“Il clima surreale, venutosi a creare all’interno dello stabilimento, non è più sostenibile e riteniamo inutile un confronto con l’azienda qualora venisse accertato il mancato pagamento delle ore di straordinario per i lavoratori a cui è stato chiesto di dare continuità lavorativa per il riavvio degli altiforni“. E’ quanto chiedono in una nota congiunta indirizzata all’azienda Acciaieria d’Italia, i coordinatori di fabbrica di Fiom e Uilm Taranto.
“Infatti, nei giorni in cui vi era una palese difficoltà nella ripartenza di Afo/4 e Afo/1 è stato chiesto, attraverso un ordine di servizio, l’intervento di alcune figure professionali per consentire la ripartenza dei suddetti impianti – si legge in una nota congiunta -. Tuttavia, in caso di mancato pagamento delle ore di straordinario, saremo intransigenti e intolleranti nei confronti di Arcelor Mittal e avvieremo un’immediata denuncia all’Ispettorato Territoriale del Lavoro affinché la retribuzione spettante e indebitamente sottratta venga riconosciuta ai lavoratori. Nel contempo, proclamiamo lo stato di agitazione per tutto lo stabilimento invitando i lavoratori a non dare disponibilità in caso di richiesta di straordinario nelle giornate di riposo e/o festive e di avvisare le RSU di qualsiasi richiesta di straordinario che non sia il mancato cambio. Tale scelta scaturisce da altri episodi accaduti e con cui l’azienda continua a sopprimere i diritti dei lavoratori senza fornire motivazioni valide” annunciano Fiom e uilm.
“Un atteggiamento simile mostra la spregiudicatezza dell’attuale management aziendale nei confronti degli stessi lavoratori che garantiscono le attività lavorative e la continuità produttiva – denunciano i due coordinatori di fabbrica -. Inoltre, il governo continua a rimanere in assoluto silenzio e nel frattempo insieme all’AD Morselli dialoga per il futuro ambientale e industriale del sito produttivo di Taranto. La domanda che da tempo ci facciamo è: un’azienda che colloca in cassa integrazione migliaia di lavoratori, che non paga i lavoratori dell’appalto ed oggi arriva a non pagare le ore di straordinario può continuare a gestire uno stabilimento ritenuto strategico per il Paese?”.
“Noi crediamo che non sia assolutamente credibile ed è una delle ragioni per la quale il 10 novembre saremo a Roma per chiedere al governo un cambio radicale rispetto all’attuale gestione della fabbrica e di garantire un futuro sostenibile per le acciaierie di Taranto” concludono Fiom e Uilm Taranto.
(leggi gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)