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Come riportato nell’articolo di ieri sul progetto ‘Tempa Rossa‘, l’Eni sul territorio nazionale ha iniziato un lungo processo di riconversione e trasformazione delle proprie attività, che prevede di uscire dalla raffinazione tradizionale entro i prossimi 10-15 anni.

In questo contesto rientra il progetto sperimentale CPO Demo” e un ruolo centrale lo potrebbe avere il metanolo potenziale carburante del futuro, presentato lo scorso anno. 

La Commissione Tecnica per la verifica d’impatto ambientale VIA-VAS del ministero dell’Ambiente, ha ritenuto di non dover assoggettare alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) il progetto “CPO Demo” da realizzare nell’ambito della Raffineria Eni di Taranto

La decisione è avvenuta a seguito della presentazione del Piano di Monitoraggio Ambientale da parte della società del cane a sei zampe, che deve garantire la gestione e la mitigazione di eventuali impatti ambientali non previsti inizialmente dal progetto.

Quello in questione è un progetto presentato dall’Eni lo scorso anno e rientra nel piano di riconversione produttiva che la società sta studiando da tempo per le raffinerie presenti in Italia. Eni sta infatti valutando tre impianti di gassificazione di CSS (combustibile solido secondario) e plasmix a Venezia, a Livorno e a Taranto.

In particolar modo a Taranto è in corso una preliminare valutazione di un impianto di gassificazione per la produzione di idrogeno per la Raffineria e syngas. Che è proprio il progetto di cui parliamo nell’articolo.

(leggi tutti gli articoli sull’Eni https://www.corriereditaranto.it/?s=raffineria+eni&submit=Go)

Il progetto dimostrativo: dove sarà realizzato ed in cosa consiste

Lo Studio Preliminare Ambientale è stato realizzato dalla Golder Associates S.r.l. (Golder) su incarico della società Eni S.p.A. Refining and Marketing.

La realizzazione del nuovo impianto dimostrativo CPO Demo all’interno della Raffineria di Taranto, avverrà all’interno dell’Unità 9400, che costituisce parte integrante dell’impianto dimostrativo esistente denominato EST (ed in particolare, nell’area dell’ex impianto Idrogeno con tecnologia Steam Reforming, previo smantellamento del forno di reazione e dell’annessa caldaia; questo permetterà, altresì, di recuperare e riutilizzare apparecchiature esistenti riducendo i tempi della dimostrazione industriale). Il nuovo assetto Demo CPO avrà un funzionamento di 4300 ore, non necessariamente continuative in un anno solare, e sarà esercito per un massimo di 2 anni, con fattore di utilizzo del 49%. 

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, “l’assetto emissivo attualmente autorizzato per la Raffineria (con decreto di riesame AIA 2018 – Decreto MATTM n. 92 del 14/03/2018) non subirà modifiche significative in quanto il nuovo impianto dimostrativo sarà caratterizzato da emissioni molto limitate che consentiranno il rispetto dei limiti fissati dall’AIA vigente”. 

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La tecnologia CPO può essere sfruttata per la produzione di metanolo in ambito upstream da gas associato o da riserve di gas marginale (gas stranded) per le quali, ad oggi, non esiste un mercato ed un riutilizzo potenziale. Per questo è stato avviato un progetto per la verifica della potenzialità dell’applicazione del CPO per la produzione di metanolo da gas naturale.

L’utilizzo di metanolo per la produzione di alternative fuel’ in miscela con benzina, in binomio con motori ottimizzati con adattamenti minori per l’utilizzo di questi fuels, dovrebbe consentire la riduzione di emissioni di CO2 e di altri inquinanti, in particolare del particolato fine, e determinerebbe, pertanto, vantaggi in termini ambientali. 

I vantaggi offerti dalla tecnologia CPO nella filiera di produzione del metanolo sono alla base della decisione di procedere verso la dimostrazione industriale: la dimostrazione della tecnologia CPO permetterà, in futuro, l’utilizzo industriale della tecnologia. 

(Nella foto l’ubicazione dell’area di Progetto all’interno della Raffineria. Fonte: Google Earth Pro)

Finalità e caratteristiche generali del Progetto 

Il progetto CPO Demo riguarda l’ingegnerizzazione, l’approvvigionamento dei materiali, l’installazione, la messa in marcia e l’esercizio di un impianto per la dimostrazione industriale, presso la Raffineria di Taranto, della Tecnologia SCT (Short Contact Time) – CPO (Catalytic Partial Oxidation) (di seguito Tecnologia CPO) sviluppata fino a scala pilota da Eni R&D.

La tecnologia CPO permette la produzione di syngas a partire come detto da gas naturale. Il syngas è il prodotto intermedio per la produzione di metanolo, considerato un vettore energetico a minore impronta di carbonio rispetto ai combustibili tradizionali. 

E’ chiaro quindi che qualora la dimostrazione della tecnologia CPO andasse a buon fine, risulterebbe strategica per Eni nell’ambito dell’obiettivo aziendale di decarbonizzazione dei processi di produzione dell’energia. 

Il progetto CPO Demo rientra tra le iniziative svolte nell’ambito del Programma R&D “Energy Transition” di Eni. Una linea del Programma è dedicata allo sviluppo di nuove metodologie per l’utilizzo economico e sostenibile del gas naturale. Trasformare il metano, principale componente del gas naturale, in un vettore energetico liquido, favorendo così anche il trasporto e lo stoccaggio, è funzionale a questo obiettivo. 

