Le chiavi della Prisma Taranto quest’anno sono affidate nelle mani del palleggiatore Marco Falaschi, toscano (di Pisa) come un altro Marco palleggiatore che ha lasciato un bellissimo ricordo in riva allo Jonio, Nuti da Pontedera (rossoblù dal 2006 al 2008).
Falaschi conosce bene la Puglia (quattro stagioni a Castellana Grotte) e tutto il suo calore ed entusiasmo, tangibili anche nell’incontro avuto ieri al PalaMazzola con tutti i dirigenti del club, gli sponsor e gli amministratori locali.
“Ho avuto una impressione positiva. Si vede che c’è tanto entusiasmo derivante dalla promozione in SuperLega. È giusto che sia così. È chiaro che adesso si tratta di un’altra storia. Bisogna cercare di cambiare un attimo mentalità perché il prossimo sarà un torneo totalmente diverso da quello dell’anno scorso e ci sarà da soffrire” – afferma senza tanti giri di parole il neo-palleggiatore rossoblù – “Il nostro obiettivo è certamente la permanenza in SuperLega, però, come ha detto giustamente il presidente Bongiovanni, dobbiamo cercare di rompere le scatole in tutti i campi e su questo sono pienamente concorde”.
Che tipo di campionato sarà quello di SuperLega? Ci dai un rapido feedback riguardo i roster?
La differenza tra A/2 e SuperLega è nella velocità in cui viaggia la palla e nello strapotere fisico di tanti giocatori che spesso va oltre la tecnica. Questo è giusto evidenziarlo subito. Nel nostro campionato militano tantissimi campioni, forse i migliori del mondo e le Olimpiadi, appena concluse, lo testimoniano.
Troveremo le solite tre/quattro squadre che potenzialmente sono un gradino, anzi due gradini, sopra tutte le altre e mi riferisco a Modena, Perugia e Civitanova, con un attimino dietro Piacenza. Pretendenti alle posizioni di vertice e credo che ciò sia abbastanza pronosticabile. Poi ci sarà un altro gruppetto di squadre come Milano, Monza, Trento, Vibo Valentia e Verona che lotteranno per un posto nei play-off. Infine tutte le altre, compreso Taranto, che cercheranno di salvarsi.
Con due retrocessioni il prossimo sarà uno dei campionati più duri degli ultimi anni…
Decisamente sì. Ci dobbiamo mettere in testa di dover cercare di raccattare punti sempre e dovunque. Certo i verdetti alla fine ce li darà il campo. Per esempio l’anno scorso Cisterna aveva un’ottima squadra a livello di roster, tutti la inserivano come possibile outsider e poi ha fatto un campionato al di sotto delle aspettative. Ciò dimostra che è importante trovare la giusta alchimia di squadra. Da qui bisogna partire.
Tornerai, dopo un paio di stagioni, ad essere protagonista da titolare in SuperLega. Una grossa responsabilità per te…
Il palleggiatore è il ruolo che implica maggiori responsabilità ed io adoro averne. La scorsa stagione alla Lube avevo un altro tipo di ruolo, adesso si rientra a pieno regime nello stare in campo e spero di dare alla squadra quell’esperienza in più che può servire.
A proposito del tuo ruolo nella scorsa stagione. Davanti a te avevi un certo De Cecco. Ci parli di questo grande talento del palleggio?
Anzitutto è un bravissimo ragazzo, dall’enorme talento. Non a caso è stato premiato come miglior palleggiatore dell’Olimpiade. Fa delle cose inimmaginabili ed incredibili con quelle mani e poi ha quel particolare istinto che lo rende imprevedibile nelle giocate. La passata stagione a Civitanova è stato bravo a tenere in mano una squadra non facile da gestire mentre ancor più bravo è stato a Tokyo a trascinare al bronzo una squadra, non di primo livello, come l’Argentina.
Parliamo del ritorno del pubblico sugli spalti in tempi in cui purtroppo non c’è nulla di certo. Si parla, per i palazzetti,della presenza del 35% della capienza. Vi basterà?
Sinceramente spero che si possa arrivare ad avere qualcosa di più. Magari riuscire a metter dentro al palazzetto almeno il 50% degli spettatori previsti, utilizzando questo benedetto green pass. Forse il Governo vuole andarci cauto ma cominciare con la metà della capienza sarebbe un bel passo in avanti. Parliamoci chiaro: c’è bisogno del pubblico sugli spalti non solo per noi giocatori dal punto di vista dell’incitamento ma soprattutto per i club che necessitano di questa importante fonte di entrata economica.
*credit foto Vanni Caputo