Il Tribunale di Taranto ha concesso ad Ilva in Amministrazione Straordinaria, una nuova proroga della facoltà d’uso dell’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto, a seguito dell’istanza presentata dagli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci per conto di Ilva in As. Il provvedimento è firmato dal giudice Patrizia Todisco, seconda sezione penale del Tribunale, e segue il parere favorevole espresso lo scorso 21 luglio dal pm Daniela Putignano.

L’istanza presentata dai legali di Ilva in AS, aveva come motivazione della nuova proroga l’impossibilità “per cause di forza maggiore oggettivamente insuperabili, pacificamente riconducibili agli effetti della pandemia da Covid 19”, di adempiere alla tempistica prevista dal tribunale del Riesame lo scorso 7 gennaio per l’attuazione delle prescrizioni previste per mettere in sicurezza l’altoforno 2.

Nella sentenza del Riesame, si dettavano anche i tempi dei lavori previsti presso l’area in questione: “A decorrere dalla data di deposito della presente ordinanza 6 settimane per l’adozione dei cosiddetti dispositivi attivi a decorrere dalla data del 19 novembre 2019; 9 mesi per l’attivazione del caricatore automatico della massa appare nella Mat; 10 mesi per l’attivazione del campionatore automatico della ghisa; 14 mesi per l’attivazione del caricatore delle aste della Maf e sostituzione della Maf“.

Ovviamente anche in questo caso la proroga della facoltà d’uso è “condizionata all’adempimento della residua e ultima prescrizione”. 

Questi i nuovi tempi previsti dal provvedimento del gip Todisco: per i sistemi per il caricamento della massa a tappare, si passa dal 24 agosto prossimo al 28 ottobre; per le nuove macchine a forare, equipaggiate con sistemi per il caricamento automatico, dal 18 gennaio 2021 al 6 marzo 2021; mentre per i sistemi di campionamento automatico della ghisa dal 25 settembre al 20 novembre.

(rileggi le motivazioni del Riesame dello scorso gennaio https://www.corriereditaranto.it/2020/01/07/ex-ilva-le-motivazioni-del-riesame-sulla-facolta-duso-di-afo-2/)

Ricordiamo infatti che l’impianto fu teatro dell’incidente mortale che costò la vita al giovane operaio Alessandro Morricella nel giugno 2015. L’impianto fu sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso, poi ottenuta tramite apposito decreto da parte del governo Renzi nel settembre dello stesso anno, che prevedeva l’attuazione di diverse prescrizioni per mettere in sicurezza l’impianto. Prescrizioni che però Ilva in AS ha sempre ritenuto, in parte, impraticabili.

Poi il pm Antonella De Luca il 3 luglio 2019 firmò l’ordinanza di spegnimento dell’impianto, dopo che il gup Carriere il 27 giugno 2019 aveva respinto l’istanza di dissequestro presentata il 27 gennaio 2019 dai commissari straordinari. Che presentarono una nuova istanza di proroga di facoltà d’uso dell’impianto sempre a luglio dello scorso anno, al giudice monocratico Maccagnano (titolare del dibattimento sull’incidente mortale del 2015). L’istanza fu però respinta, con ricorso al Riesame dei Commissari che ottennero la possibilità di effettuare i lavori sino al 13 dicembre 2019. Tempi, 90 giorni effettivi, ritenuti però troppo stringenti da Ilva in AS, che presentò una nuova istanza nel mese di novembre nella quale chiedeva una nuova proroga di 14 mesi per effettuare tutti i lavori previsti.

A quel punto il giudice Maccagnano chiese una super perizia al custode giudiziario degli impianti dell’area a caldo del siderurgico (a tutt’oggi posti ancora sotto squestro dal luglio 2012), l’ing. Barbara Valenzano, per valutare la congruità delle richieste della struttura commissariale. Il documento redatto dalla Valenzano e consegnato ai primi del mese di dicembrenon convinse il giudice Maccagnano il quale, nonostante l’ok della Procura alla richiesta dei Commissari straordinari, emise un ordine di esecuzione con il quale intimava allo stesso custode di avviare lo spegnimento dell’impianto.

Pochi giorni dopo arrivò l’ennesimo ricorso al Riesame della struttura commissariale, che il 7 gennaio scorso accolse le richieste dei legali di Ilva in AS.

Adesso si spera che questa nuova proroga sarà sufficiente per effettuare i lavori tanto attesi.

(leggi tutti gli articoli sulla vicenda dell’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/?s=riesame+afo+2&submit=Go)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *