Proseguono le prove di esercizio a Tempa Rossa, presso la località di Corleto Perticara in Basilicata, con una produzione media di greggio intorno ai 45.000 barili al giorno, per traguardare la messa in esercizio definitiva prevista entro l’11 dicembre. Così come prosegue l’adempimento dei necessari passaggi autorizzativi presso le autorità competenti.
In particolar modo, come informa la multinazionale Total “si sta procedendo alla condivisione con ARPAB dei risultati di calibrazione degli elementi del Sistema di Monitoraggio Emissioni in modalità continua installati all’interno dei camini delle apparecchiature del centro olio, che si aggiungono alle centraline di monitoraggio esterne al centro olio in funzione da ormai oltre due anni”.
Il tutto sotto lo sguardo attento e fin troppo preccoupato delle popolazioni locali, a causa dei vari eventi emissivi ed origini di questi mesi (e degli anni scorsi), nonostante i monitoraggi non abbiamo mai mostrato picchi oltre i limiti previsti dalla legge. Ma tra ‘inquinamento‘ visivo e quello sotterraneo (leggi acque di falda e terreni), i timori sono tutt’altro che sopiti.
Nonostante gli accordi tra la Regione Basilicata e i comuni per i prossimi in tema di compensazioni ambientali e investimenti sul territorio (ultimamente oltre alla clinica d’impianto che ha sottoposto a test antigenici lavoratori diretti e dell’appalto, in tema di Covid-19, la Total ha attivato in collaborazione col Comune di Corleto Perticara le strutture e le risorse necessarie al fine di mettere a disposizione dei cittadini un sistema ricettivo dotato di assistenza infermieristica per le persone che risultassero positive ai test, e quindi da sottoporre a isolamento anche rispetto al proprio nucleo familiare. Si è inoltre organizzata, su richiesta del Comune stesso, una specifica campagna di screening eseguita dal personale infermieristico della clinica del centro olio, per verificare l’eventuale presenza del virus in soggetti venuti a contatto con casi positivi rilevati nel territorio comunale).
Così come proseguono i lavori di adeguamento della raffineria Eni di Taranto (leggi allungamento pontile petroli) che sta già ricevendo il greggio estratto, per poi stoccarlo e caricarlo sulle petroliere che lo trasporteranno in altre raffinerie italiane per le operazioni di raffinazione. In attesa di vedere anche qui gli effetti di questo progetto non solo dal punto di vista ambientale, ma soprattutto dal punto di vista economico: che sappiamo già ampiamente saranno minime.
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