E’ passato oltre un mese, era il 7 maggio, dalla call conference convocata dalla Task Force regionale progetto ‘Verde Amico‘, finalizzato all’attuazione di interventi e misure volte alla bonifica leggera, riqualificazione ed ambientalizzazione del Mar Piccolo, delle aree ad esso contermini, nonché dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale anche mediante la formazione e il reimpiego di lavoratoriprovenienti dalla fallita società in house della Provincia di Taranto IsolaVerde (o anche regionali e/o dipendenti di società in house).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/19/un-progetto-verde-ma-poco-amico2/)
A quell’incontro presieduto da Leo Caroli, presero parte i tecnici della struttura commissariale e lo stesso Commissario per le bonifiche Vera Corbelli, il Comune di Taranto con il sindaco Melucci, il vicesindaco Castronovi e l’assessore all’Ambiente Viggiano, la società in house del comune Infrataras, il sindaco di Statte, la provincia di Taranto, la Regione Puglia con l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borracino, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, ed i sindacati di categoria Filacms Cgil, Fisascati Cisl, Uiltucs e i Cobas.
Durante quella riunione venne deciso che il progetto sarebbe ripreso, anche se per pochi mesi: la ripresa delle attività si rese infatti possibile grazie al fatto che il Commissario straordinario Vera Corbelli, decise di assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse precedentemente stanziate, nonostante il ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio abbia intimato al Commissario di fermarsi in quanto, secondo l’intrepretazione ministeriale dell’accordo del luglio 2012 (“Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”), le risorse in dotazione alla struttura commissariale erano state destinate per operazioni di bonfiica di altra natura. Successivamente il ministero, pur confermando la sua posizione, ha di fatto lasciato “libera” la Corbelli di prendersi la responsabilità di utlizzare tali risorse per il progetto ‘Verde Amico‘.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/20/2stop-progetto-verde-amico-di-chi-le-colpe/)
Ripresa delle attività che però può avvenire soltanto ad una condizione. Come si ricorderà, i 145 avoratori ex ‘Isola Verde’ (la società partecipata della Provincia fallita anni addietro dopo una vertenza drammatica e lunghissima) sono stati licenziati lo scorso mese dalla società in house del Comune di Taranto, la Infrataras, da cui erano stati assunti per effettuare i lavori previsti dal progetto ‘Verde Amico’.
Per far questo c’è bisogno di un nuovo tavolo in Prefettura, che ripeterà la stessa prodedura utilizzata la prima volta: questo significa che Infrataras dovrà nuovamente assumere quei lavoratori che godranno di un canale preferenziale, in quanto si tratta di utilizzarli per lo stesso progetto per cui erano stati assunti e formati la prima volta.
Soltanto che quel tavolo ancora non è stato convocato, nonostante sia stato più volte sollecitato. Ad oltre un mese da quella call conference, in particolar modo i sindacati si erano detti convinti che tutto si sarebbe potuto agevolmente concludere entro 30 giorni. Per questo i lavoratori dei Cobas oggi sono scesi in strada a protestare attraverso un presidio sotto la prefettura, per sollecitare la convocazione del tavolo e ricordare a tutti che questi oltre 140 lavoratori adesso non hanno alcuna forma di salario. E vanno al più presto riassunti e tutelati.
Almeno per i prossimi mesi. Perché il vero punto di tutta la questione è un altro e lo conoscono tutti sin dal principio: e cioè che bisogna trovare la strada di far diventare questo progetto (che ricordiamo la Corbelli e la sua struttura si sono inventati di sana pianta tanto da diventare un modello ed un esempio che sarà replicato anche in Campania a Bagnoli) diventi strutturale: perché è chiaro che non si potrà continuare con le sole risorse del Commissario all’infinito. Anzi, non si potrà già a partire dal prossimo anno.
Per questo la Corbelli ha esortato gli enti istituzionali presenti a far sì che ciò sia realizzabile attraverso proposte e progetti concreti. Che però sino ad oggi stentano ad arrivare.
(leggi tutti gli articoli sul progetto Verde Amico https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)