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Tra i tanti progetti annunciati e rimasti sulla carta per Taranto e la sua provincia, dopo i due riportati in auge negli ultimi mesi (Agromed e Distripark), ci aspettavamo che qualcuno riproponesse anche quello che ricalca i nomi dei grandi parchi divertimenti: Agriland.

Al di là delle battute, sdrammatizzare ogni tanto serve specialmente in questo periodo, probabilmente questo nome non dirà nulla alla stragrande maggioranza dei nostri lettori. Eppure ‘Agriland‘ era il nome di un progetto che nelle intenzioni della Provincia, nato oltre 13 anni fa, doveva affiancarsi proprio a Distripark e Agromed, per la valorizzazione turistica, culturale e delle produzioni eno-gastronomiche nell’area tarantina.

Il sogno svanito dell’Area Vasta Tarantina

Tutti e tre i progetti, così come altre decine molti dei quali mai andati in porto, si trovavano all’interno del “Piano Finanziario e Cronoprogramma del Piano Strategico dell’Area Vasta Tarantina” realizzato nel lontano 2009. Un documento che doveva segnare una sorta di rinascimento per Taranto e la sua provincia, persosi negli anni e diventato anch’esso oggetto di archivio per gli storici.

Il Piano strategico dell’Area vasta Tarantina, denominato anche “Orizzonte Mediterraneo“, nasceva come strumento di pianificazione territoriale in grado di rispondere “alla volontà di cambiamento e di riscatto economico e morale di un territorio, che negli ultimi anni ha vissuto circostanze negative quali il dissesto finanziario del comune capoluogo, la crisi del comparto industriale, il degrado ambientale“. 

Insomma, i soliti auspici beneauguranti di sempre

Il Piano prevedeva investimenti per 6.248.211,52 milioni di euro, per lo più di origine pubblica (in particolare provenienti dal PO FESR 2007-2013), che sarebbero dovuti essere ripartiti tra tutti i soggetti interessati all’attuazione del Piano strategico, in particolare per il 19,18% sula Provincia di Taranto, per il 10,21% sul Comune di Taranto, per l’8,02% su quello di Ginosa, per il 4,79% su Grottaglie e per il 3,56% su Statte. 

Il Piano-programma della Provincia

Per capire meglio ciò di cui stiamo parlando, dobbiamo fare un bel salto all’indietro nel tempo. L’ennesimo. Sino al 2007. Quando nel salone degli Stemmi, a Palazzo del governo, il 23 gennaio di quell’anno, si svolse una riunione per discutere della proposta di “Piano-programma per lo sviluppo dell’area tarantina – Definizione delle delle azioni prioritarie per il periodo 2007-2013“. Alla riunione, convocata dall’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido e dall’allora commissario prefettizio del comune di Taranto Tommaso Blonda, presero parte i sindaci dei comuni ionici.

Toccò all’assessore provinciale ai Lavori pubblici dell’epoca, Costanzo Carrieri che era anche coordinatore del Piano-programma, presentare ai sindaci i principi generali del documento, i cui criteri erano stati inseriti in un decreto del 20 ottobre 2006.

Era il periodo buio del dissesto finanziario del Comune, la situazione economica e sociale dell’area tarantina era profondamente difficile. Per questo la Provincia provò un’azione concertata a tutti i livelli (locale, regionale e nazionale) per la definizione di un Piano-Programma che, in un’ottica temporale dal 2007 al 2013, avrebbe dovuto costituire la fase propedeutica all’accesso ai finanziamenti pubblici e privati, siano essi comunitari, nazionali o regionali. Dopo una valutazione delle criticità del “Sistema Taranto“, sarebbe avvenuta la conseguente scelta dei settori prioritari di intervento e delle conseguenti azioni programmatiche. Di fatto la Provincia si proponeva come ente di raccordo tra tutti i comuni ionici e Palazzo di Città commissariato.

Come ‘sostegno’ alla scelta del progetto, la Provincia evidenziò anche i programmi regionali di sviluppo all’interno Documento Strategico Regionale 2007-2013 deliberato dalla Giunta Regionale il 01/Agosto/2006 – Leggi settoriali regionali relative ai Distretti Produttivi, Distretti Rurali, Distretti Agroalimentari, Sistemi Turistici Locali.

Per la scelta dei settori prioritari di intervento si andarono a riprendere l’attuazione dei “Progetti di Sistema” per l’area tarantina dal 1993 al 2000, attraverso diverse delibere CIPE ( n°85/93, n°104/96, n°77/97, n°257/97, n°141/98, n°155/2000). Aggiornando gli studi e le proposte di quel periodo, venne definita la proposta di Piano-Programma.

Ed ecco qui che tutto il discorso si raccorda ai progetti Distripark e Agromed. In quel documento della Provincia venne ripreso quanto fu progettato nel periodo 1997-2000, per disposizione dell’allora Ministro del Bilancio e del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi che con la collaborazione di Europrogetti & Finanza (la società posta in liquidazione nel 2009 perché di fatto non servì a nulla) stilò un “Documento tecnico-economico di indirizzo” in cui furono definiti per l’area di Taranto, cinque filoni prioritari di intervento che ancora oggi conservano concreta validità e che sono: – Attività portuali e retroportuali (Distripark) – Valorizzazione delle produzioni agricole locali (Agromed) – Potenziamento della rete PMI – Valorizzazione dell’offerta turistico-culturale e delle produzioni enogastronomiche locali (Agriland) – Riqualificazione ambientale, urbanistica e sociale delle aree urbane.

