E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 275 del 27 ottobre 2021 pubblicata oggi, la Delibera del 27 luglio scorso del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – Assegnazione risorse per interventi connessi all’emergenza COVID-19 e finanziamento per il recupero aree a verde nell’ambito del contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto”.
Nel testo pubblicato oggi viene ricordata la nota del Vice Capo di Gabinetto del Ministro per il sud e la coesione territoriale del 27 luglio 2021, concernente la proposta di finanziamento in favore della Regione Puglia per il “Progetto di recupero aree a verde e relitti stradali in area urbana“, nell’ambito del CIS per l’area di Taranto, per un importo complessivo di 6 milioni di euro, a valere sulle risorse residue della programmazione FSC 2014-2020 alle Regioni del Mezzogiorno.
La ripartizione temporale dell’assegnazione finanziaria dei fondi sarà di 3,5 milioni per il 2021 e 2,5 per il 2022. Mentre le modalità attuative e di monitoraggio saranno definite nell’ambito del CIS per l’area di Taranto.
Come si ricorderà, proprio nella riunione del Cis Taranto dello scorso 14 luglio, il Comune di Taranto presentò un nuovo progetto di durata biennale, denominato “Recupero delle aree a verde e dei relitti stradali” del valore di 6 milioni di euro, chiarendo chechiarito che il progetto ha una durata di 36 mesi, ma la parte finanziaria coprirebbe solo 24 mesi. Il progetto prevede la rivalorizzazione delle aree verdi esistenti sull’intero territorio comunale, attraverso la raccolta di materiale antropico, la manutenzione ordinaria e straordinaria, e il ripristino e la realizzazione di aree a verde attrezzato. Nel progetto saranno impiegati i 130 lavoratori che dovrebbero ‘traslocare’ da Infrataras (oggi Kyma Servizi) a Kyma Ambiente (l’ex Amiu) società partecipate del comune inserire all’interno della neonata holding Kyma (che ingloba anche Kyma Trasporti ovvero l’ex Amat).
Adesso però, come segnalato più volte su queste colonne così come dai Cobas del Lavoro Privato, bisognerà correre con le procedure burocratiche e l’impegno di spesa e la registrazione da parte della Regione Puglia, per dare piena esecutività al progetto. Non fosse altro perché per i lavoratori è di fatto terminata la Naspi (4-5 mesi a non più di 4-500 euro mensili a lavoratore): per alcuni ad agosto, altri a settembre e gli ultimi ad ottobre, ripartita lo scorso febbraio al termine dei primi due anni del progetto (cofinanziato da risorse messe a disposizione dall’ex Commissario per le bonifiche ambientali Vera Corbelli anche in contrasto con il ministero dell’Ambiente). Staremo a vedere.
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