Nell’anno della pandemia, in Puglia, la raccolta differenziata di carta e cartone è cresciuta. Di poco, siamo al 2,3 per cento, ma è cresciuta. Lo dice il rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta in Italia diffuso da Comieco, un consorzio nazionale di recupero e riciclo. Nel 2020 nel tacco dello stivale sono state complessivamente raccolte e riciclate poco oltre le 203 mila tonnellate di carta
Un dato non trascurabile se si pensa che è arrivato “nonostante le restrizioni derivanti dall’emergenza sanitaria e la conseguente riduzione a livello nazionale della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata di carta e cartone cresce in tutto il Sud Italia e in Puglia sono state raccolte 4474 tonnellate di carta e cartone in più rispetto al 2019” dice Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco. E si può migliorare. In termini quantitativi e qualitativi.
“Ci sono ancora ampi margini di crescita: ogni pugliese ha differenziato e avviato a riciclo 49,7 chili di carta e cartone, un risultato superiore alla media del Sud (43,2 chili per abitante) ma ancora inferiore rispetto a quella nazionale pari a 57,2 chili per abitante. Si possono e si devono aumentare i volumi raccolti ma non bisogna trascurare la qualità dei conferimenti che deve essere ulteriormente migliorata ed è fondamentale a garanzia del buon riciclo”.
Riciclare fa bene all’ambiente, ma anche alle casse comunali. Nel 2020, ad esempio, in Puglia Comieco ha gestito direttamente 161 mila tonnellate – quasi 2 mila in più rispetto al 2019 –, equivalenti al 79,6 per cento della raccolta differenziata di carta e cartone, un valore che si è tradotto in un riconoscimento ai Comuni in convenzione di oltre 10 milioni di euro.
Riciclare conviene. In tutto il Paese. A livello nazionale, nel 2020 la raccolta differenziata di carta e cartone ha complessivamente “tenuto” con quasi 3,5 milioni di tonnellate raccolte. In un contesto generale in cui i rifiuti si sono ridotti del 3 per cento, si legge nel rapporto, e le raccolte differenziate complessive sono calate del 2,5 per cento, quella di carta e cartone è diminuita di poco, solo dello 0,6 per cento.
Spostando l’attenzione sulla qualità dei conferimenti dei cittadini, il 2020 sembra aver consolidato il cambio di passo iniziato nel 2019: per il secondo anno consecutivo, il dato medio (2,29 per cento) di presenza di elementi estranei rientra nei parametri stabiliti per la prima fascia qualità. La raccolta presso le attività commerciali si conferma di eccellente livello, confermando l’Italia, come fosse una gara, ai primi posti in Europa per i volumi di carta e cartone avviati a riciclo.
E in effetti una “gara” potrebbe diventare, magari per raccogliere tutto quello che non finisce nelle mani accorte dei riciclatori, professionisti e non. Se infatti, da un lato sembra che stiamo diventando campioni di riciclo, dall’altro lo smaltimento illegale dei rifiuti è diventata una delle principali attività delle ecomafie – lo dice Coldiretti Puglia – dove secondo i dati dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, lo smaltimento illegale dei rifiuti rappresenta il 28,7 per cento delle infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti sul totale nazionale. Negli ultimi 20 anni in Puglia sono stati abbandonati, interrati o bruciati rifiuti di ogni genere.
Un fatto che merita attenzione. Una possibile soluzione (semiseria) potrebbe essere il Plogging parola di origine svedese che fonde plocka upp (che significa raccogliere, ripulire) e jogging (corsa). In Italia proprio agli inizi di Ottobre si è svolto il primo campionato mondiale. Si tratta di una disciplina che unisce lo sport, alla pulizia dell’ambiente. La tecnica è semplice (si fa per dire). Durante la corsa si raccolgono i rifiuti inquinanti che si trovano sulla propria strada, abbandonati in natura. Tutto ciò che solitamente non possiamo fare a meno di non notare quando facciamo una passeggiata o una corsa.
Lanciato in Svezia, dove ad occhio e croce non dovrebbero avere problemi simili, il Plogging si è poi diffuso in tutto il mondo e adesso, attraverso un campionato mondiale, è arrivata anche in Italia.
Quest’anno la prima edizione del Campionato del Mondo di Plogging si è svolta sulle Alpi torinesi, nel territorio dei sette Comuni della Val Pellice. Gli atleti hanno rimosso dall’ambiente dopo 8 ore di competizione 795 chili totali di inquinanti di ogni tipo.
Roberto Cavallo, organizzatore ed ecorunner ha riconosciuto come sia “importante aver trovato nel connubio tra ambiente e sport un mezzo di comunicazione vincente, abbiamo bisogno di correre per salvare noi stessi dai danni che abbiamo provocato, abbiamo bisogno di allenarci duramente per cambiare abitudini, se vogliamo che i nostri figli vivano in un pianeta bello come lo abbiamo conosciuto noi e la corsa, soprattutto quella in montagna, rappresenta una straordinaria metafora”.
Lo prendiamo sulla parola, permettendoci di dire che un’edizione estiva, magari “marina” del Campionato, non sarebbe affatto male.
