Bisognerà attendere per conoscere con esattezza la fonte che ha generato le emissioni odorigene che tra il 20 e il 22 febbraio, muovendosi dalla zona industriale, ha invaso il quartiere Tamburi e il Borgo di Taranto.

Abbiamo contattato direttamente la direzione scientifica di ARPA Puglia, che ci ha confermato come siano in corso gli accertamenti da parte dell’Agenzia per individuare le cause di tali eventi e di come l’Agenzia sia in stretto contatto con l’ISPRA, organo di vigilanza in materia di AIA nazionali, per vagliare approfondimenti specifici su tali accadimenti.

Tra l’altro, sia il 20 che il 22 febbraio sono stati due giorni di wind day, il che a detta dell’Agenzia potrebbe aver comportato, seppur in parte, il perchè si siano registrati valori così alti nelle centraline Meteo Parchi e di via Macchiavelli.

Ciò detto, nonostante le fughe in avanti di molti, anche da parte del Comune, al momento non vi è alcuna certezza scientifica che la fonte emissiva siano gli impianti dell’ex Ilva.

Anzi. Sappiamo con certezza che oggi ArcelorMittal Italia ha scritto ad ARPA Puglia e ad ISPRA, per segnalare come molti dipendenti abbiano segnalato la presenza di forti emissioni odorigene, presumibilmente gas, esterne allo stabilimento ed in corrispondenza del parcheggio di Direzione e di quello della Portineria A. L’azienda nella missiva sostiene di non essere la responsabile di tali emissioni, ed ha segnalato che le centraline di monitoraggio interne al siderurgico, per quando riguarda l’H2S ha evidenziato valori più alti nelle postazioni denominate “Direzione” e “Portineria C”, ovvero zone distanti dagli impianti produttivi più impattanti dal punto di vista ambientale, con direzione del vento da quadranti meridionali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/22emissioni-odorigne-arpa-non-chiarisce-dubbi-sulla-raffineria/)

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