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Era prevedibile, l’annuncio è dell’ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli. Lo scrive, in un lungo articolo, Fabio Tamburini sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, nel quale c’è una dettagliata intervista alla manager del gruppo siderurgico italiano.
Diversi gli spunti che si possono trarre dall’articolo del quotidiano confindustriale. Ovvio, non potendo giustamente riportarlo in modo integrale, vi riproponiamo alcuni passaggi.
Intanto, la soddisfazione della Morselli che sottolinea come l’ex Ilva, dopo 10 anni, sia di nuovo in utile e altrettanta soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato che, nei giorni scorsi, ha stoppato la sentenza del Tar favorevole invece all’ordinanza del sindaco di Taranto Melucci sulla chiusura degli impianti a caldo dello stabilimento. Perché, chiede Tamburini? “Il testo del provvedimento, che permette all’ex Ilva di proseguire le attività, è il riconoscimento del piano ambientale realizzato. Dà atto che abbiamo fatto le scelte giuste, che gli investimenti di adeguamento degli impianti agli standard ambientali più rigorosi sono stati finora eseguiti correttamente, il che conferma che stiamo seguendo la strada ecologica per il rilancio del gruppo. Grazie a questa sentenza possiamo approvare il bilancio 2020. Prima non sapevamo neppure se ci sarebbe stata continuità aziendale”.
Da qui la domanda sulle prospettive del gruppo: “Il mercato è favorevole e l’azienda lavora molto. Tuttavia fino all’agosto 2023 dobbiamo rispettare dei vincoli ambientali che impediscono di accelerare ancora di più la produzione”. Giusto chiedere poi sulla cassa integrazione che, purtroppo, in qualche modo domina la scena occupazionale con i conflitti conseguenti: “Finché durano i limiti imposti alla produzione per vincoli ambientali e manutenzioni obbligatorie, la cassa integrazione dovrà essere mantenuta per poi terminare a piano ambientale concluso quando la produzione potrà risalire. II contratto tra ArcelorMittal e Invitalia è molto chiaro al riguardo, e io lo sto rispettando alla virgola, compresa la parte che riguarda gli esuberi temporanei. Chiunque la bloccherà senza valide alternative se ne assumerà la responsabilità, anche di un inadempimento contrattuale”.

Poi, scorrendo il testo dell’intervista, ecco giungere allo scontro tra il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha negato, per decreto, la proroga dei termini per alcuni interventi ambientali, prevista per il 30 giugno e il gruppo. La risposta della Morselli: “In tempo di Covid e con i provvedimenti di proroga generalizzata relativi non ci sembra una decisione giusta. Per questo ieri mattina abbiamo fatto ricorso al Tar del Lazio”.

Un passaggio è dedicato anche ai fondi comunitari: l’Unione europea, chiede Il Sole 24 Ore, ha rivisto il Pnrr dell’Italia escludendo che i fondi europei possano finanziare per l’ex Ilva l’uso del gas, dicendo invece che le misure messe in campo devono sostenere la produzione di idrogeno elettrico da energia rinnovabile. Come ne uscirete? “Le do una anticipazione: gli impianti dell’ex Ilva sono in grado di produrre già da ora anche idrogeno, utilizzabile nella produzione di acciaio tramite ciclo integrale. In tempi brevi ci saranno novità sull’utilizzo dell’idrogeno in linea di produzione. Sarà un esempio virtuoso di economia circolare altamente sostenibile”.

Poi si parla dell’altoforno 5, il più grande d’Europa, spento dal 2015. A che punto è il cantiere? “Siamo nella fase della progettazione. Servono due anni e mezzo, tre, in coerenza con il piano di rilancio”.

Infine, la conclusione sui rapporti con il governo, i rappresentanti di Invitalia, la città di Taranto, i fornitori che sono difficili: “Al di là delle dichiarazioni pubbliche, spesso bellicose, i rapporti sono basati sul rispetto reciproco, perché tutti si rendono conto dei grandi progressi realizzati in questi due anni. Il problema vero comunque è che l’ex Ilva rimane una grande azienda e, come tale, un grande centro di potere. Ogni anno, tra entrate e uscite, vengono gestiti 10 miliardi di flussi di cassa. Questi sono la posta vera in palio, che fa gola a tanti. L’ambiente non c’entra nulla“.

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