetti legati al reddito di cittadinanza visto che queste persone adesso dovranno essere comunque impegnate”.

A proposito di reddito di cittadinanza. Che ne pensa? In città come Taranto non crede abbia acuito la tendenza all’assistenzialismo fine a sé stesso di una certa fetta di popolazione da sempre attaccata alla gonna dell’amministrazione pubblica?

“Lo ritengo una forma di assistenzialismo e basta. Diciamo che non si può collocare nell’ambito dei provvedimenti propriamente relativi alla dignità di una persona perché chi è in difficoltà socio-economiche rivendica il diritto ad un lavoro e ad una casa. Con il reddito di cittadinanza non si risolve la questione originaria ma per 18 mesi si rinvia solo il problema, è una sorta di contentino che non può funzionare a lungo. Se poi ci mettiamo che tra i fruitori c’è anche chi c’ha marciato, con tanti casi di ambiguità emersi durante i controlli, gente che praticamente non aveva diritto al reddito di cittadinanza, il quadro si completa negativamente. Forse bisognava concentrare di più le risorse sull’aspetto lavorativo anche inventandosi degli start up di impresa oppure incentivi alle imprese per le assunzioni. Così com’è ora è solo un palliativo.”

Parliamo della questione ex Ilva. Avete il timore che possa scoppiare questa sorta di bomba sociale con la situazione critica, oltre che dal punto di vista ambientale, anche dal punto di vista occupazionale?

“Ci stiamo pensando da mesi a questo aspetto e stiamo attivando le misure adatte per non farci cogliere impreparati. Ci stiamo organizzando con un centro di ascolto per le famiglie per poter fornire un servizio ai cittadini ma occorrerà anche trovare delle alternative dal punto di vista lavorativo. Il mio pensiero va soprattutto ai giovani e tra le novità importanti a cui stiamo pensando è lo sportello Informa Giovani, uno strumento in grado di dare informazioni ad esempio su Garanzia Giovani, sullo start up di impresa, sui finanziamenti regionali ed orientarli nel mondo del lavoro”

Taranto, oltre al paventato problema occupazionale derivante dalla risoluzione della questione Mittal, presenta diverse criticità a livello sociale, su cosa state lavorando maggiormente in questo periodo come assessorato?

“Sul piano casa. In sinergia con la collega dell’Assessorato al Patrimonio ed alle Politiche Abitative, ci stiamo occupando della cultura dell’abitare. Per quanto di mia competenza essa attiene ai servizi più immediati rivolti alla cittadinanza in emergenza abitativa ossia l’assistenza, il pronto intervento sociale h 24 e l’alloggio social, mentre l’Assessore Viggiano si occuperà della nuova graduatoria, della costruzione di nuove case e quanto altro. La priorità che stiamo dando è appunto a questo aspetto dell’emergenza abitativa perché quando presso di noi facciamo i colloqui con le famiglie la cosa che emerge di più in sede di valutazione dei vari casi è la richiesta di un alloggio”.

Altro argomento sempre molto di attualità è quello che riguarda la violenza sulle donne. Il comune di Taranto come si è organizzato per gestire questi casi?

“Il fenomeno purtroppo è in aumento così come di pari passo è in aumento la sensibilizzazione pubblica a questo tipo di violenza. Il fatto stesso di aver aperto uno sportello antiviolenza ha costituito per la comunità un punto di riferimento per far emergere queste storie. L’importante è cominciare a denunciare, cominciare a chiedere aiuto. Quando, qualche mese, fa abbiamo inaugurato la nuova sede del nostro sportello antiviolenza, intitolandolo e dedicandolo a Federica De Luca ed al piccolo Andrea, la sera stessa dell’inaugurazione mentre stavamo mettendo la targa si è presentata una ragazza che voleva fare il colloquio con i nostri consulenti. Questo è un dato confortante perché poi ci siamo resi conto che è una realtà che funziona e credo che funzioni anche bene perché tra l’altro il nostro centro antiviolenza si trova all’interno del distretto della Asl di via Dante dove già ci sono a disposizione tanti altri servizi dedicati alla donna”.

Parliamo del Fondo di Innovazione Sociale. Che possibilità ha Taranto di vedere approvati i propri progetti?

“Questo è un argomento che mi sta molto a cuore perché ho scoperto il relativo bando prima di diventare assessore e mi sarebbe piaciuto molto lavorarci su. Cosa che è accaduta quando ho ricevuto la nomina per cui ho avuto la possibilità di presentare la candidatura della nostra città attraverso la proposta progettuale della Formedil che ha già avuto una simile esperienza in Città Vecchia con il Cantiere Scuola dove sono stati impiegati degli ex detenuti, i quali dopo una formazione di base, hanno lavorato nei cantieri, ristrutturando ad esempio il piccolo oratorio della chiesa di San Giuseppe. Un’esperienza molto bella che vorremmo si potesse replicare anche per questo progetto, ossia ristrutturare degli immobili comunali o anche privati – avremo, infatti, un finanziatore che è una banca – da destinare a contenitori come casa della cultura o casa dell’associazione o a laboratori artigianali attraverso l’utilizzo di ragazzi della Città Vecchia preventivamente formati. Io sono speranzosa anche perché il progetto è bello e secondo me si darà una bella opportunità a Taranto. Incrociamo le dita, ne sapremo di più verso maggio”.

I fondi a disposizione del suo assessorato li ritiene sufficienti dato che spesso si è parlato, in generale, di politica del welfare limitata dalle esigue risorse economiche da destinarle?

“ll sindaco Melucci ha riservato un’attenzione, anche economica, particolare al nostro settore; quindi disponiamo di buone risorse finanziarie che ci consentono di concretizzare il nostro piano di interventi sociali. Ad esempio abbiamo organizzato senza problemi il Natale sociale comprando ad esempio coperte e vestiti per i senza tetto o i doni per i bambini delle comunità educative.”

Cosa avete in cantiere nei prossimi mesi?

“Ci sono tante idee che vogliamo realizzare. Sicuramente implementeremo gli interventi a favore degli anziani, poi sta per definirsi l’iter relativo alla gara per l’assistenza domiciliare per i bambini a rischio; inoltre sto lavorando in stretta collaborazione con la polizia municipale e la protezione civile per il dormitorio di via Orsini al mi piacerebbe creare una situazione di continuità. Abbiamo anche in cantiere dei protocolli di intesa da stabilire con l’Inps da dedicare alle informazioni da destinare agli utenti dei centri per gli anziani e dei centri di accoglienza.”

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