Eccolo qui di nuovo l’asse portante di quella che doveva essere la rinascita economica del territorio ionico.

Scendendo più nel dettaglio, era questa l’esatta elencazione dei settori prioritari di intervento su scala provinciale con le connesse azioni programmatiche: Sviluppo attività retroportuali: – Organizzazione ed avvio della Società DISTRIPAK (Tangenziale Nord e Nodo di Massafra) . Valorizzazione delle produzioni agricole ed enogastronomiche locali: – Organizzazione ed avvio della Società AGROMED – Interrelazione con AGRILAND (offerta turistico – culturale). Valorizzazione della offerta turistico-culturale ed eno gastronomica dell’area tarantina: – Impostazione ed avvio della Società AGRILAND. – Idrovie. – Strada litoranea interna” da Tarante ad Avetrana – Parco delle Gravine. Servizi materiali ed immateriali alle PMI: Completamento della infrastrutturazione di PIP esistenti e/o in corso. – Ampliamento e/o nuovi PIP Università: Organizzazione infrastrutturale – Piano dei servizi Ambiente: Bonifica siti inquinati Infrastrutturazione viaria: Taranto-Talsano-Avetrana – Francavilla-Manduria-Mare – Itinerario Bradanico-Salentino da Mandria a Grottaglie e da Taranto sino a Castellaneta/Laterza – Direttrice Svincolo di Mottola Castellaneta – S.S. 106 Ionica S.P. 58 Martina-Alberobello – Tangenziale Nord Ponte Punta Penna – Statte – Tonica – Adeguamento rete viaria attorno al Polo logistico aeroportuale di Grottaglie. Attività culturali: Grandi eventi – Sinergia con il progetto di sistema Agriland. Attività sociali: Corsi di formazione – Volontariato. 

Oggi come allora, si sottolineava come necessità impellente per la nostra Provincia quella “di puntare al completamento di queste direttrici stradali interprovinciali attraverso la cantierizzazione della Tangenziale Sud che da Talsano punto di arrivo-partenza della ex regionale 8 raggiunge il Ponte Punta Penna su via C. Battisti percorso il quale ci si dovrebbe poi collegare alla Tangenziale Nord che sarà opportuno completare perché questa è la naturale “cerniera” per Taranto e per il suo diretto collegamento con la SS-106 e con l’asse Reggio Calabria-Gioia Tauro-Sibari. E’ chiaro che il problema infrastrutturale è molto più complesso e non si riduce unicamente al problema delle reti stradali. Sarebbe opportuno e in tale direzione bisognerà lavorare, costruire un sistema dei trasporti intermodale basato sulla differenziazione e sulla specializzazione dell’intera offerta regionale che permetterebbe alla Puglia di rispondere adeguatamente alla sua triplice funzione strategica:quella terminale, quella passante e quella trasversale. Un sistema complesso ma ben articolato sul territorio creerà sicuramente sinergia per ciascun generatore di traffico, quando si avrà a disposizione un efficiente corridoio ferroviario adriatico, un porto per traffici intercontinentali di containers a Taranto, porti attrezzati per traffici internazionali a Brindisi e Bari, un aeroporto attrezzato per traffico merci a Grottaglie; tutto questo non potrà che essere una opportunità di sviluppo per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.

I progetti che avrebbe dovuto portare avanti Agriland

All’interno del “Piano Finanziario e Cronoprogramma del Piano Strategico dell’Area Vasta Tarantina”, abbiamo ritrovato i progetti che erano stati assegnati ad Agriland, con il loro relativo finanziamento. Qui di seguito l’elenco completo (le somme economiche sono in euro):

Servizi immateriali (connettività, palmari, diffusione multimediale) – turismo: 5.280,00 

Attività organizzativa e gestionale di due centri direzionali: Mottola San Basilio e Palazzo Troilo nella Città Vecchia di Taranto – turismo 6.430,00

Promozioni di iniziative artistiche e culturali rilevanti – turismo 2.000,00 

Marketing delle produzioni tipiche del territorio – portale internet – turismo 805,00 

Attività per la strategia di comunicazione del progetto di sistema turismo 690,00 

Valorizzazione delle risorse marine ai fini turistici nel versante orientale della provincia di Taranto – finanziamento studio di fattibilità: 120,00 

Rete primaria delle piste ciclabili 3.600,00 

Lavori di restauro e ristrutturazione della Masseria “Gran San Basilio” come centro fisico espositivo permanente dei servizi e delle produzioni eno-gastronomiche locali – agro di MOTTOLA 14.000,00 

Valorizzazione delle risorse marine ai fini turistici nel versante orientale del territorio provinciale: finanziamento studio di fattibilità 90.000,00 

Attivazione del turismo sociale al servizio del soggetto fragile 756,00 

Realizzazione del centro terapeutico per disabili “Contro le barriere” 226,50 

Lavori di ristrutturazione del Palazzo Troilo come centro fisico espositivo permanente dei servizi offerti 2.719,20 

Grottaglie: progetto di promozione del settore turistico. Immobili da interessare: Castello Episcopio, Parcheggio via  Crispi, Giardino e Torre, Parco dellle Ceramiche, Sala della Congrega del Sacramento 19.000,00

Centri di assistenza e rimessaggio per attività sportive sul mare (surf e similari, canoa, ecc.) 1.280,00.

