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Sabbi formato SuperLega. Battuta e muro da rivedere

Sulla carta poteva essere una partita senza storia per Taranto contro una delle più forti compagini della SuperLega, che in panchina ha praticamente una seconda squadra in grado tranquillamente di giocarsela almeno per la salvezza (Travica, Ter Horst, Plotnytsky, Ricci, tanto per fare qualche nome). Eppure la Prisma Volley, forse, se fosse arrivato a questo match con una settimana di allenamenti alle spalle (domenica scorsa ha giocato a Monza, lunedì è stata in viaggio) avrebbe potuto strappare un puntino ad un Perugia che ha giocato con sufficienza, conscio che in qualsiasi momento, ed è accaduto così, gli sarebbero bastati due-tre break con i suoi fuoriclasse (Leon su tutti) per avere la meglio dell’avversario.

E’ stato un match spezzettato dai troppi errori (18 in battuta e ben 14 in attacco per Taranto, addirittura 22 errori al servizio e 3 in attacco per Perugia in totale il 32% dei punti totali sono derivati da errori) che se lo è aggiudicato la squadra che ha fatto valere di più la propria forza nei fondamentali di battuta e muro (6 a 2 e 12 a 3 i parziali in favore degli umbri).

Queste le pagelle di Gioiella Prisma Taranto – Sir Safety Perugia 1-3

FALASCHI 6: 1 ace e 3 errori in battuta. Come a Monza non gli si può chiedere di più. Il discorso è lo stesso: quando la ricezione regge, il suo lo fa benissimo. Trova in Sabbi il terminale offensivo con il braccio più caldo mentre sia dagli schiacciatori che dai centrali non ottiene le risposte volute (il sistema muro-difesa di Perugia fa il suo e lo fa bene nei momenti in cui serve) per cui il suo gioco diventa prevedibile.

SABBI 7: 20 punti (16 in attacco su 29 palloni alzatigli, 1 in battuta e 3 a muro, 55% di positività in attacco), 4 errori in battuta, 3 errori in schiacciata e 5 muri subìti.Fa l’opposto da SuperLega specialmente nel secondo set quando diventa a tratti imprendibile ed è determinante per la sua squadra. Da solo però non può reggere il peso di tutto l’attacco ed alla lunga qualche errore lo commette anche lui.

ALLETTI 5,5: 5 punti su 10 palloni ricevuti in attacco (40% di positività), 1 muro (2 errori in attacco ed 1 muro subito.  Non appare in un buon periodo di forma. A muro è slegato, in attacco fa fatica. Di fronte però ricordiamolo c’era Perugia.

DI MARTINO 5,5: 5 punti (5 su 8 in attacco, 63% di positività).  Anche lui a muro non trova compattezza e tempi giusti con i compagni di prima linea. Meglio in attacco anche se servito meno a causa dei problemi in ricezione.

RANDAZZO 5,5: 11 punti (11 su 29 in attacco con il 38%, di positività), 5 errori in battuta, 5 errori in attacco, 3 muri subìti, 81% di ricezione positiva e 35% di perfetta su 26 palloni ricevuti. Meglio in ricezione dove si ritrova ad essere ancora una volta il più cercato dalla battuta avversaria. Impegnato a ricevere, significa toglierlo spesso dall’attacco anche se ha avuto a disposizione un gran numero di palloni che non ha sfruttato al meglio.

JOAO RAFAEL 5,5: 8 punti (7 su 17 in attacco con percentuale di positività del 41%), 3 errori in battuta, 3 in attacco, 2 muri subìti. Ricezione positiva 60% (36% la perfetta) su 25 palloni ricevuti. La sua prestazione non si discosta da quella di Monza. Non riesce a trovare continuità di rendimento e di conseguenza a dare alla squadra quell’equilibrio che serve.

LAURENZANO 6: il suo scout recita un 53% di ricezione positiva e 35% di perfetta su 17 palloni ricevuti.  Trovate un altro libero in SuperLega che alla sua età gioca titolare con personalità, nel bene e nel male. Quando commette qualche errore non si abbatte e pensa alla palla successiva. Questa è la sua forza.

STEFANI S.V.: 1 punto. Entra a partita abbondantemente compromessa.

GIRONI S.V: 1 punto. Anche lui entra in momenti di assoluto down della squadra.

PALONSKI S.V.: entra a più riprese al posto di Randazzo, non sbaglia le battute (4) , impegnato in 5 ricezioni, in una di queste subisce ace.

DI PINTO 6 – : c’è Perugia di fronte a tre giorni dalla trasferta di Monza. Le attenuanti ci sono tutte, la squadra in qualche modo se prende fiducia riesce a giocarsela (vedi secondo set con rimonta da 14-19 a 25-23). Se invece va troppo sotto, non riesce a scuotersi. Battuta e muro – che erano le caratteristiche principali la scorsa stagione in A/2 – non incidono per nulla in un torneo che non lascia scampo come quello di SuperLega.

PERUGIA 6,5: si è capito sin dal riscaldamento (tanti sorrisi, atmosfera light) che questa partita l’avrebbero giocata con sufficienza perché sapevano che contro un avversario di medio-bassa caratura sarebbe bastato salire di livello di gioco nei momenti giusti (solitamente dalla seconda metà del set in poi). Potenziale enorme non totalmente espresso, almeno al Palamazzola. Il palleggiatore Giannelli, una spanna sopra gli altri per come è in grado di gestire le tante bocche da fuoco a disposizione. L’altro fuoriclasse, lo schiacciatore Leon, randella dalla linea dei nove metri e sottorete quando è necessario “spaventare” l’avversario.

 

credit foto Paolo Occhinegro

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