Carlo Tamburi, amministratore delegato e presidente di Enel Italia, nel corso di un’audizione sull’individuazione delle priorita’ nell’utilizzo del Recovery Fund presso la Commissione Bilancio della Camera, ha reso noto le azioni dell’azienda per raggiungere il nuovo obiettivo europeo del Green New Deal di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030, che comporterà per l’Italia il dotarsi di 30.000 MW in piu’ di rinnovabili in esercizio.

(leggi il nostro articolo di ieri https://www.corriereditaranto.it/2020/09/07/mega-parco-eolico-dellenel-in-provincia-di-taranto/)

Sia la capacita’ di eolico che di fotovoltaico devono “raddoppiare” per Tamburi. Il Paese, ha spiegato quindi il manager, deve imprimere un'”accelerazione sulle rinnovabili” e “favorire quanto piu’ possibile il riutilizzo edgli impianti esistenti in un’ottica di economia circolare“. In particolare per l’eolico in 10 anni la produzione di energia da pale eoliche sarà aumentata di 10.000 megawat. 

Inoltre, Enel prevede di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025: “Enel punta a chiudere i suoi quattro impianti a carbone sul territorio italiano entro il 2025. Per garantire la sostenibilità del sistema elettrico il carbone sarà sostituito con un mix di energie rinnovabili e gas” ha dichiarato Tamburi.

Enel ha già ottenuto l’autorizzazione per chiudere la centrale a carbone Brindisi 2 che, ha confermato l’amministratore delegato, “sarà chiuso il primo di gennaio 2021“. La società partecipata dal Ministero dell’Economia ha anche chiesto al Ministero per lo Sviluppo Economico l’autorizzazione per poter chiudere le centrali di Fusina e La Spezia e questo, se arriveranno in tempo le autorizzazioni, “avverrà all’inizio del 2021”. La quarta centrale che sarà chiusa e per la quale è stata chiesta l’autorizzazione è quella di Civitavecchia.

“Quindi – ha detto Tamburi – se arriveranno le autorizzazioni l’obiettivo potrebbe essere non solo rispettato ma forse anche anticipato“.

Infine, il progetto definito “molto importante” sarà quello di fornire energia da idrogeno “all’acciaieria di Taranto realizzando la decarbonizzazione dell’ex Ilva nel quadro della complessa riconversione voluta dal Governo” ha concluso Tamburi senza però fornire altri dettagli. 

One Response

  1. Magari. Speriamo che poi non intervenga nessun pseudoambientalista dicendo che il gas non serve e che l’eolico da fastidio agli uccelli orbi

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