| --° Taranto

Quest’autunno quanti nuovi bambini o adolescenti marceranno, salteranno, correranno, lanceranno, sull’onda emotiva degli splendidi risultati ottenuti dall’atletica leggera alle Olimpiadi di Tokyo? Noi temiamo non abbastanza, soprattutto dalle nostre parti, vista l’atavica carenza di impianti adatti ad ospitare la disciplina olimpica per eccellenza. Il calo di attenzione verso gli sport diversi dal calcio poi è sistematico. Di campioni che spuntano dal nulla ogni quattro anni e che – dopo un paio di giorni di gloria nazionale – nel nulla tornano sino all’Olimpiade successiva ce ne sono stati tanti.

Ma questa volta deve essere diverso. Antonella Palmisano, medaglia d’oro nei 20 km di marcia, cresciuta nella Polisportiva Don Milani di Mottola, spera che tanti ragazzi, dopo averla ammirata alle Olimpiadi, vogliano imitarla.

“Grazie all’exploit della Palmisano, abbiamo già avuto numerose richieste di informazioni su come si praticano questi sport. Ma per la marcia è più semplice visto che si può praticare per strada.” – dichiara il presidente del comitato provinciale Fidal , Luciano Ciussi.

Sicuramente le medaglie conquistate nell’atletica leggera, pensiamo ad esempio a quanto possano essere attrattivi i nostri velocisti, faranno avvicinare molti più ragazzi a queste discipline ma il problema fondamentale a Taranto e provincia è dove ospitarli? Noi ci contiamo, ci speriamo, ma dalle nostre parti l’offerta di impianti è carente: il campo scuola – ora Stadio di Atletica – è in fase di ristrutturazione e dovrebbe essere pronto entro fine anno. Diciamo che tra inaugurazione ed omologazione si arriverà agli inizi del 2022.  In questo momento le società di Taranto si allenano o a Grottaglie – dove tra l’altro la pista di atletica è in pessime condizioni ed anche qui la locale amministrazione comunale ha previsto dei lavori di rifacimento – o a Statte, la cui pista è in ottime condizioni ma dove non si possono effettuare i lanci. Per il mezzofondo abbiamo Laterza ma anche qui la pista non è ideale. E quindi siamo costretti ad emigrare e ad organizzare i nostri campionati provinciali a Lecce perché non disponiamo di un impianto che ci consenta di far disputare le gare con un programma completo. Altre strutture non omologabili per vari motivi ci sono a Carosino, Martina Franca o Faggiano”.

La prossima settimana arriveranno i primi 25 miliardi del tanto atteso Recovery Plan e ci sarà qualcosa anche per lo sport. Trecento milioni saranno impiegati, di qui al 2026, per costruire nuovi impianti sportivi e palestre nelle scuole, mentre altri settecento milioni serviranno per ammodernare le strutture sportive e i parchi cittadini e ad aumentare la disponibilità di spazi per praticare attività sportiva, con attenzione particolare alle aree svantaggiate e alle periferie urbane. L’obiettivo dello Stato è quello di “favorire la socializzazione e l’inclusione, valori fondanti dello sport”.

“Ed infatti l’obiettivo del mio mandato, da poco cominciato, sarà oltre ad insistere nelle nostre attività promozionale a favore del movimento di base,  quello di stimolare tutte le amministrazioni comunali a usufruire di finanziamenti per mettere mano ai loro impianti ed aumentare l’offerta di piste per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alle nostre discipline sportive” – sottolinea il presidente Ciussi – “Noi come Comitato possiamo fare tutte le attività promozionali che vogliamo ma poi questi giovani del movimento di base dove li facciamo allenare, come li tratteniamo?  Se sei una promessa di livello nazionale, vieni costretto dalla situazione logistica a tesserarti con altre società per gareggiare a determinati livelli ( è il caso dei due astisti tarantini Francesca e Luca Semeraro che si allenano a Foggia e sono tesserati per rispettivamente per un club di Locorotondo e uno di Cisternino, ndc).

Insomma è molto probabile che l’effetto Olimpiadi possa svanire a causa dell’assenza di offerta di impianti sportivi.

“Bisogna sfruttare questa onda emotiva ma temo che non si farà a tempo. A gennaio nessuno si ricorderà più dell’atletica leggera ed i ragazzi continueranno ad appassionarsi al calcio inseguendo il loro sogno accompagnato anche da una prospettiva economica diversa. Parliamoci chiaro: alla base di sport come l’atletica leggera ci sono passione e sacrificio che non vengono ricompensate che da qualche medaglia e qualche titolo sui giornali”.

Una risposta

  1. Taranto dorme su tutto ,non c’è praticamente nulla dai trasporti allo sport ,c’è solo Marina ,inquinamento e monnezza ,quella la possiamo vendere chi è interessato . Però stanno seminando il cambiamento … ma vaf.. che ridere ..a proposito serve anche una piscina alla nostra campionessa …. che va a Matera …

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