Questa mattina si è svolta l’assemblea Regionale degli RLS sulla salute e sicurezza sul lavoro, alla presenza, tra gli altri, del Direttore Regionale dell’INAIL Puglia, a cui ha partecipato anche una delegazione della Fiom Ilva di Taranto.
“Nel nostro intervento abbiamo esposto le difficoltà che attraversa il siderurgico in questa fase interlocutoria su vari fronti – si legge in una nota del sindacato dei metalmeccanici della Cgil di Taranto -. L’azienda anziché affrontare le tante questioni legate alla sicurezza, alla salute e all’ambiente, scarica impropriamente le sue responsabilità sui lavoratori attraverso licenziamenti pretestuosi in concomitanza di eventi incidentali”.
“È da tempo ormai – e non ci stanchiamo di ripeterlo – che una parte consistente di manutenzioni è affidata non più ai lavoratori sociali con una formazione ed una esperienza oramai ventennale, collocati in cassa integrazione. L’azienda, invece, le affida a ditte di appalto, spesso con contratti multiservizi, che si avvalgono molto spesso di manodopera con contratti a termine ed in possesso di una formazione minima orientata alla sicurezza, spesso non sufficiente ad affrontare scenari complessi come quello del sito siderurgico tarantino” proseguono dalla Fiom.
“La sicurezza sul lavoro e gli infortuni, tanto mortali quanto invalidanti, sono strettamente connessi col tema delle pensioni (circa il 25% degli infortuni mortali riguarda lavoratori con più di 60 anni d’età) e della precarietà contrattuale, che non consente di rivendicare condizioni di sicurezza sufficienti. Infine, il problema dell’amianto è ancora rilevante ed irrisolto, nonostante le molte segnalazioni fatte dal sindacato; abbiamo posto ancora una volta il tema, chiedendo che venga risolto una volta per tutte” concludono dalla Fiom Ilva Taranto.
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