E’ stato trovato l’accordo tra il gruppo Conad e le organizzazioni sindacali di categoria della Puglia, per la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale per gli ipermercati di Taranto e Casamassima. L’intesa è stata raggiunta oggi in videoconferenzaa Bari, alla quale hanno partecipato i segretari regionali di Filcams Cgil, Barbara Neglia, Fisascat Cisl, Antonio Arcadio e Uiltucs Uil, Giuseppe Zimmari e l’Ugl di Taranto con Alessandro Calabrese. Presenti i rappresentanti di Ermes srl (società del network del gruppo Conad) e la task force regionale sulle crisi occupazionali guidata da Leo Caroli.
L’intesa è stata possibile soprattutto grazie alla mediazione della task force regionale, che ha mediato in particolar modo sulle divergenze e le diverse posizioni tra le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali. Il tutto arriva a distanza di quasi due mesi dagli ultimi due incontri sull’ex ipermercato Auchan di Taranto, allorquando in due incontri fiume presso l’hotel Delfino del capoluogo ionico, le parti non riuscirono a trovare un’intesa. Nei gioni seguenti, causa l’emergenza Covid-19 che portato un calo delle vendite pari al 50%, per le parti non è stato possibile incontrarsi nuovamente.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/27/vertenza-auchan-lontana-lintesa-tra-sindacati-e-conad/)
L’accordo, valido sia per i punti vendita di Taranto che di Casamassima, prevede la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale (comunicata da Conad ai sindacati lo scorso 12 febbraio) con decorrenza dal 6 aprile e per una durata massima di nove mesi sino al prossimo 31 dicembre, entro il limite del 50% delle ore lavorabili, su base media trimestrale, con rotazione tra i lavoratori.
Ricordiamo che si parla del futuro di 189 lavoratori dell’ipermercato di Taranto, per 90 dei quali ad inizio febbraio la nuova società aveva prospettato esuberi. Dopo quegli ultimi due, il numero è sceso a 70, ma siamo ancora davanti a numeri importanti.
Il primo problema da affrontare sarà la ricollocazione lavorativa di coloro i quali saranno posti in esubero. Che è stato confermato saranno individuati tra le unità lavorative addetti alle vendite: di cui 156 inquadrati col quarto livello del contratto collettivo nazionale, 11 col terzo, 1 col secondo e 1 amministrativo. Esuberi dovuti anche al minor costo del lavoro che in Conad è pari al 12% mentre in Auchan era del 18%.
Gli esclusi dalla procedura saranno i capireparto, caposettore, direttore e addetti di parafarmacia. In particolar modo la catena di comando non sarà toccata da esuberi o collocazione in cassa integrazione per crisi aziendale, anche se per loro l’azienda ha posto come unica condizione lo sposare in toto la mission aziendale di Conad, ovvero i nuovi criteri aziendali. Resta la possibilità dell’incentivo all’esodo, come stabilito dall’accordo quadro raggiungo la scorsa settimana a Roma di cui parliamo più avanti.
“E’ stato firmato l’accordo per la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per il lavoratori di Spazio Conad Taranto (ex Auchan). Fino al 31/12/2020 sarà prevista una riduzione al massimo del 50% con rotazione tra i lavoratori. Sono previsti incontri di verifica sull’applicazione dell’Ammortizzatore Sociale ed è stata programmata un’altra serie di incontri per quello che sarà il futuro della vertenza dopo il 31/12/2020 anche con gli strumenti delle ricollocazioni e riqualificazioni professionali, con l’obiettivo da parte della Filcams CGIL di evitare esuberi. Ringraziamo tutta la Task Force occupazionale della Regione Puglia che ha reso possibile l’incontro delle differenti posizioni sindacali e aziendali con una efficace mediazione” comunicano dalla Filcams Cgil di Taranto.
L’ultima novità, vedrebbe l’arrivo della catena Decathlon che avrebbe opzionato parte degli spazi lasciati liberi da Conad. L’insediamento, a causa anche dell’emergenza sanitaria prodotta dal Covid-19, dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2021. Ricordiamo infatti che per quanto riguarda la volumetriadelle superfici su cui sorgono gli ipermercati, Conad ha strutture pari a 6mila metri quadrati: questo comporterà ad esempio che il sito di Taranto subirà una riduzione dagli attuali 8,4mila metri quadrati a 6,4mila.
L’accordo al ministero del Lavoro per il ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori
L’intesa raggiunta oggi a Bari, è la logica conseguenza di quanto avvenuto la scorsa settimana a Roma, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l‘accordo per accompagnare con ammortizzatori sociali il processo di reindustrializzazione della Distribuzione Margherita, recentemente entrata a far parte della Conad Soc. Coop. e della WRM Group.
Con la mediazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentati dalle Sottosegretarie Francesca Puglisi e Alessandra Todde, azienda e organizzazioni sindacali hanno infatti concordato di assicurare agli 8.036 lavoratori occupati presso la rete commerciale della Distribuzione Margherita lo strumento della CIGS per crisi aziendale, che verrà utilizzato dal 6 aprile al 31 dicembre 2020.
Il percorso stabilito nell’accordo ministeriale si svilupperà mediante percorsi formativi e di riqualificazione del personale, finalizzati alla ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici e un piano di uscite, esclusivamente su base volontaria.
Le parti hanno inoltre convenuto sull’utilizzo dell’assegno di ricollocazione, previsto dall’articolo 24-bis del d.lgs. n. 148/2015.
L’intero percorso definito nell’accordo ministeriale sarà oggetto di incontri periodici di monitoraggio, nel corso dei quali azienda e organizzazioni sindacali potranno valutare l’efficacia delle misure messe in campo.
Inoltre, al fine di salvaguardare i circa 800 lavoratori occupati presso le strutture operative ed organizzative, è stato concordato un piano di uscite esclusivamente su base volontaria che potrà essere accompagnato da una cassa integrazione per cessata attività.
Per quanto concerne invece gli incentivi all’esodo volontario per i dipendenti di sede e per il personale della rete commerciale ex Auchan attualmente alle dipendenze di Margherita Distribuzione SpA, non potrà essere inferiore ai 26mila euro per i livelli V e VI della rete commerciale ed ai 34mila euro per il III ed il IV livello delle sedi – sarà riconosciuto in misura percentuale variabile con un decalage che scatterà dall’inizio del mese di luglio. L’importo – che verrà riproporzionato all’orario di lavoro per i part-time – non potrà essere inferiore ai 16mila euro per i part-time della rete di vendita.
Il sostegno economico alla ricollocazione viene previsto per l’importo complessivo massimo a carico di Margherita Distribuzione pari a 5mila euro coinvolto nel percorso di ricollocazione; la dote di ricollocazione sarà riconosciuta anche al lavoratore che non aderirà alla mobilità non oppositiva in aggiunta alle spettanze connesse alla risoluzione del rapporto di lavoro.
(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)