Uno dei vettori energetici liquidi ottenibili dal metano, il più interessante e versatile, è il metanolo, la cui produzione annuale supera i 70 milioni di tonnellate (rif. Basis of Design – CPO Demo). Le applicazioni del metanolo nell’industria chimica ed energetica sono al centro delle ricerche del programma R&D “Energy Transition” di Eni, che ha l’obiettivo di studiare nuove tecnologie che possano veicolare ad un impiego sempre più massiccio di energie rinnovabili. 

Il metanolo è liquido e quindi facilmente trasportabile, è utilizzato nel settore energetico, per esempio per la produzione di MTBE (aggiunto alla benzina) e per la produzione di biodiesel (aggiunto al diesel) ma è anche utilizzato tal quale per produrre fuels costituiti da miscele benzina/metanolo (principalmente in Cina) che si possono considerarealternative fuels’.

Quest’ultima applicazione, secondo le previsioni dell’Eni, ha un potenziale che potrebbe permettere l’espansione del metanolo, e quindi del gas naturale, nel settore energetico.

Inoltre, il CPO potrebbe poi essere applicato anche nella produzione di idrogeno o syngas anche in altri settori industriali, come nel settore downstream per la produzione di idrogeno (quando la scala richiesta supera indicativamente i 120-140 kNm3/h), o nel settore chimico per la produzione di ammoniaca.

Per l’Eni dunque, come ribadito dalla società durante l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria di Eni SpA del 13 maggio 2020, rispondendo alle domande ricevute tramite la Fondazione Finanza Etica, “lo scopo di questo impianto dimostrativo non è quello di produrre “chemicals”, ma dimostrare l’efficienza del reattore che trasforma metano in gas di sintesi, da cui estrarre idrogeno. La futura applicazione industriale della tecnologia CPO consentirà di produrre idrogeno e/o metanolo, due vettori energetici particolarmente utili per decarbonizzare il settore trasporti, in modo più efficiente”.

La produzione di metanolo da gas naturale avviene in due step principali:  trasformazione del gas in ‘syngas’ (miscela di idrogeno e monossido di carbonio) intermedio di reazione;  conversione del ‘syngas’ in metanolo. 

Sintesi degli impatti attesi del progetto sulle componenti ambientali presenti nello Studio di Impatto Ambientale:

COMPONENTE AMBIENTALE ALTERAZIONE POTENZIALE FASE DI CANTIERE FASE DI ESERCIZIO
ATMOSFERA Alterazione della qualità dell’aria TRASCURABILE TRASCURABILE
SUOLO E SOTTOSUOLO Modificazioni dell’ uso del suolo NULLO NULLO
Alterazione delle caratteristiche morfologiche NULLO NULLO
Alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche NULLO NULLO
AMBIENTE IDRICO SUPERFICIALE Alterazione del deflusso NULLO NULLO
Alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche NULLO NULLO
AMBIENTE IDRICO SOTTERRANEO Alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche TRASCURABILE NULLO
FLORA, FAUNA ECOSISTEMI Alterazione degli indici di qualità della fauna e della vegetazione NULLO NULLO
CLIMA ACUSTICO E VIBRAZIONALE Alterazioni del clima acustico e vibrazionale TRASCURABILE TRASCURABILE
PAESAGGIO, BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI Alterazione della qualità del paesaggio NULLO TRASCURABILE/NULLO
RADIAZIONI IONIZZANTI E NON Alterazione dei valori di radioattività e campi elettromagnetici NULLO NULLO
SALUTE PUBBLICA E SISTEMA ANTOPICO Alterazione della salute pubblica e con le dinamiche antropiche ed attività economiche NULLO NULLO

“In conclusione, sulla base delle informazioni reperite e riportate nel presente Studio Preliminare Ambientale, tenuto conto del contesto territoriale-ambientale-urbanistico nel quale si colloca il progetto, analizzati gli impatti ambientali indotti dal progetto esaminato nelle fasi di realizzazione ed esercizio, alla luce degli interventi di mitigazione e delle procedure adottate per la salvaguardia della qualità ambientale e della sicurezza, è possibile ragionevolmente ritenere che gli interventi in progetto non determineranno effetti significativi per l’ambiente e per l’uomo“.

Certamente però, come abbiamo già ribadito ieri, su quanto avviene all’interno della raffineria Eni (ed all’esterno con le emissioni odorigene che sembrano essere finalmente diminuite negli anni), bisognerà tenere gli occhi ben aperti: sia sulla sua eventuale e molto probabile riconversione (che potrebbre riguardare anche il siderurgico ex Ilva), sia sulla possibilità che si trasformi in un semplice sito di stoccaggio.

Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

Una risposta

  1. Ma tutto lo schifo è realizzato a Taranto ,ma che vergogna ,siete fortunati che i tarantini dormono e potere sguazzare come volete ,la puzza che esce da quella fabbrica è impressionante ,semmai ritorneranno i treni è facile capire quando si è in prossimità della stazione di Taranto ,dalla puzza nauseabonda di quella maledetta raffineria ,che come al solito da lavoro ai brindisini che se la profumano verso la nostra città .

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