Sono scaduti oggi i 45 giorni di regime in prorogatio del mandato del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli. Che dalla mezzanotte di oggi non ricoprirà più ufficialmente il ruolo ottenuto nel 2014.

Da Roma infatti, tutto continua a tacere. Nessuna notizia, nessuna telefonata, nessun commento. Un silenzio che parla da solo. Come tutta la gestione politica di questa vicenda.

Né la presidenza del Consiglio dei Ministri, né la struttura del ministero dell’Ambiente hanno mai risposto ai solleciti che la struttura commissariale ha inviato dal 7 luglio scorso (data della scadenza del mandato), nei quali venivano chieste informazioni sul da farsi. Un taglio netto dunque nei rapporti istituzonali che di fatto era un messaggio sin troppo chiaro su quale fosse la decisione politica in merito al futuro del commmissario.

Come il lettore attento ricorderà, sia lo scorso 10 luglio che l’11 agosto abbiamo lanciato l’allarme su quel che stava per accadere. Ma come sempre siamo rimasti inascoltati.

(leggi tutti gli articoli sulla Corbelli https://www.corriereditaranto.it/?s=corbelli&submit=Go)

E da oggi ci sono anche le prime conseguenze del mancato rinnovo nel ruolo di commissario di Vera Corbelli: tutti i RUP (per ogni procedura di affidamento di un appalto o di una concessione, le stazioni appaltanti, con atto formale del Dirigente responsabile dell’Unità Organizzativa, individuano un RUP per le fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione) si sono dimessi.

Ed allo stesso tempo tutti i cantieri attualmente in corso sono stati sospesi, in quanto non essendoci più un Commissario per le bonifiche la stazione appaltante non può più operare.

Queste le prime conseguenze di una scelta che ad oggi appare totalmente incomprensibile.

Come abbiamo scritto ieri (la notizia è stata poi ripresa da tantissimi media), ci sarebbe anche già il nome del possibile sostituto: si tratta dell’ex prefetto di Roma Paola Basilone.

Probabilmente da lunedì, quando riapriranno gli uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri ne sapremo di più. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)

2 Responses

  1. Il titolo mi lascia perplesso: i RUP non possono dimettersi!
    La funzione di RUP è in incarico affidato nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente.
    Il RUP non può rifiutare l’incarico, e tantomeno dimettersi.
    Eventualmente può chiedere di essere sollevato dall’incarico, oppure puó dichiarare di non sentirsi in grado di svolgerlo.
    Ma chi decide è sempre il dirigente a capo del servizio.

  2. Nel 2020 dopo anni di lavoro quasi in ombra, a meno di un primo lotto della bonifica da marine litter dai fondali del mar piccolo e dell’intervento al sito Cemerad, finalmente il treno delle bonifiche dell’area di Taranto sembra partisse, per esempio con la rimozione del Mercato Ittico Gallegiante, la bonifica del cimitero di San Brunone, con il completamento del primo lotto della bonifica dai marine litter nel mar piccolo; in cifre solo mercato ittico, cimitero e marine litter movimenterebbero nel 2020 e metá 2021 oltre 11 milioni di € e, cosa non da poco e direi singolare, appaltati a ditte locali.
    Domandiamoci, quindi, se la politica che vuole la Corbelli rimossa dal suo incarico é al servizio dei territori o se invece é il contrario …. aimé i fatti dicono che é proprio il contrario, a meno che qualcuno non riesca a scovare un minimo di logica in questa azione dissennata. Un ex prefetto, almeno per le voci che circolano, al posto di una stimata mente a servizio della scienza e dell’approccio pragmatico volto alla soluzione di problematiche ambientali complesse; una gestione tecnica da affidare ad un carrozzone politicizzato come la Regione in luogo di un staff di tecnici ed amministrativi collaudato e sul pezzo da anni ….. la logica e l’interesse pubblico soggiogati allo strapotere della colpevole miopia dei nostri politici locali, da tempo scomparsi dalle stanze che contano ed occupati a coltivare il loro piccolo orticello quando fuori al recinto tutto brucia. Il conto lo pagherá la comunitá tarantina, per l’ennesima volta messa in ultimo piano grazie alla colpevole ignoranza e al populismo dilagante che fa di slogan e giudizzi sommari e superficiali, da parte di figure poco competenti a tutti i livelli della gerarchia di governo, terreno fertile per una involuzione ancora più drammatica del nostro territorio. Che mortificazione!!!

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