Nel santuario della Madonna della Salute, in piazzetta Monteoliveto (Città vecchia), da venerdì 19 a domenica 21 febbraio si terrà il tradizionale triduo votivo e penitenziale all’Immacolata, in ricordo della sua proclamazione a patrona della città per averla salvata dalle conseguenze del terremoto del 20 febbraio 1743. L’ininterrotta tradizione viene mantenuta viva dalla confraternita dell’Immacolata, assieme alla parrocchia della basilica cattedrale, con forme e modalità ogni volta differenti. Quest’anno le funzioni si svolgeranno in maniera ridotta a causa dell’emergenza sanitaria, che renderà necessario l’ingresso in chiesa contingentato.
Venerdì 19 alle ore 18.30 sarà celebrata la santa messa, seguirà la Via Crucis animata dalla confraternita; sabato 20, alle ore 18.30 santa messa con la partecipazione delle coppie di fidanzati che si preparano al matrimonio; domenica 21 alle ore 11.30 celebrazione eucaristica con la preghiera al Crocifisso.
Secondo le cronache dell’epoca il terremoto del 1743 provocò gravi danni nel Salento e in Calabria. Ma la nostra città non ebbe danni nonostante le terribili scosse. Così il sindaco Scipione Marrese istituì un triduo di penitenza da tenere ogni febbraio. Il 12 febbraio del 1943, 200° anniversario del terremoto, l’arcivescovo Bernardi fece eleggere l’Immacolata patrona principale della città assieme a San Cataldo, poichè la città, durante la guerra, nonostante fosse uno dei più importanti obiettivi militari, non subì grandi perdite di vite umane tra la popolazione
Normalmente il simulacro dell’Immacolata si venera nella chiesa di San Michele, agli inizi di via Duomo, caratterizzata da interni di rara bellezza per la ricchezza delle decorazioni e dei rivestimenti in marmo. Nel 1943 l’arcivescovo Bernardi vi fece murare una lapide in ricordo della proclamazione dell’Immacolata a patrona di Taranto e compose una bella preghiera da recitarsi nel triduo votivo di febbraio.
La chiesa da qualche anno è chiusa per lavori edili a cura del Sovrano Ordine di Malta che, però, procedono molto a rilento.