Le ultime riunioni e poi il nulla

Il 21/02/2008, sempre a Palazzo del Governo, si svolse una riunione nel corso della quale il Comitato di coordinamento del progetto insediò il gruppo di lavoro dei tecnici incaricati di definirne i contenuti.

Trattandosi di un progetto complesso e intersettoriale (infrastrutture immateriali, centro espositivo permanente, turismo destagionalizzato, percorsi culturali tematici con il Polo Museale di Taranto in prima fila, fruizione del Parco delle Gravine, del Parco delle dune, infrastrutturazione viaria e ferroviaria) che avrebbe interessato tutti i comuni ionici, venne previsto un Comitato di Coordinamento composto dai massimi rappresentanti di Enti locali e delle categorie produttive.

La riunione fu coordinata dall’allora presidente dell’amministrazione provinciale Gianni Florido. Furono esaminate le problematiche di maggiore rilevanza (sede del Centro espositivo permanente, tipologia degli interventi principali) con la partecipazione propositiva del delegato del sindaco di Taranto, assessore alla Cultura Angela Mignogna, dei sindaci dell’epoca di Castellaneta Italo D’Alessandro e di Maruggio Alberto Chimienti, del presidente di Assindustria Luigi Sportelli e del presidente della Comunità Montana della Murgia Tarantina, Arcangelo Rizzi; assenti giustificati i rappresentanti della Camera di Commercio.

I comuni di Taranto, Castellaneta e Maruggio, all’interno del Comitato di coordinamento, rappresentano tutti gli enti locali interessati al progetto di sistema Agriland. Il calendario delle riunioni e dei sopralluoghi, mirati alla definizione dei vari aspetti tecnici ed organizzativi del progetto Agriland entro le scadenze fissate per la predisposizione del piano strategico dell’Area Vasta Tarantina, prevedeva un nuovo incontro per il 29 febbraio 2008, presso la sede della Comunità Montana della Murgia Tarantina.

Questi gli argomenti all’ordine del giorno: linee direttrici del progetto di sistema Agriland; interrelazioni tra le attività prevedibili per la valorizzazione del Piano e le attività connesse con il progetto di sistema; analisi della normativa regionale che regola la gestione del Parco delle Gravine e conseguenti limiti e vincoli per gli interventi prevedibili nelle aree dei comuni interessati; strategie condivise a livello di enti locali e di partenariato economico per un primo sommario elenco di tipologia di interventi da inserire nel Piano strategico di Area Vasta e nei Piani di Settore Regionali e Provinciali; esame delle conseguenti richieste e delle osservazioni dei sindaci dei comuni invitati, sulla base delle risultanze degli argomenti sopra descritti.

“La convinta partecipazione dei soggetti interessati alla riunione odierna – commentava il presidente della Provincia, Gianni Florido – testimonia, qualora ce ne fosse bisogno, la validità del progetto su cui stiamo lavorando. Un altro esempio di fattiva collaborazione interistituzionale che sono convinto darà i suoi frutti”. 

Dopo di che, del progetto ‘Agriland’, si sono perse le tracce. O almeno le abbiamo perse noi, in quella fitta nebbia che ha avvolto tutti questi progetti per l’area tarantina. Molti dei quali come detto sono rimasti sulla carta. Un pò come molti dei nostri sogni e dei nostri desideri. Del resto, stiamo parlando del magico mondo di Agriland

3 risposte

  1. Tutte queste belle cose e quello che succede anche adesso farà fprse capire che al momento futuro senza industria non ce n’è. Ed invito chi crede che la comunità euopea (con la grande recessione in arrivo) sia pronta a regalare decine di miliardi per la riconversione verde a scendere dale nuvole. Al massimo la comunità europea (germania in testa) aspetta il fallimento per ampliare il loro mercato.
    Di cozze e turismo non si vive, mettetevelo in mente (sarà da ridere questa estate nel salento…)

  2. Siamo tanto bravi a fare progetti su carta ,che ci sarebbe un futuro prospero poi ed questa città ,ma spesso con la carta ci si pulisce il cù.

  3. sarebbe interessante pubblicare i nomi di enti pubblici e privati che hanno aderito al PO FESR 2007-2013, se hanno ricevuto i finanziamenti richiesti, quali somme ricevute e come investite. La provincia di Taranto vive un eterno immobilismo dovuto a a chi o cosa? Ci sono controlli da parte delle autorità giuduziare? Quando le forze politiche di qualunque schieramento esse siano smetteranno con slogan elettorali e nessuna promessa mantenutae?

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