L’incarico del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli, è in scadenza. Ad esser precisi, l’incarico dello scorso anno è scaduto appena tre giorni fa, il 7 luglio. Ma ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3 comma 1 del D.L.293/94, il commissario continuerà ad adempiere al proprio mandato in regime di prorogatio, per altri 45 giorni. Che scadranno il prossimo 21 agosto.
Bisogna sottolineare però che già negli anni scorsi, l’incarico affidatole con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2014, è sempre stato rinnovato con appositco DPCM nel mese di agosto (ad esempio l’anno scorso venne firmato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, il 9 agosto (così avvenne nel 2018, mentre nel 2017 la firma arrivò il 6 luglio e fu apposta dalla Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi).
Con a corredo una lettera del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nella quale veniva sottolineato il valore del modello innovativo messo in campo per la bonifica di Taranto, e che “l’incarico è necessario per proseguire, senza soluzione di continuità, così da affrontare la problematica dell’inquinamento diffuso con un approccio di sistema, partendo dalle cause, valutandone gli effetti ed intervenendo sugli stessi”. “Il commissario Corbelli”, proseguiva il Ministro Costa nella sua missiva, “ha predisposto un percorso volto a costruire ed attuare un programma di misure a medio e lungo termine finalizzato alla bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’intera area di Taranto, da attuarsi con i fondi all’uopo individuati e destinati alla contabilità speciale intestata al commissario stesso”.
Dunque non sarebbe affatto una novità o un’anomalia il rinnovo dell’incarico nelle prossime settimane.
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Come abbiamo più volte riportato in questi anni però, il Commissario Vera Corbelli non è mai entrato nelle grazie della Regione Puglia sin dal suo arrivo nel 2014 (nell’ultimo anno del secondo mandato di Nichi Vendola). Contrasti che si sono acuiti sotto la gestione Emiliano, che insieme alla dirigente Barbara Valenzano (dal 2012 custode giudiziario degli impianti dell’area a caldo del siderurgico di Taranto e dal 2016 alla guida del Dipartimento ) ha più volte criticato la gestione Corbelli, accusandola in particolar modo di spendere poco e con grande lentezza le risorse messe a disposizione dalla Regione per lo svoglimento del suo incarico nel campo delle bonifiche del SIN di Taranto e Statte. Oltre ad averla più volte pubblicamente ‘rimproverata‘ di non mettere costantemente al corrente l’ente regionale delle sue iniziative. Proprio in quanto gestore di decine di milioni di euro di provenienza regionale.
In realtà il commissario Corbelli, come ha sempre avuto modo di documentare, ha sempre interloquito con tutte le istituzioni (dal ministero dell’Ambiente alla Regione Puglia sino ad arrivare al Comune di Taranto che in alcune occasioni ha seguito, ingenuamente, la Regione nelle sue critiche) attraverso documenti e comunicazioni ufficiali, come il suo ruolo prevede.
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A tutto questo negli ultimi mesi si è aggiunta la pressione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il senatore tarantino Mario Turco, che da quando ha acquisito lo scorso marzo la delega per la gestione del CIS Taranto, non ha mancato anch’egli di criticare a più riprese la presunta ‘lentezza‘ dell’operatività del commissario Corbelli.
Certamente il sottosegretario Turco ha impresso ai lavori del CIS una velocità importante, con continue riunioni ed incontri, per rimettere in marcia una megamacchina burocratica e ultra milionaria, che dalla primavera del 2018 era rimasta pressoché ferma.
In realtà, nella legge annunciata dallo stesso Turco lo scorso dicembre e poi di fatto rimasta nel cassetto, chiamata ‘Cantiere Taranto’, era stato introdotto un cambio al ruolo del commissario straordinario. Al capo III (Misure urgenti per la tutela della salute e dell’ambiente), l’articolo 10 (Introduzione del SIN di Taranto e Statte) prevedeva che entro 30 giorni dall’entrate in vigore della legge, su proposta del ministro dell’Ambiente, sarebbe stato nominato un Commissario per la bonifica che sarebbe rimasto in carica per ben 4 anni, a differenza dell’incarico annuale istituito dal decreto legge del 7 agosto 2012.
Come abbiamo più volte riportato inoltre, da tempo ci sarebbe l’intenzione di ridurre drasticamente le attuali 15 stazioni appaltanti del CIS Taranto, per snellire le procedure burocratiche, riducendole a due: da una parte resterebbero gli interventi finanziati dallo Stato sotto la gesitone di Invitalia, mentre tutti gli interventi da realizzare con fondi regionali ed europei, resterebbero in capo ad ASSET, l’Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio che dal gennaio 2018 sostituisce l’Arem (Agenzia Regionale per la Mobilità della Regione Puglia).
Un’idea di per sè condivisibile. Ma che non si comprende perché ciò dovrebbe vedere la rimozione del commissario Corbelli, che in questi sei anni ha dimostrato di saper gestire con grande serietà e competenza un incarico complesso e farraginoso, che comporta grandissime responsabilità per il presente e il futuro del territorio ionico. Come dimostrano le tante attestazioni di stima ricevuti nel corso degli anni. E i tanti protocolli d’intesa sottoscritti negli ultimi anni.
Certamente il lavoro del commissario si è ulteriormente allungato e complicato, anche a causa di situazioni difficili e incancrenite nei decenni passati, oltre ai soliti ricorsi al Tar dopo ogni gara bandita per appaltare determinati lavori. E la nostra speranza è che il tutto si possa velocizzare sempre più.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/29/il-mondo-scientifico-difende-la-corbelli-dalla-politica2/)
Sia chiaro, qui nessuno regala niente a nessuno. E la nostra indipendenza di giudizio e di analisi è fuori discussione. Ma ciò non toglie che apparirebbe francamente paradossale privare un territorio come questo, che a parole tutti vogliono migliorare, cambiare, riconvertire, di un tecnico esperto come la Corbelli, che nel corso degli anni si è fatta apprezzare a tutte le latitudini e da tutti gli attori presenti sul nostro territorio. E che ad oggi, a meno di future smentite dovute al corso di eventi al momento non immaginabili o ipotizzabili, non risulta inserita o coinvolta in nessun conflitto di interessi o giochi di potere e di palazzo.
Con il concreto rischio però di esserne, fin troppo consapevolmente, vittima.
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