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Ex Cementir, l’obiettivo è ‘salvare’ i lavoratori

Il prossimo appuntamento è a Roma, presso la sede del ministero del Lavoro, il prossimo 3 settembre. Sarà la tappa decisiva per conoscere il futuro dei 51 lavoratori (8 impiegati, 10 intermedi e 33 operai) del sito Cemitaly di Taranto, ovvero l’ex Cementir. Dopo che l’Italcementi (società italiana che dal 2016 è stata acquisita dai tedeschi HeidelbergCement Group) lo scorso luglio ha comunicato ai sindacati di categoria FILCA Cisl, FILLEA Cgil e FENEAL Uil, Regione Puglia e Confindustria Taranto, l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo. A seguito dell’annuncio, arrivato lo scorso giugno, di aver messo sul mercato lo storico cementificio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/20/ex-cementir-italcementi-attiva-licenziamento-collettivo/)

Il 3 settembre si cercherà di ottenere, ma non sembrano esserci dubbi in merito, altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, visto che gli ammortizzatori sociali di questa stessa procedura scadono il prossimo 15 settembre. Il tutto dopo che le richieste di incontro più volte inoltrate dai sindacati alla task force regionale per l’occupazione sono rimaste senza risposta.

E’ quanto si è discusso nell’incontro di ieri tra i sindacati di categoria, i rappresentanti dell’aizienda nella sede di Confindustria Taranto. Dove è stato abbozzato anche un pre-accordo di piano sociale di accompagnamento per i 51 lavoratori. Intesa che però andrà limata nei dettagli e ratificata nero su bianco, soltanto dopo aver firmato l’accordo ministeriale sui 12 mesi di cigs.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Cementir https://www.corriereditaranto.it/?s=cementir&submit=Go)

Come abbiamo modo di scrivere a lungo nel corso della vertenza iniziata nel lontano 2013, la vicenda ex Cementir è anche una questione ambientale, come si può leggere nell’articolo qui sotto. Cessando l’attività per legge decadrà anche l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ottenuta dall’azienda dalla Provincia di Taranto. Che rilascerà all’azienda una serie di prescrizioni per la messa in sicurezza del sito. Stante il piano di bonifica attualmente ancora in corso d’opera.

(leggi l’articolo sull’aggiornamento della bonifica della falda https://www.corriereditaranto.it/2021/06/16/italcementi-vende-ex-cementir-il-futuro-un-deserto/)

Infine, registriamo ancora una volta il silenzio assordante (se non per rarissime eccezioni) delle istituzioni locali, provinciali e regionali sulla vertenza. Così come della società civile e della cittadinanza così detta ‘impegnata’. Lo abbiamo detto più volte: la vicenda Cementir è un piccolo esempio, un piccolo laboratorio, che ci parla di di crisi di politica industriale, di crisi sociale, crisi di alternative economiche reali e realistiche.

Per questo torniamo a chiederci e a chiedere ancora una volta: almeno adesso, la politica da sempre silente su questa vicenda, troverà finalmente il coraggio di interessarsi di una vertenza da anni lasciata nell’oblio? Avrà il coraggio di guardare in faccia la realtà della nostra provincia, che ci descrive una realtà lavorativa sempre più drammatica e di un sistema economico che lentamente si sta sfaldando anno dopo anno, in una crisi che pare irreversibile? Avrà le competenze per proporre ed individuare soluzioni alternative che non siano il ricorso agli ammortizzatori sociali per chissà ancora quanti anni di qui a venire? Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sulla Cemitaly https://www.corriereditaranto.it/page/2/?s=cemitaly&submit=Go)

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