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Mitilicoltura, è polemica tra FAI Cisl, FLAI Cgil e UILA Pesca e il Comune di Taranto. I motivi risiedono, secondo le sigle, nella diversa impostazione del tavolo sul comparto convocato per ieri, apparsa più politica che di “monitoraggio e discussione”.
“Nella ricerca del confronto e del pieno esercizio del ruolo di rappresentanza le organizzazioni sindacali FAI, FLAI e UILA manifestano all’indomani della riunione istituita dal Comune di Taranto il 29/11/2021 forti riserve e perplessità in quanto il tavolo era stato previsto come strumento di monitoraggio e discussione di temi specifici denunciati nell’incontro avuto con le scriventi il 2/10/2021”, affermano i sindacati.
“In tale riunione erano state evidenziate le preoccupazioni da parte degli operatori in riferimento alle problematiche legate ai programmi di bonifica del Mar Piccolo per i temi riconducibili al Comune incassando un impegno di sensibilizzazione da parte del Sindaco verso le istituzioni competenti su una definizione della situazione – sostengono FLAI, FAI E UILA -. Erano state richieste informazioni sulla emanazione del Piano delle coste ed infine, per dare sostegno ai mitilicoltori, era stato richiesto uno snellimento degli iter burocratici per le concessioni di specchi d’acqua in Mar Grande ottenendo dalla Amministrazione una sostanziale disponibilità alla discussione e alla risoluzione delle esigenze esposte”.

Poi, dicono ancora, “era stato inoltre prospettato un percorso condiviso, con le parti sociali, mirato ad ottimizzare il dialogo tra l’Amministrazione e i lavoratori. Si è dovuti assistere invece ad una situazione insolita dove una riunione tecnica operativa è diventata uno strumento politico. Il tavolo convocato prospettava una discussione su questioni diverse legate alla difficoltà di alcuni operatori in difficoltà che non riescono a regolarizzare le proprie situazioni, esigenza legittima ma che non aveva nulla a che fare con il resto. La mitilicoltura e la marineria in generale vive una fase di forte crisi e tale situazione alimenta i vari dibattiti che si sviluppano in ambienti politici ed istituzionali dove i lavoratori non hanno la possibilità di esprimere i propri disagi. Da qui il movimento creato dalle scriventi mirato al coinvolgimento progressivo di associazioni e istituzioni, funzionale alla discussione di problemi specifici e a più livelli con il preciso intento di ricondurre le singole istanze in percorsi ed interlocutori appropriati”.
“Diventa pericoloso, oltre che improduttivo per i lavoratori, l’istituzione di un tavolo dove convergono istanze diverse ed alcune volte in antitesi tra loro e dove i temi scaturenti il tavolo stesso vengono diluiti in una discussione più ampia che ne determinano l’inefficacia – insistono -. Occorre segnalare inoltre che è stata prodotta una comunicazione preventiva al Comune nella quale veniva precisata la posizione delle scriventi in riferimento alla convocazione ricevuta. Le oo.ss. Ribadiscono la piena disponibilità a partecipare a tavoli che siano coerenti con gli impegni presi e portino a percorsi condivisi finalizzati alla risoluzione delle problematiche dei lavoratori. Il senso di responsabilità delle scriventi nei confronti dei lavoratori impone ora la rivendicazione, nei confronti del Comune, degli impegni assunti e degli strumenti concordati per il monitoraggio e la discussione degli stessi”.

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