“La Terra è come una mamma: non si è mai visto che un bambino avveleni sua madre”.

Disarmante. Efficace. Semplice. Una frase, per spiegare la Vita. Poche parole, per riassumere decenni di filosofia ambientalista.

Nulla di male. Niente da eccepire. Se non per l’età della persona che l’ha pensata: 13 anni. E un sacco di idee chiare. Sul presente, ma soprattutto sul futuro. Quello di tutti.

Potito Ruggiero è un attivista foggiano diventato famoso nel settembre 2019, durante uno degli appuntamenti del Global Strike for Future, la manifestazione giovanile mondiale nata su impulso della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Potito si ritrovò da solo a manifestare per la difesa dell’ambiente nella piazza del suo Comune di Stornarella. Per esprimere la sua preoccupazione sulle condizioni del pianeta e, in particolare, per il riscaldamento globale rimanendo per ben 3 ore seduto davanti alla finestra del Sindaco della piccola località con un cartello che riportava la frase “I keep an eye on you”, “Vi tengo d’occhio”.

Una promessa all’odor di minaccia, ma da allora, Potito, ne ha fatta di strada.

Cominciando dalla visibilità conquistata sulle pagine di molti quotidiani locali e nazionali, per proseguire con un apprezzatissimo intervento al TedX e con un incontro con l’allora Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Tutti appuntamenti nei quali ha dimostrato grinta e capacità dialettica invidiabili.

Sensibilizzare, usare l’impegno quotidiano nell’obiettivo di salvaguardare il pianeta cominciando dai piccoli, ma fondamentali gesti quotidiani. Un impegno nel quale il giovane attivista ha incentrato anche il suo esame di terza media che ha sostenuto portando una tesina dal titolo “Il cibo come cambiamento”, un elaborato che comprende una parte importante della sua lotta pacifica per la difesa dell’ambiente.

Un impegno che va avanti nonostante alcune prese in giro e battutine. Ma tutto ciò che scoraggia un “normale” tredicenne rafforza Potito che continua il suo impegno concreto eliminando il più possibile la plastica, raccogliendo i rifiuti lasciati in giro, incentivando l’uso dei mezzi pubblici.
Non sappiamo se la sua tesina sia stata la base sulla quale ha preso vita “Vi teniamo d’occhio. Il futuro sostenibile spiegato bene”, il libro scritto con Federico Taddia e pubblicato da Baldini&Castoldi, oppure il contrario.

Nel libro, scritto con la consulenza scientifica di Elisa Palazzi, si intavola una discussione generazionale, tra il nuovo e il vecchio, il futuro e il passato, tra Potito e Taddia. E ciò che viene fuori e un manifesto di buone pratiche da rispettare per preservare l’ambiente.

L’obiettivo è unire ragazzi e adulti insieme in una battaglia per la sostenibilità che ora appare forse come un’utopia, ma che domani con l’impegno di tutti potrebbe rivelarsi la carta vincente per tornare sulla retta via. Un percorso lungo, ma una possibilità c’è, a condizione però che il paradigma della sostenibilità esca “dai canoni dell’alternativa, dell’opzione, della soluzione di ripiego per diventare condizione essenziale e imprescindibile del pensare, del progettare e dell’agire”.

Qualcuno – scrive Potito – buttando le carte per terra mi grida: “Dai su, adesso pulisci, datti da fare”. Onestamente mi fanno sentire un pò solo, ma mi rafforzano: se credi in quello che fai, tutto diventa più facile. E quello che faccio, lo faccio anche per loro: prima o poi lo capiranno.

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