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L’ex Favetta beffa il Taranto (1-1)

Un solo errore difensivo (palla non spazzata come si deve dall’area di rigore al minuto 95) in un match tatticamente perfetto condanna il Taranto ad un pareggio che prima dell’incontro avrebbe volentieri sottoscritto ma che, a vedere l’andamento successivo del, match gli sta abbastanza stretto.

Mister Laterza ha centrato bene l’argomento tattico del giorno cambiando il modulo legato alla gara vittoriosa con il Brindisi dal 4-2-3-1 al 4-3-3 più equilibrato e partecipativo messo in campo con il Casarano. In realtà è anche l’emergenza punte che lo costringe alla modifica tattica (fuori la punta Serafino per noie muscolari, ancora in panchina l’altro attaccante di ruolo Stracqualursi). Il centrocampo a tre – con i muscoli di Diaby e Matute ( due piovre accalappia palloni) e l’intelligenza tattica di Marsili – rappresenta una diga quasi insormontabile a copertura delle difesa mentre i tre davanti, le ali Falcone e Guaita (bravi entrambi nella doppia fase) e il falso attaccante centrale Santarpia, tengono impegnata la difesa salentina.

Fatto sta che il Taranto probabilmente sciorina la migliore prestazione stagionale pur essendo in emergenza offensiva.

Dall’altra parte del campo il Casarano fa una figura modesta nonostante la girandola di punte, mezze punte e centrocampisti offensivi che promettono tanto e mantengono poco.

PRIMO TEMPO

Nonostante il campo pesante, a causa della pioggia, le due squadre danno vita ad un match oltre che agonisticamente intenso, anche effervescente dal punto di vista delle emozioni, specie nei primi venti minuti.

Apre le danze il Casarano al minuto 4 con punizione ai limiti dell’area di Sansone con la sfera che termina di poco a lato. Al minuto 9 sugli sviluppi di un calcio d’angolo è il Taranto a sfiorare il vantaggio con un tiro dal dischetto del rigore del difensore Caldore che però termina di un soffio fuori. Ribatte appena un minuto dopo la squadra di casa con Rodriguez che al volo di sinistro che trova la ribattuta prodigiosa del portiere del Taranto, Sposito che al minuto 17 viene nuovamente impegnato da un tiro cross del terzino Pagliai. Dopo questa fase movimentata la partita ristagna un tantino per trovare una fiammata nei minuti finali. Al 44’ il Casarano è pericoloso con un tiro da fuori area di Giacomarro. Al minuto 48 improvvisamente il Taranto passa in vantaggio con un colpo di testa nell’area piccola di Guaita, imbeccato dalla sinistra da un cross di Falcone.

SECONDO TEMPO

Il Casarano prova a spingere ed a costringere il Taranto nella propria metà campo ma la squadra di Laterza tiene bene botta, rischia poco e riparte pericolosamente in contropiede. L’unico pericolo di tutta la frazione di gioco arriva al minuto 51’ quando El Ouzni si ritrova tutto solo davanti a Sposito ma gli tira la sfera tra le gambe. D’ora innanzi il Taranto non rischierà più nulla, nonostante il Casarano sfrutti la sua panchina lunga. Anzi è la squadra di Laterza a rendersi pericoloso più volte ed a sfiorare il raddoppio:  al 68’ con un tiro di Guaita, al 73’ con un colpo di testa di Caldore, al 78’ con un tiro di Mastromonaco che si stampa all’incrocio dei pali ed 79’ con un’azione personale di Diaby che tira in bocca al portiere di casa. Allo scadere dei cinque minuti di recupero finali il Casarano trova un fortunoso pareggio. Un cross in area rossoblù viene ribattuto male per ben due volte dai difensori del Taranto, la palla arriva all’ex Favetta che stoppa, tira e trova il pareggio insperato, non esultando in segno di rispetto della sua ex squadra.

CONSIDERAZIONI FINALI

Fa decisamente male subire il pari a partita quasi terminata. Una sola leggerezza punisce oltremodo un Taranto solido, gagliardo, agonisticamente sul pezzo al quale – lo ripetiamo per l’ennesima volta – manca almeno una punta in grado di far alzare la squadra ma soprattutto di capitalizzare il lavoro di avvicinamento all’area di rigore avversaria.

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