Suggestive, oniriche, ipnotiche come le musiche che l’accompagnano. Sono le 3D Waves che hanno avvolto il Castello Aragonese in queste serate del Medimex. Tanti i tarantini che si sono lasciati letteralmente “rapire” da questo flusso di immagini e musica che ha rappresentato certamente uno dei momenti cult dell’International Festival & Music Conference.
L’opera video 3D è il primo video mapping dedicato all’epoca d’oro del pop/rock che ha amalgamano i suoni oscuri e decadenti del Gothic per arrivare ai colori sgargianti della New wave ( https://www.youtube.com/watch?v=AEVolqwRWqk, courtesy of Made in Taranto).
La “nuova ondata” passò da Taranto tra il 1982 ed il 1987, con gli indimenticabili concerti ospitati dal Tursport di San Vito (in ordine cronologico Bauhaus, New Order, Simple Minds, Ultravox, Cult, Sound, Siuxsie & the Banshees, Style Council) e rivive tra le “onde” che lambiscono il Castello Aragonese.
L’opera tridimensionale è di Hermes Mangialardo – video mapping a cura di Valentina Iacovelli produzione di CONTEMPO, produzioni per l’Arte e la Cultura Contemporanea.
L’approccio che l’Artista ha voluto sottolineare è uno sguardo più attento verso quelli che sono stati gli stilemi estetici delle band, approfondendo i “testi” delle canzoni scelte (ad esempio Bauhaus e Siouxie) dalla direzione artistica del Medimex e i forti elementi di contrasto musicale e stilistico.
Ogni sera tra le 20 e le 23 si è ha avuta una proiezione diversa, un racconto tridimensionale del dialogo tra il periodo storico della New Wave e Castello Aragonese di Taranto.
“Taranto, Città dei festival” è stato lo slogan coniato dall’amministrazione comunale per questa estate densa di appuntamenti per tutti i gusti o quasi… E fa strano che la “bella stagione” abbia accomunato, in quel triangolo sonoro costituito dalla Rotonda del Lungomare, dalla Villa Peripato e dal Castello Aragonese, generi musicali così diversi tra loro come quelli proposti da Gigi D’Alessio e Max Pezzali, piuttosto che da Achille Lauro e Gaia sino a terminare con la New Wave inglese o gli show case pop/rock allo Spazioporto.
*credit foto Franzi Baroni

