“6 aprile, ore 12.00, Leporano Marina, filmato eseguito con un Samsung S10 plus. Stavo portando fuori i due cani che tiravano tanto da impedirmi di effettuare ulteriore zoom e di restare ulteriormente. Non emanava alcun suono, era una giornata ventosa. sono dovuto andare via. Emanuele Battista”. Così inizia una mail mandata all’associazione ricerca italiana aliena (A.R.I.A) fondata e gestita dall’ufologo Angelo Maggioni e dai soci fondatori Antonio Bianucci, Augusto Iannitti e Giuseppe Paulon (oggi gravemente malato) con la consulenza del super visore e investigatore ex brigadiere dell’Arma dei carabinieri, ferito nell’attentato di Nāṣiriya, oggi Cavaliere della Repubblica Michele Manzoni.
A.R.I.A. è venuta a conoscenza del filmato grazie ad un collaboratore esterno Fabio Demiro che gestisce un gruppo dedicato alla tematica ufologica (Alieni ufo Italia). L’ufologo Maggioni spiega come si sono svolte le indagini: “Quando ci giunge una segnalazione di un potenziale avvistamento chiediamo non solo di poter visionare il filmato integrale ma chiediamo dati che possano essere utili a stabilire anche l’attendibilità del testimone stesso, purtroppo col Covid-19 sono aumentati i casi con esaltazione dei fatti reali, tra teorie folli di complottismo e ufologi senza scrupolo in cerca di visibilità, dopo aver accertato l’attendibilità del testimone si procede con una prima analisi del filmato o foto, si controllano i meta dati (ma non sempre sono attendibili in quanto possono essere ritoccati) ed eventuali letture di software di terze parti (Adobe, CGI, ecc ecc) poi passiamo al setaccio dell’esame esadecimale dei pixel e via dicendo, una volta che è stato stabilito una genuinità accettabile, che varia dal 90% al 100%, e dunque abbiamo il via libera da parte dei fototecnici, iniziamo una vera e propria indagine sull’oggetto ripreso. Si stabilisce se è solido (da escludere qualche forma di energia naturale), che tipo di movimento assume durante la ripresa, se ruota su se stesso, se muta, se vi sono ‘aberrazioni’ attorno che potrebbero evidenziare motori convenzionali (terrestri), controlliamo e verifichiamo con i siti meteo preposti se la ripresa coincide con le previsioni di quella giornata, controlliamo e verifichiamo (in questo caso) se vi erano elicotteri in ricognizione o di controllo marino e via dicendo. Sappiamo che nel porto di Taranto si trovava la ‘Garibaldi’ e questo potrebbe giustificare la presenza dello strano oggetto ed identificarlo in un elicottero o Harrier (l’Hawker Siddeley Harrier è il primo esempio concreto di caccia a decollo verticale) ma non abbiamo avuto nè conferme nè smentite da parte della Marina Militare su eventuale loro presenza in zona. L’oggetto, vista l’enorme distanza di ripresa, potrebbe essere di medie dimensioni, allungato a pelo dell’acqua, non sembra essere di propulsione terrestre (la propulsione può essere divisa in categorie in base al campo di impiego: terrestre, marina, aerea e spaziale) allo stato attuale è stato impossibile stabilirne natura, provenienza e scopo, si perchè l’oggetto ha stazionato per un po’ a pelo dell’acqua. Per quanto ci riguarda possiamo catalogare l’avvistamento di Emanuele tra gli oggetti volanti non identificati (il che non vuol dire ricondurli automaticamente extraterrestre), certo la sua dinamica e presunta struttura ci fanno pensare a un qualcosa di poco convenzionale o quanto meno non conosciuto alla massa, la somiglianza con l’Ufo del pentagono e con quello di qualche anno fa avvenuto a Seborga ci porta a riflettere, ma potremmo esserci imbattuti in qualche prototipo di tecnologia avanzata militare ,sappiamo che in Italia esistono almeno due basi dove vengono prodotti velivoli non convenzionali, simili a Ufo, che vengono poi testati ad esempio nella Valmalenco!”.
https://youtu.be/k7KWl281x8o