“Le lavoratrici degli asili di Taranto, come tante lavoratrici e lavoratori in tanti altre città stanno lottando per porre fine alla precarietà permanente, ai miseri lavori e bassissimi salari, per chiedere alle Istituzioni locali e al governo l’internalizzazione dei servizi pubblici essenziali, lì dove il lavoro appaltato è permanente, strutturale, necessario all’attività generale di quei servizi, e per questo stanno facendo una campagna nazionale per unirsi in questa giusta rivendicazione dei diritti in un settore in cui a lavorare sono soprattutto le donne, e ora, il governo Draghi con il nuovo codice degli appalti, voluto fortemente dai padroni e da Salvini, taglia le gambe a questa battaglia, per liberalizzare tutto, favorire solo le aziende togliendo ogni laccio alle aziende e non solo continuare ma peggiorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”. E’ quanto afferma Vincenza Cavaliere RSA asili per lo SLAI COBAS per il sindacato di classe – Taranto.

“Il nuovo codice degli appalti, anche recupeerando norme che erano state cancellate, almeno formalmente, e rendendo legale la illegalità dei padroni, prevede: Via libera agli appalti al massimo ribasso – dove il massimo può arrivare addirittura al 99/100% di offerta al ribasso (come per esempio è avvenuto a Taranto nell’appalto per le pulizie/ausiliariato negli asili – stoppato solo con la pronta lotta delle lavoratrici Slai cobas sc) – le cui conseguenze sono evidentemente e immediatamente scaricate sui lavoratori, con peggioramenti delle condizioni di lavoro per cui si chiede tanto e si danno miserie, attacco ai diritti normali contrattuali; ma anche con taglio dei costi sui materiali, scadenti e a volte pericolosi, attrezzature inesistenti, tutte cose che ancora ricadono sui lavoratori in termini di effetti sulla salute, maggiore fatica nel lavoro; il ritorno senza vincoli del subappalto, che nell’edilizia, nella logistica, ma anche nei servizi, turismo, spesso vuol dire una miriade di ditte, cooperative in cui i lavoratori sono divisi con la conseguenza sul fronte della lotta di avere meno forza, e sono sempre a rischio di perdere il posto di lavoro, nei passaggi di appalto, ma soprattutto il nuovo codice degli appalti porterà ad un taglio dei costi per la sicurezza, quindi più infortuni e più morti operaie, in un palleggio di responsabilità tra appaltatore e subappaltatore;  la “Semplificazione”, che vuol dire liberalizzazioni delle procedure, più facilità per le ditte più ammanigliate di avere gli appalti senza pre-verifiche effettive, ma soprattutto “liberalizzazione” dei controlli prima e durante” denunciano dallo Slai Cobas.

“Ma le lavoratrici devono andare avanti nella battaglia per l’internalizzazione” conclucono dal sindacato di classe che ha convocato per il prossimo 1 giugno un’assemblea nella propria sede sindacale (in via Andronico 47 a Taranto alle ore 17).

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *