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Ex Ilva, i sindacati: ridotto personale antincendio

Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno richiesto un incontro urgente in quanto, anche in relazione al numero di Vigili del Fuoco aziendali previsti dalla procedura di gestione del servizio antincendio, hanno riscontratoun utilizzo improprio della cassa integrazione.

“Infatti, l’organizzazione del servizio antincendio prevede un organico suddiviso in quattro squadre su tre turni che devono garantire il pronto intervento con un minimo di 8 unità per ogni turno di lavoro – affermano Fim, Fiom e Uilm -. Tuttavia, in data 5 febbraio il reparto ha comunicato ai lavoratori, senza una preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, l’aumento del numero dei vigili del fuoco aziendali in cassa integrazione che passa da 2 a 4 unitа giornaliere. Inoltre, segnaliamo che tale riduzione del personale avviene in contemporanea alla ripartenza di due impianti ad alto rischio di incidente rilevante come AFO/2 e ACC/1 e riteniamo inammissibile che venga sguarnito un presidio importante come il corpo dei vigili del fuoco aziendale”.

Pertanto,Fim, Fiom e Uilm ritengono “inaccettabile l’utilizzo dello strumento della cassa integrazione, con causale COVID 19, se la stessa viene utilizzata per avere un beneficio in termini di costo del lavoro a favore dell’azienda. La sicurezza e la prevenzione non può essere considerata un costo, soprattutto in uno stabilimento siderurgico ad alto rischio di incidente rilevante“.

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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